Prevedere oggi quelli che saranno gli esiti del debutto sul campo del partito del Generale Vannacci – che si presenta agli italiani come la rivelazione dopo anni di buio nel contesto partitocratico – è un’operazione assai millimetrica che richiede il massimo dell’apertura ad una visione politica che ruota a 360° attorno a quelli che sono i giochi di maggioranze e opposizione.
Sono gli stessi giochi che in passato hanno visto un partito come Fratelli d’Italia salire dal 3% a conquistare le prime posizioni al governo grazie alle elezioni politiche del 2022.
Vannacci è davvero pronto per essere un leader di partito?
Riconosciamo nel Generale grandi doti oratorie e persuasive, ed una certa genuinità in gran parte delle posizioni espresse sul piano politico. Probabilmente abbiamo di fronte una boccata d’aria fresca in quella che ormai era la partitocrazia ristagnante da diversi anni in area di centrodestra.
L’ondivaga Forza Italia, con posizioni sempre più ambigue e meno aderenti a quelle che dovrebbero essere quelle identificabili in una destra vera, un partito morente come la Lega, fino a Fratelli d’Italia, in calo di fiducia, sia da parte degli elettori, che dei suoi tesserati.
In questa cornice non proprio lusinghiera, si propone come alternativa Futuro Nazionale, con un Vannacci pronto (almeno apparentemente) a cambiare quelle che sono le sorti della politica nazionale.
Chi è il Generale Vannacci?
Vannacci è un uomo da una rimarchevole e nobile carriera militare al servizio della Patria (e purtroppo anche della NATO) che nel 2023 diventa famoso dopo la pubblicazione del libro “Il mondo al contrario”, in cui affronta tematiche di grande spessore ideologico affermando delle sacrosante verità su tabù quali immigrazione, gender e amor di patria.
Rispettiamo il suo operato – ai tempi ne siamo stati probabilmente in gran parte affascinati – certo.
Ma passare da un libro, alla discesa in politica con una Lega che inconsapevolmente gli ha fatto da trampolino di lancio, fino ad assumere le redini di un partito che dovrà debuttare sulle schede elettorali… Ne passa, e nemmeno poco.
Il Generale è davvero pronto?
Lo dirà il tempo. Certamente, le nostre posizioni rimangono quelle del rivoluzionario che diffida del politico di turno e adempie al principio evangelico di giudicare l’albero dai frutti.
Vannacci, con questo suo “esercito di futuristi” definiti così i suoi iscritti a Futuro Nazionale, si ritrova come il capitano di una nave avente a disposizione sì la sua ciurma, ma pochi remi che sappiano trainare la sua “rivoluzione” verso un risultato elettorale utile.
L’importante tuttavia, non sarà il successo o meno di Futuro Nazionale, ma l’impatto delle tesi vannacciane sull’elettorato e di conseguenza di quanto saprà spostare su posizioni radicali la compagine di centro destra.
Manuel Zavaglia
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