I nazionalisti polacchi e la guerra in Ucraina

I nazionalisti polacchi e la guerra in UcrainaIn questa concitata fase storica riteniamo sia utile far conoscere anche in Italia la posizione dei nazionalisti di un Paese che seppur non coinvolto direttamente nelle operazioni militari in corso, è vicino al campo di battaglia, appartiene allo spazio geopolitico interessato e non può restare insensibile alle sue conseguenze immediate. Interessante anche il rimando al concetto geopolitico dell’Intermarium, spazio geopolitico situato essenzialmente tra il Mar Baltico e il Mar Nero e eventualmente l’Adriatico. Trae ispirazione dal precedente della antica confederazione polacco-lituana e dalla politica polacca nel primo dopoguerra. Diversi accordi di collaborazione tra gli Stati dell’area come quello di Visegrad, implicanti una maggiore autonomia dalle superpotenze e dalla UE si rifanno più o meno apertamente a questa concezione geopolitica. Se intesa correttamente questa concezione rappresenta potenzialmente un superamento degli attuali assetti politico-militari in Europa.

Comunicato di Obóz Narodowo-Radykalny (ONR)

In qualità di dirigenti del Campo Nazional-Radicale, presentiamo la nostra posizione sull’attacco russo all’Ucraina.

Come nazionalisti polacchi, riconosciamo il paradigma dell’interesse nazionale polacco in politica, quindi siamo critici sia nei confronti del risorgente imperialismo russo che dell’imperialismo atlantico. Siamo convinti che tutte le nazioni dell’Intermarium abbiano il diritto di vivere all’interno dei loro stati sovrani, e che non meritino di essere trattate come oggetti passivi dalle grandi potenze, giocando solo il ruolo di pedine sullo scacchiere geopolitico.

Ci opponiamo fermamente al coinvolgimento della Polonia nella guerra in corso. Ci rammarichiamo che gli Stati Uniti forniscano a Israele un sostegno molto maggiore rispetto alla Polonia e agli Stati baltici, che a causa della loro posizione sono in realtà minacciati dalla politica aggressiva della Russia. Allo stesso tempo, ricordiamo l’esempio dell’Ucraina, che nel 1994, ratificando il Memorandum di Budapest, in cambio delle garanzie di inviolabilità dei confini concesse da USA, Russia e Gran Bretagna, ha rinunciato al proprio arsenale nucleare.

Questa fase storica ci mostra chiaramente che non sono i trattati internazionali a decidere della sicurezza e dell’inviolabilità dei confini, ma essenzialmente lo è la forza militare. Pertanto, nell’interesse della sicurezza e della sovranità della Polonia, chiediamo un significativo rafforzamento del potenziale militare della Repubblica di Polonia, comprendente l’aumento del personale delle unità combattenti, l’avvio di corsi di addestramento militare obbligatorio in tutte le scuole secondarie condotti da militari in pensione e che includano l’addestramento all’uso delle armi da fuoco, l’incremento quantitativo degli equipaggiamenti militari moderni adeguati ai compiti relativi alla eventuale difesa del territorio della Polonia e azioni più severe contro gli ambienti che da diversi mesi tentano di destabilizzare e incendiare il nostro confine nord-orientale.

Esprimiamo la nostra preoccupazione che tra gli immigrati introdotti clandestinamente al confine con la Polonia provenienti in origine dall’Iraq e dall’Afghanistan possano esserci anche agenti delle forze armate russe cecene, che potrebbero svolgere compiti sovversivi nel nostro paese fingendosi criminali comuni, puntando alla destabilizzazione e ad altre operazioni di guerra ibrida. Riteniamo che la nostra situazione geopolitica richieda una riflessione più approfondita sulla creazione del programma nucleare polacco, poiché il possesso di armi nucleari è uno dei deterrenti più efficaci contro potenziali aggressori.

La guerra russo-ucraina ci mostra anche la grande debolezza dell’Unione Europea. Nonostante le frasi vuote sulla solidarietà europea, la Germania e altri paesi dell’Europa occidentale continuano a fare affari con la Russia di Putin, ignorando completamente la posizione della Polonia. Crediamo che la corruzione culturale e politica dell’Occidente demoliberale sia, infatti, uno dei fattori che danno alla Russia il coraggio di perseguire una politica sempre più offensiva.

In questi giorni difficili, esprimiamo la nostra preoccupazione ai polacchi che vivono in Ucraina. Ci aspettiamo che vengano rimpatriati con urgenza. Esprimiamo la nostra disponibilità a partecipare all’organizzazione di strutture e interventi sul territorio, nonché alla ricerca di un lavoro per i nostri connazionali. Crediamo che sarebbe una vergogna lasciarli ora alla buona o cattiva volontà dei russi. Vi ricordiamo inoltre la disponibilità dei nostri attivisti e sostenitori a prendere parte alla difesa dei nostri confini orientali, la nostra volontà di contribuire a fermare il traffico di clandestini e di proteggere la Patria da possibili sabotatori.

Ci appelliamo inoltre a limitare le controversie che dividono la società polacca e a costruire un’atmosfera di solidarietà nazionale per fare fronte alle minacce esterne.

Da: PRAESIDIUM