Il silenzio della politica è una vergogna. Ci sono episodi che non possono essere archiviati come una semplice pagina di cronaca. Quanto accaduto a Salerno rappresenta uno di quei momenti destinati a segnare il dibattito politico, perché racconta con estrema chiarezza il clima che si respira oggi in Italia.
La solita vile aggressione antifa
Alcuni militanti di CasaPound Italia stavano affiggendo manifesti in ricordo di Carlo Falvella, giovane militante del FUAN (organizzazione universitaria del Movimento Sociale Italiano) ucciso il 7 luglio 1972 dall’anarchico Giovanni Marini. Un gesto di memoria, legittimo e pacifico, si è trasformato in un’aggressione che, se confermata dagli accertamenti in corso, dimostrerebbe quanto sia ancora difficile, per chi appartiene alla nostra comunità politica, esercitare liberamente i propri diritti senza essere esposto all’intimidazione.
La memoria di Carlo Falvella continua evidentemente a dare fastidio. C’è chi non tollera nemmeno che venga ricordato un ragazzo assassinato per le sue idee. È un fatto che dovrebbe interrogare chiunque creda davvero nel pluralismo e nella libertà di espressione. Ma ciò che lascia ancora più amareggiati è il silenzio assordante della politica.
Il silenzio dei media
Dove sono oggi coloro che ogni giorno riempiono i palchi parlando di democrazia, inclusione e lotta alla violenza? Dove sono le prese di posizione indignate, i comunicati, gli appelli, le manifestazioni di solidarietà? Quando le vittime sono i militanti di CasaPound o di altre formazioni politiche lontane dalle loro idee, sembra che il principio della condanna della violenza perda improvvisamente valore. È questo il doppio standard che denunciamo da anni.
La violenza, a volte anche inesistente o presunta, viene condannata solo quando colpisce una parte politica; quando invece a subirla sono uomini e donne di di idee non di sinistra, il silenzio diventa assordante e l’indifferenza prende il posto della solidarietà. In Italia si continua a parlare ossessivamente di “pericolo fascista”, mentre si evita qualsiasi riflessione sulle conseguenze di un linguaggio politico fondato sulla delegittimazione dell’avversario. L’antifascismo viene sempre trasformato in una giustificazione ideologica dell’odio nei confronti di chi appartiene a determinate aree politiche.
Solidarietà ai ragazzi di CPI
Quando un movimento viene descritto costantemente come un nemico assoluto da isolare, da zittire o da cancellare dalla vita pubblica, il confine tra scontro politico e odio rischia di diventare sempre più sottile. CasaPound non chiede privilegi, così come non li ha mai chiesti nessun movimento della nostra area.
Chiede ciò che dovrebbe essere garantito a ogni forza politica: il diritto di esistere, di esprimersi, di ricordare i propri caduti e di svolgere la propria attività. Chi non condivide le nostre idee ha tutto il diritto di contestarle, di criticarle e di combatterle sul piano politico. Ma è impedire a qualcuno perfino di commemorare un giovane ucciso.
Le indagini chiariranno ogni responsabilità individuale. Sul piano politico, invece, una responsabilità è già evidente: quella di un dibattito pubblico sempre più avvelenato.
Carlo Presente!
E quello che molti sono incapaci di capire è che il veleno che certi personaggi, certe associazioni e certi movimenti vomitano continuamente nei confronti dell’avversa parte politica possono diventare, e stà già accadendo, episodi di violenza incontrollata che potrebbe degenerare in qualcosa di peggio.
Noi non rinunceremo a ricordare Carlo Falvella. Non rinunceremo alla nostra presenza politica. E non accetteremo mai che il diritto di fare politica venga subordinato al giudizio ideologico di chi pretende di decidere chi possa parlare e chi, invece, debba essere ridotto al silenzio.
Perché la libertà non può essere selettiva. O vale per tutti, oppure non è libertà.
Valerio Arenare
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Onore a Carlo Falvella – totale disprezzo per la sinistra Italiana.