Ranucci sanno tutti chi è, il grande investigatore perseguitato dai criminali con una lattina di polvere da sparo sotto l’auto parcheggiata. Scarpinato è invece l’ex procuratore generale di Palermo e oggi senatore del M5S, con la chioma da eroe risorgimentale sul patibolo di Belfiore. Perché sono entrambi legati e perché c’entrano con l’omicidio di Paolo Borsellino (e dei membri della sua scorta)?
ALCUNI PUNTI FERMI
- Falcone e Borsellino indagavano entrambi in modo serrato sul filone mafia-appalti.
- Falcone e Borsellino sono stati ammazzati per lo stesso movente.
- Scarpinato e Ranucci affermano che le stragi di Falcone e Borsellino furono compiute con la complicità della destra eversiva (Stefano Delle Chiaie) per destabilizzare lo Stato e quindi non per l’inchiesta mafia-appalti.
- La procura di Caltanissetta, titolare oggi delle indagini, dice che la destra eversiva non c’entra niente e ha ripreso in mano il dossier mafia-appalti di Falcone e Borsellino.
- Il dossier mafia-appalti in mano a Borsellino fu archiviato cinque giorni prima della strage di via d’Amelio dove fu assassinato Borsellino.
- Oggi i giudici di Caltanissetta dicono che il dossier mafia-appalti venne archiviato di nascosto a Borsellino, Scarpinato dice che invece Borsellino fu avvisato dell’archiviazione in una riunione del 13 luglio 1992 alla procura di Palermo, appunto cinque giorni prima che Borsellino venisse ucciso.
LA FRASE PRONUNCIATA DA BORSELLINO
C’è una frase attribuita ad Antonio Ingroia ascoltata da Paolo Borsellino, uscendo da quella riunione: “voi non me la raccontate giusta”. La frase indicherebbe che a Borsellino fu nascosta l’archiviazione dell’indagine mafia-appalti, possono confermarcela sia Ingroia che Scarpinato?
Sarebbe una frase molto grave poche ore prima della morte di Borsellino.
FORTI OMBRE DENUNCIATE DAI GIUDICI DI CALTANISSETTA
La ricostruzione della Procura di Caltanissetta conferma i pesanti dubbi. Un documento firmato dal procuratore Salvatore De Luca collocherebbe la riunione del 14 luglio come passaggio decisivo nella sequenza che precede la strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992. Il punto centrale è uno solo: la richiesta di archiviazione dell’inchiesta mafia-appalti, firmata il 13 luglio 1992 da Lo Forte e Pignatone, non sarebbe stata comunicata a Borsellino.
Queste sarebbero le parole dei sostituti procuratori di Caltanissetta: «ci parlano di una riunione in cui il Giudice Borsellino chiede al Dottore Lo Forte gli approfondimenti e il Dottore Lo Forte gli nasconde che il 13 aveva firmato un’archiviazione». La parola «nasconde» comparirebbe nel documento in modo esplicito, senza attenuazioni. La Procura di Caltanissetta fonderebbe questa affermazione sulle audizioni desecretate del Csm e sulle testimonianze raccolte nel processo sul depistaggio, sottolineando che la mancata comunicazione non fu un incidente, ma una scelta. Perché allora Scarpinato afferma che Borsellino fu avvisato?
QUALE FASCICOLO PRELEVA IN TRIBUNALE BORSELLINO IL GIORNO PRIMA DI ESSERE UCCISO?
Il giorno prima di essere ucciso nella strage di via D’Amelio, Borsellino prelevò un fascicolo che riguardava l’omicidio ad opera di Cosa Nostra di un noto imprenditore palermitano, Ranieri Luigi, collegato al sistema degli appalti e ucciso per la sua resistenza alle pressioni della mafia. Non solo, sembrerebbe che il fascicolo sia sparito, non risultando tra quelli restituiti.
Ecco quale messaggio scritto sarebbe arrivato ai giudici di Caltanissetta: “Si è recentemente riscontrato presso l’archivio di questo ufficio che il fascicolo riguardante l’omicidio di Ranieri Luigi, noto imprenditore di questa città (ucciso dalla mafia) non trovasi al suo posto, essendo invece sostituito da un foglio, a firma autografa del Dr Paolo Borsellino, recante l’attestazione che esso era stato prelevato il 18 luglio 1992”.
È un’ulteriore prova che Borsellino stava indagando sul dossier “mafia e appalti”.
Ci può confermare Scarpinato se questa circostanza sia vera?
QUALI DIVERSE PROVE AVREBBERO SCARPINATO E RANUCCI?
Scarpinato e Ranucci continuano ad affermare che Falcone (e Borsellino) furono assassinati per un disegno di destabilizzazione dello Stato italiano e non per le indagini sulla mafia e gli appalti. Per loro Delle Chiaie sarebbe stato l’organizzatore degli attentati essenzialmente stando alle dichiarazioni di Alberto Lo Cicero, presunto pentito di mafia.
Ma, al processo di Capaci, Lo Cicero è stato smentito sia perché non conosceva i fatti sia perché non poteva conoscerli in quanto allontanato dalla mafia sei anni prima. Insomma, non era neanche un vero pentito.
Ci può dire Scarpinato se è vero che ritiene possibili le pur scarse dichiarazioni di Lo Cicero?
PERCHE’ SCARPINATO E RANUCCI INSISTONO SU DELLE CHIAIE?
Se la pista Delle Chiaie risultasse ridicola, Scarpinato e Ranucci dovrebbero ammettere che Falcone e Borsellino furono assassinati per le indagini su mafia-appalti, e ammettere questo li costringerebbe a dover spiegare perché appoggiarono la richiesta di archiviazione su quell’indagine condotta da Borsellino e perché il tutto fu nascosto a Borsellino stesso cinque giorni prima che morisse. Ci possono chiarire anche questo punto Scarpinato e Ranucci?
LA LOGICA PIU’ LINEARE
Quella per mafia-appalti è un’indagine che ancora oggi, dopo oltre 30 anni, qualcuno sta cercando di delegittimare, succede perché è lì che si nasconde la verità come pensava Borsellino?
Carlo Maria Persano
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