L’ingegnere angelo custode

Fatih Birol, direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, è uno dei personaggi più influenti del mondo. Travestito da ingegnere, ha trovato il modo di fare l’angelo custode di Erdogan, gli interessi della Gran Bretagna nel Mediterraneo, l’ecologista in giro per il mondo!Con lui l’AIE ha indossato panni nuovi ed ha ampliato gli orizzonti inglobando grandi Paesi quali il Sudafrica e il Brasile, la Cina e l’India, diventando l’agenzia mondiale della transizione ecologica.

Birol è un Cingolani all’ennesima potenza. Il nonno colto di Greta. È un uomo tutto green economy, sparato nel futuro come un missile terra aria, anzi come la freccia di una balestra (i missili terra aria inquinano!). È l’imperatore del nuovo, il signore del sostenibile, il dio del “pulito” senonché, come a mezzanotte la carrozza di Cenerentola diventa zucca, così ad Ankara, all’apparir dell’ombra del principe Erdogan, l’ecologia e il filantropismo di Birol diventano crusca.

Se si tratta della Turchia, il suo Paese, bidibibodibibum, l’energia nucleare si trasforma in un toccasana, di più: “dovrebbe essere un must” da inserire addirittura quale pilastro fondante della politica, a prescindere dal succedersi dei governi.

Birol suona il flauto magico alle orecchie di Erdogan e tra un accordo musicale e l’altro si fa perfetto anche quello tra i due – quasi un idillio – cuori ed una centrale nucleare: quella che Ankara, col benedicente ingegnere paraninfo, da qui ad un anno avrà completato grazie alla Russia, con la quale la Turchia fa affari e noi la fame!

Il giocattolo di Erdogan non lo distoglie dal sogno di occupare altre isole greche con l’avallo, anche stavolta, dell’angelico ingegnere custode costantemente al fianco del suo protetto.

Sotto il mare di Ulisse l’ENI ha trovato un altro mare … di gas e Birol, angelo ispirato dallo Spirito – di parte – ha già dichiarato che la Turchia – guarda il caso fortunato! – si trova proprio nella posizione geografica perfetta per appropriarsene …. ehm “per trasferirlo”!

Birol è attento al lessico, meno alla geografia. Quel mare di gas da “trasferire” è in realtà in gran parte greco ed anche italiano, ma il nostro è uomo di mondo, un mondo senza confini nel quale non sono intoccabili neppure quelli turchi che, per concessione di Allah, sono elastici, ma monodirezionali: si possono ampliare, ma non restringere.

Tipo sui generis Birol, alla faccia di Cingolani che la green economy la persegue con serietà e sbalorditive innovazioni tecnologiche. Per quest’inverno, infatti, pare che il nostrano Ministro della transizione ecologica voglia puntare tutto sulla pressione del pulsante OFF delle caldaie e sulla rotazione delle lampadine e, tanto per tenerci giovani, in allerta e in allenamento, sottoporci, a sorpresa, a qualche spartano black out generale che, come molti medici ci spiegano, contribuirà al mantenimento del peso forma (godiamo già alla notizia che più moriremo di freddo in casa, più calorie bruceremo, diventando per la prossima primavera estate tutte modelle Armani!).

Gaudio massimo degli italiani che, in un colpo solo, avranno raggiunto il peso forma e il massimo tra gli obiettivi green: zero emissioni! Decisivo nella tumulazione della nazione Italia il contributo dei premi Nobel della fisica, intenti a spiegarci la scissione a freddo dello spaghetto, mentre i loro colleghi turchi discuteranno, con l’ecologista Birol, di come sbarazzarsi delle scorie nucleari.

I nostri mari sono vicini in quelli greci vogliono prendere, nei nostri temo vogliano mettere! Nelle prossime lunghe serate invernali, mantenuti ben svegli dalle salutari temperature casalinghe, avremo tempo per pensare bene a quale santo dovremo votarci!