Multe fino a 16mila euro ai contestatori: perché la legge vale per tutti, anche per i centri sociali.
L’illusione dell’impunità e i soliti piagnistei
Nella città lombarda, i nostri amici paranoici si sono questa volta svegliati male. Infatti, si sono visti recapitare a casa varie multe che possono arrivare a 16.000 euro, per aver contestato una commemorazione di cosiddetti “nostalgici fascisti”.
Ci venga concesso, finalmente, di ridacchiare sotto i baffi, di sbeffeggiare questi facinorosi che si sentono sempre impuniti e di divertirci vedendo i loro soliti, patetici piagnistei.
Sappiamo che è un atteggiamento infantile, ma per una volta facciamolo.
E soprattutto ridiamo del fatto che questi campioni sono realmente convinti che le multe siano arrivate perché “viene punito l’antifascismo”, in quanto l’attuale fascistissimo governo sta reprimendo i nuovi partigiani di oggi che non si nascondono più sulle montagne ma nei centri sociali.
La dura legge della legalità
Magari, diremmo noi, ma purtroppo non è così.
Le multe sono arrivate perché, dura lex sed lex, le regole non sono state rispettate; non è stato multato l’argomento della manifestazione (che più che repressione meriterebbe un percorso psichiatrico) ma il modo illecito con cui è stato portato avanti.
Perché l’antifascismo non dà diritto all’immunità quando viene violata la legge. Se a detta loro i “nostalgici” brutti e pelati stavano violando qualche legge, allora spettava a chi di dovere intervenire, perché siamo in uno Stato di diritto.
O forse tale Stato di diritto vale solo quando un gioielliere esasperato, abbandonato dalle istituzioni, si fa giustizia da solo?
La doppia morale e il declino dell’antifascismo
E qui casca l’asino: gli antifascisti pretendono il rispetto delle regole solo per gli altri, soprattutto quando si tratta di difendere i delinquenti, ma mai quando la scure della legalità cade su di loro. Anzi, si lasciano andare a sceneggiate isteriche convinti che il governo ce l’abbia con loro, che abbia sdoganato il fascismo (anche se tali manifestazioni commemorative vengono svolte da 80 anni, a prescindere dal governo in carica) e punisca chi protesta.
Mentono al mondo e a loro stessi, e questo autoconvincimento li rende ancora più aggressivi e pericolosi, non tanto per i “fascisti” veri o presunti, ma per la stessa società.
Vogliamo però tranquillizzare i nostri amici urlatori dalla scarsa igiene personale: nessuno sta combattendo l’antifascismo, ci pensa la società civile a sgretolarlo pezzo per pezzo, in maniera pacifica ma inesorabile. A noi non resta che guardare.
Lorenzo Gentile
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