Piero Angela

Di lui mi affascinavano i modi. Piero Angela era una rarità assoluta, un aborigeno con gli occhi blu, un giapponese dalle chiome castane, un pellerossa biondo.

Piero Angela

Pareva, in una parola, un lord in visita sul pianeta delle scimmie urlatrici: si sapeva muovere con disinvoltura, interloquiva con uno stile che sembrava innato(e forse lo era!), sapeva quanto bene possano fare ad un uomo e alle donne che lo guardano una giacca decente ed una cravatta intonata, aveva avuto la fortuna di lineamenti signorili e l’intelligenza di mostrare un portamento che non li contraddiceva; sapeva persino salutare i telespettatori come si fosse appena tolto il cappello per entrare in casa loro.

Non ti saresti stupito fosse sbucato fuori dal monitor per fare il baciamano a tua moglie! Un sogno di uomo quando il paragone va ad altri conduttori, a “Cosciatesissima” Veronica Gentili, in bilico costante tra il desiderio di dare, all’osannante pubblico maschile, una notizia di politica internazionale e quello di fargli una promessa euforizzante. Ci si commuove perfino se il confronto è con Sua Parolaccia Giuseppe Cruciani, sicuramente un gentiluomo se non fosse per la fobia del galateo, del barbiere e della doccia.

Eppure, non è l’innata signorilità di Angela ad esser apprezzata e ricordata dai più, ma una tra le sue colpe più gravi: l’aver elevato ad arte la divulgazione scientifica televisiva, metodo che avvicina gli ignoranti alla scienza lasciandoli ignoranti, ma rendendoli presuntuosi; non uno stimolo all’approfondimento, ma alla svogliatezza verso l’approfondimento di chi crede di aver penetrato un argomento che ha, invece, appena sfiorato.

Il suo clone malriuscito, la sua versione maleducata, Cecchi Paone, non pago di aver contribuito alla presunzione altrui, ha alimentato a dismisura la propria facendo del divulgatore scientifico una macchietta desolante oltre che un personaggio pericoloso, per la ragione esposta.

La divulgazione scientifica televisiva evidentemente fa male a chi la guarda, ma anche a chi la propone.

Persino la indiscutibile signorilità di Piero Angela si appannava quando insisteva nel dare, contra facta, il suo contributo alla vulgata scientista del sistema massmediatico: Rol diventava un ciarlatano, il premio Nobel Montagnier un nemico, il vaccino il viatico. Anche la sua capacità di semplificazione appariva fin troppo accondiscendente quando presumeva di poter spiegare l’astronomia a chi non aveva mai sfiorato la matematica e non sospettava l’esistenza della fisica o nozioni di alta medicina a chi non sapeva da che parte fosse il fegato!

Piero Angela è il divulgatore per il quale la oggettività scientifica della differenza sessuale scompare in ossequio all’ideologia che non vede difformità alcuna tra il matrimonio omosessuale e quello etero; è l’uomo di scienza che degrada a “scocciatura” la tragedia della morte;è il curioso la cui curiosità cessa difronte al mistero dei misteri, Dio; è il razionalista che esclude a priori ciò che non sembra inquadrabile nella categoria del razionale; è lo studioso che estromette dai suoi studi tutto ciò che non è immediatamente comprensibile o comprensibile con i mezzi di un razionalismo settecentesco, peraltro vecchio ed arrugginito. Andava ricordato per i suoi modi, viene osannato per le sue idee.

Lo ha accompagnato da un Dio che aveva apparentemente relegato in un cantuccio, un tristissimo funerale laico di gente bendata da mascherine ffp2 che non serviranno certo a evitare quell’incontro irrinunciabile col Creatore dal Quale tutti, credenti e miscredenti, saremo giudicati, con Misericordia perfetta e Giustizia infallibile.

E’ per i miscredenti, e oggi per Piero Angela, che fortissimamente va invocata la Misericordia perché scampi al pericolo dei pericoli, al male supremo, al fallimento definitivo.

Non gli serve più tutta la scienza del mondo, ma anela forse ad una preghiera, seppur piccola, della quale solo oggi e finalmente ha conosciuto importanza e potenza

Irma Trombetta