I negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio hanno varato un nuovo regolamento relativo ai veicoli fuori uso (ELV, End of Life Vehicle), che disciplina l’intero ciclo di vita delle automobili, dalla progettazione alla rottamazione. La proposta risale al 2023 e comporta un aggiornamento della direttiva del 2000, con obiettivi specifici per plastica riciclata e materiali critici, oltre al divieto di esportazione di veicoli non idonei alla circolazione. Nelle intenzioni, gli obiettivi sono rafforzare i principi dell’economia circolare nell’automotive e controllare la diffusione dei veicoli usati.
Secondo le stime della Commissione, delle circa 6,6 milioni di automobili che annualmente escono dal parco circolante della UE, 3,5 milioni non vengono tracciate, spesso esportate in paesi poveri in cui non si bada troppo alle condizioni di sicurezza precaria e agli alti livelli di inquinamento delle vetture. Adesso ogni veicolo nuovo destinato al mercato UE dovrà essere accompagnato da un certificato che ne attesti la riciclabilità, che si traduce in una progettazione che tenga conto della smontabilità e della facilità di separare i materiali una volta terminato il ciclo di vita. Per i costruttori sarà inoltre obbligatorio elencare i materiali utilizzati, specificando la presenza di eventuali sostanze pericolose.
2036 il regolamento ELV
Entro 10 anni dall’entrata in vigore del Regolamento, vale a dire entro il 2036, le auto nuove dovranno essere costruite con almeno il 25% di plastica riciclata. Questo comporterà un aumento dei costi di produzione perché, contrariamente a quanto comunemente si pensa (anche per colpa della martellante e distorcente propaganda green), la plastica riciclata costa più di quella nuova, per via delle molteplici lavorazioni richieste per il suo ottenimento.
Ecco quindi che il Regolamento ELV porterà ad un aumento dei prezzi finali delle auto, mettendo ulteriormente in difficoltà i produttori europei, già massacrati dalle follie green, compresa la pretesa demenziale, per fortuna rientrata, sia pure molto maldestramente, di imporre i soli motori elettrici dopo il 2035.
Chi ci segue sa bene che abbiamo sempre criticato aspramente i provvedimenti UE che stanno colpendo duramente non solo il comparto automotive, ma l’intera economia continentale. Riguardo al Regolamento ELV, dobbiamo dare atto che, per lo meno, sia stato apparentemente ispirato da intenti condivisibili. Al tempo stesso, però, non possiamo tacere le sue ricadute in termini economici sia per i produttori che per l’utenza.
Raffaele Amato
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:







































































