Il ragazzino che ha accoltellato la professoressa, come i “maranza” — che ricordiamo oltre la loro radicalizzazione islamica — e molti altri che compiono delitti convinti di avere il “diritto” di farlo, non sono altro se non la degenerazione dell’ideologia liberale. Infatti questi, liberatisi dall’identità sociale e comunitaria, avendo “ucciso” il loro Dio per sostituirvisi, non conoscendo altro “tempo” che il presente e considerando i diritti umani alla stregua dei desideri soggettivi dei singoli, non hanno nessuna remora nel considerare i loro atti come espressione massima della loro libertà.
Quale la sicurezza allora? Ricorderei la vecchia massima che afferma: il medico pietoso fa la piaga verminosa. Lo si diceva ai medici restii all’amputazione che serviva però a salvare la vita del malcapitato. Lo Stato, di fronte alla sicurezza di tutti, non può e non deve essere un medico pietoso: la violenza non si ferma con i “mediatori culturali” o gli “assistenti sociali” ma con la Forza, costante e impietosa, regolata dalla legge e applicata dalle Forze dell’Ordine. Queste dovrebbero essere autorizzate e protette da uno “scudo penale” almeno pari a quello di cui hanno goduto i medici vaccinatori, che erano e sono esenti da conseguenze penali anche per le lesioni gravi e l’omicidio colposo nell’esercizio delle funzioni proprie.
Non si può più assistere al disarmo morale e materiale di chi ci deve difendere; non si può più assistere all’arrogante prepotenza di chi commette violenze inaudite sicuro di non avere conseguenze (tanto da vantarsene in molte trasmissioni TV che colpevolmente danno loro spazio), anzi sicuro di trarne vantaggi economici (risarcimenti) e giudiziari.
Giovanni Preziosa
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