Il doloroso epilogo di Modena
Apprendiamo con sconforto la triste notizia che è stata resa pubblica nelle ultime ore. Monica Esposito, 55 anni, una delle passanti coinvolte nell’attentato di matrice terroristica avvenuto a Modena, ricoverata da mesi in terapia intensiva, purtroppo non ce l’ha fatta. L’immigrato marocchino responsabile del gesto non è più solo il colpevole di quanto accaduto, ma si macchia ora anche del reato di omicidio. Di fronte a un evento di tale gravità, l’unica strada percorribile sotto il profilo dell’analisi e della valutazione dei fatti rimane quella di una ferma e assoluta intolleranza.
La difesa dell’Italiano comune
La nostra lotta è condotta anche in nome degli italiani dediti semplicemente alla vita di tutti i giorni. Una quotidianità basata sul lavoro settimanale, sul calcio alla domenica in televisione e, se avanzano tempo e risorse, su una pizza il sabato sera. Il nostro impegno serve a far sì che i riflettori sulla nostra storia e sulla nostra dignità non smettano mai di illuminare la realtà. Si tratta di una voce corale che si scaglia senza sosta contro un sistema marcio e colluso, il quale pretende il pagamento di imposte e contributi senza offrire in cambio garanzie elementari per la sicurezza dei cittadini.
Il peso delle disparità e delle tensioni
Oggi Monica Esposito rappresenta l’ennesima vittima della società multietnica. A ridosso dei gravi disordini scoppiati a Bologna, animati da gruppi antifascisti e immigrati in seguito alla morte di Abderrahim Fakir, sorge spontaneo chiedersi se a questa povera cittadina italiana verrà riservato il medesimo risalto o il medesimo cordoglio pubblico. La vera problematica risiede nel fatto che, di fronte a episodi del genere ormai divenuti tragicamente ordinari, i cittadini stanno esaurendo la pazienza. Sullo sfondo si intravede in modo sempre più concreto il rischio di un inasprimento dello scontro sociale.
Il cedimento delle istituzioni e il futuro dell’Europa
Assistiamo a una lenta implosione favorita proprio da chi, rivestendo ruoli di responsabilità e potere, dovrebbe invece tutelarci. Ne è un esempio l’operato del sindaco di Bologna che, autorizzando un corteo in un clima estremamente teso dopo i recenti avvenimenti, ha finito per consegnare la città a scontri e devastazioni. La risposta al nostro quesito è fin troppo chiara. Per Monica e per le altre vittime italiane la narrazione dominante tenterà di far calare il silenzio. La realtà contemporanea dimostra come il sistema preferisca sovvertire l’ordine naturale delle cose per convenienza potitica ed economica, anziché fare ritorno alle radici della nostra civiltà e all’autentica Europa dei Popoli.
Manuel Zavaglia
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