Nel cammino della fede della Chiesa Cattolica, i miracoli non sono mai eventi da esibire come prove spettacolari, ma segni attraverso i quali Dio richiama il suo popolo alla speranza. In questo orizzonte si colloca la guarigione di Antonietta Raco, originaria della Basilicata e residente da molti anni in Piemonte, riconosciuta ufficialmente come 72º miracolo attribuito all’intercessione della Vergine presso il Santuario di Lourdes.
Guarita dalla sclerosi
La donna, volontaria dell’UNITALSI, era affetta da sclerosi laterale primaria, una malattia neurodegenerativa rara e progressiva che negli anni le aveva progressivamente tolto autonomia fino a costringerla alla sedia a rotelle. Nel 2009 partecipò a un pellegrinaggio a Lourdes insieme ad altri malati e volontari. Fu un’esperienza vissuta nella preghiera semplice e fiduciosa che caratterizza da sempre il cammino dei pellegrini verso la Grotta di Massabielle, luogo in cui la Vergine apparve a Bernadette Soubirous nel 1858.
Durante quei giorni di raccoglimento e affidamento alla Madonna maturò interiormente un abbandono totale alla volontà di Dio. Al ritorno dal pellegrinaggio si manifestò un miglioramento improvviso e inatteso delle condizioni fisiche, fino alla ripresa della deambulazione autonoma. Non si trattò di una sensazione passeggera né di un recupero parziale: la guarigione si dimostrò stabile nel tempo e venne seguita con attenzione dalla comunità medica.
Le rigorose verifiche mediche
Come accade per ogni presunta guarigione straordinaria legata a Lourdes, anche questo caso è stato sottoposto a un lungo e rigoroso percorso di verifica. Il Bureau Médical del Santuario ha accompagnato per anni l’esame clinico della documentazione, coinvolgendo specialisti internazionali e valutando attentamente l’intera storia della malattia.
Solo al termine di questo processo la guarigione è stata riconosciuta come completa, duratura e priva di spiegazione secondo le attuali conoscenze mediche. Su queste basi si è poi innestato il discernimento ecclesiale, culminato nel riconoscimento ufficiale del miracolo. Il significato di un evento simile, nella tradizione della Chiesa, non consiste semplicemente nella straordinarietà del fatto. Il miracolo è sempre un segno che rimanda a Dio e invita a rinnovare la fiducia nella sua presenza nella storia. Lourdes continua a essere, per milioni di fedeli, un luogo in cui la sofferenza non viene negata ma trasfigurata dalla speranza cristiana, e in cui molti malati sperimentano consolazione spirituale anche quando non ricevono la guarigione fisica.
Avvocata nostra
La vicenda di Antonietta Raco richiama con forza il ruolo materno della Vergine Maria nella vita della Chiesa. A Lourdes la Madonna si manifesta come madre che accompagna, ascolta e conduce a Cristo. La guarigione riconosciuta dalla Chiesa non aggiunge nulla alla rivelazione cristiana, ma conferma nella storia concreta dei fedeli quella vicinanza materna che il popolo di Dio continua a sperimentare nella preghiera.
In un tempo segnato da fragilità diffuse e da un diffuso smarrimento spirituale, il riconoscimento del 72º miracolo di Lourdes si presenta come un invito alla speranza. Non è un richiamo a cercare il prodigioso, ma a riscoprire la forza della fede vissuta nella comunità ecclesiale, la dignità della sofferenza offerta a Dio e la certezza che la grazia continua ad operare anche nel nostro tempo.
Valerio Arenare
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