IL CONFLITTO RUSSIA UCRAINA TRA EUROPA E OCCIDENTE

Nel pensiero dominante l’ Europa è parte integrante del cosiddetto Occidente.

Più che un concetto geografico il termine Occidente indica una appartenenza ideologica. Nord America, con i suoi numerosi satelliti, ed Europa avrebbero in comune i “grandi valori” che identificano appunto l’Occidente: liberal-democrazia, economia di mercato (leggasi capitalismo), stato laico. Gli USA, nati da una frattura dell’Europa e abbeveratisi ai valori giacobini di questa, incarnano in maniera plastica questi dis-valori.

Ma le radici dell’Europa sono altre. La Rivoluzione Francese con la sua blasfema trinità: Libertè, Egalitè, Fraternitè ha rotto con la Tradizione Europea ed ha aperto la strada all’”Occidente”. Sintesi e simbiosi di quella che fu la sovversione europea con la civilizzazione statunitense  dove vige il primato della tecnica e dei valori borghesi.europa e occidente

Osvald Spengler, nel suo “Tramonto dell’Occidente” descrive bene la contrapposizione tra Kultur e Zivilisation. Tra la forza generatrice di società fondate sui valori dell’aristocrazia spirituale e guerriera e la estenuazione del vivere tra nascere, produrre, consumare e morire. E’ esattamente l’inversione dell’Ordine basato sulla tripartizione gerarchica di tutte le società tradizionali indo-europee tra Oratores, Bellatores e Laboratores.

Non si tratta di auspicare un ritorno anacronistico alle forme di quella che Regine Pernoud definì Luce del Medioevo (altro che secoli bui), ma certamente è necessario avere all’orizzonte la prospettiva di una rettificazione della sovversione moderna riconoscendo quali siano le vere radici dell’Europa. Non è soltanto l’estensione dell’Oceano Atlantico che ci separa dalla talassocrazia americana, ma una diversa visione del mondo.

Il conflitto tra Russia e Ucraina è una tappa, cruenta, di questa dialettica fra due entità tra loro incompatibili: Europa e Occidente.

La versione ufficiale sbandierata dal giornale unico (Repubblica, Stampa, Corriere della Sera) narra in maniera manichea di un aggressore, la Russia di Vladimir Putin, e di un aggredito, l’Ucraina del comico Zielinski. L’opinione pubblica non deve essere aiutata a sviluppare un pensiero critico. Deve solo essere educata/indottrinata in modo tale che non possa nascere una opposizione al manovratore.

Henry Kissinger, una fonte certamente non filo Putin, nel suo libro World Order, del 2014, auspicava il mantenimento delle rispettive aree di influenza geopolitica sconsigliando inopportuni allargamenti a est della NATO. Papa Francesco ha usato termini anche più espliciti quando ha affermato (citando le parole di un politico da lui definito saggio) che la NATO stava abbaiando alle porte della Russia.

E invece cosa è successo? La NATO ha inglobato le Repubbliche baltiche oltre a Slovenia, Croazia, Montenegro del Nord, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca. In Ucraina ha foraggiato ed eterodiretto la “spontanea” rivolta di Euromaidan. Oggi fornisce finanziamenti e aiuti militari a Kiev certo non per fini umanitari o in nome della giustizia internazionale. Se così fosse si sarebbero subito inalberati contro le aggressioni e le stragi di civili perpetrate dall’esercito ucraino nei confronti delle Repubbliche del Donbass…ma ormai siamo abituati allo stile degli esportatori della democrazia nel mondo.

I contorni degli aggressori e degli aggrediti si fanno sempre più sfumati.

E allora non ci devono stupire le parole di Aleksandr Dugin quando afferma che “il conflitto in corso in Ucraina ripropone il conflitto che, con modalità diverse, è tutt’oggi in corso in Europa all’interno della quale convivono due identità contrastanti. Da una parte vi sono le élite economiche e finanziarie che controllano il potere di matrice liberale e globalista, dall’altra vi sono i popoli europei (vittime di queste élite) che mantengono i propri valori e la propria identità e che per difenderli non disdegnerebbero un patto con la Russia ed un allontanamento dagli USA”.

Spetta a coloro che sanno vegliare nella notte buia il compito di preparare l’alba del risveglio dell’Uomo Europeo.