Corsi e ricorsi? Anno 1916, in una torrida estate, tra 1 e il 12 di luglio, fu registrato un ripetuto attacco di squalo lungo la costa del New Jersey.
Squali di Wall Street
La bestia fu soprannominata “Lo squalo del Jersey Shore”… Centodieci anni dopo, in questa estate torrida, nei primi giorni di luglio, si registra un nuovo attacco sulla costa orientale USA da parte di quello che tutti conoscono come “Lo squalo di New York”, una bestia famelica che risponde al nome di George Soros.
Il longevo finanziere squalo novantacinquenne, secondo quanto emerge da un’inchiesta apparsa sul New York Post, avrebbe elargito oltre 100 milioni di dollari per finanziare l’area progressista americana.
Tramite il Democracy PAC – comitato politico sostenuto da Soros – lo squalo foraggerebbe i candidati adepti del Partito Democratico e le loro politiche. Lo squalo Soros ha aumentato il suo impegno economico in politica e, di conseguenza, la sua influenza sull’ala liberal più radicale Dem.
Il vero villain globale
Soros si configura come il cattivo più cattivo del globo, colui che tesse le trame più oscure e malefiche per puro profitto e personale interesse. Noi italiani ricordiamo bene il suo attacco speculativo alla Lira nel settembre del 1992, quando, complice la fragilità economica dell’Italia e l’insostenibilità del Sistema Monetario Europeo, Soros si accanì sulla preda sbranandola, vendendo valuta allo scoperto e costringendo la Banca d’Italia a esaurire le riserve e portando la Lira ad una svalutazione del 30%, incassando una cifra prossima ai 300 milioni di dollari.
Occhi puntati sulla Casa Bianca
Se alle prossime elezioni americane, l’ala democratica risultasse vincitrice, si sappia sin d’ora quale nome risponderà al citofono della White House.
Lo squalo è a caccia, infingardo si nasconde sotto il pelo dell’acqua di tutti i mari e gli oceani, senza sosta, senza tregua, finché gli abissi – al più presto – non ne reclameranno la carcassa.
Cristian Borghetti
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