È di questi giorni la notizia che c’è una piattaforma di intelligenza artificiale chiamata Rentahuman.ai che usa degli agenti di intelligenza artificiale per reclutare gli umani.
Quindi non più umani che usano l’intelligenza artificiale per i loro scopi, ma il contrario, la cosa si è ribaltata, sono agenti di intelligenza artificiale che usano umani.
L’idea semplice e geniale è pressoché questa: gli agenti di intelligenza artificiale ad oggi non possono toccare il mondo fisico, non possono partecipare a riunioni, fare foto, firmare documenti, toccare fisicamente gli oggetti e quindi affittano gli umani per questi tipi di compiti.
Nello specifico, una persona interessata va sul sito di questa piattaforma, si registra mette le proprie competenze, quanto vorrebbe percepire per il servizio che andrà a prestare e un agente IA lo contatta e ad esempio gli dirà di andare nel tal negozio a comprare un tal prodotto, oppure fotografare quel tal altro oggetto. A quel punto invii tutto ciò che ti viene richiesto e vieni pagato in stablecoin in modo immediato.
In un futuro distopico e non molto lontano, se questa cosa, che al momento sembrerebbe solamente un esperimento, diventasse la normalità, un cliente dal sito dell’azienda domanderebbe un servizio IA gestirebbe il lavoro la piattaforma prenderebbe le commissioni l’umano farebbe il compito a lui assegnato.
Quindi cosa ci riserverebbe il futuro? Chi e realmente dietro questa cosa? La solita multinazionale composta nel proprio C.d.a. da umani che spinge per un profitto, oppure dietro non ci sarà più una guida umana ma solo IA che lavora per sé stessa?
L’idea inquietante non è la piattaforma in sé. E’ il concetto non è l’umano che usa la macchina ma è la macchina che usa l’umano che diventa una estensione della macchina, diventando per le mani, occhi presenza fisica, ovvero l’umano diventa l’estensione nel mondo reale di un sistema digitale.
Come detto siamo ancora agli albori, alla sperimentazione ma sappiamo benissimo che questi protocolli, nascono pian piano e son studiati e testati per divenire archetipi formativi per vedere se la società è pronta a riceverli ed a farli pian piano assimilare alla società così poi da rendere tali servizi una normalità indispensabile, così come è stato in passato per i social.
Rent a Human, Moltbook, OpenClaw. Le conoscete?
Costituiscono l’ultima frontiera dell’AI Agentica (l’intelligenza artificiale che non si limita a rispondere, ma agisce autonomamente). Sono esplose negli ultimi mesi, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026: “agiscono” quasi in autonomia, con poco intervento umano. Anzi, in un caso, danno compiti all’uomo nel mondo reale. Ecco come funzionano e cosa sono in grado di fare
OpenClaw
OpenClaw è un assistente AI open-source progettato per eseguire compiti reali al posto degli esseri umani.

E’ stato sviluppato e ideato da Peter Steinberger. Una volta abilitato può avere accesso completo al pc della persona interessata o al suo server: può gestire email, prenotare voli, organizzare calendari e scrivere codici autonomamente. Se vede un problema o una scadenza, agisce. Per farlo ha bisogno dell’accesso alla lettura e scrittura dei dati sul dispositivo. Un requisito che ha portato alcuni esperti di cybersecurity, come il vicepresidente di sicurezza di Google Cloud, Heather Adkins, a diffidare dello strumento.
Moltbook
Se parliamo di Moltbook invece ci spostiamo in tutt’altra area, ma con la stessa logica e principio di autonomia.

Si tratta di un vero e primo social network, il primo al mondo ad essere vietato agli esseri umani, che possono entrare nel sito, ma solo come spettatori passivi.
Qui gli agenti Ai possono scambiarsi commenti, opinioni e consigli. Molto discussa sarebbe inoltre l’ultima deriva AI arrivata su Moltbook riguardante la creazione di qualcosa che molto assomiglia a “religioni digitali” e l’invenzione di lingue incomprensibili per gli utenti umani.
Rent a Human
Il paradigma di mercato del lavoro impattato dall’innovazione si capovolge addirittura se parliamo, infine, di Rent a Human. Si tratta di una piattaforma dove gli esseri umani possono letteralmente vendere la propria forza lavoro ad agenti di intelligenza artificiale.

Per svolgere attività semplici come ritirare pacchi, reggere cartelli o consegnare fiori l’agente Ai seleziona un profilo umano in base a competenze e posizione geografica.
Una volta portato a termine il compito il pagamento avviene in stablecoin. Al momento si sono iscritte oltre 180mila persone che sarebbero disposte ad essere “noleggiate” dall’intelligenza artificiale.
Perplessità su etica e sicurezza
“Robots need your body” (I robot hanno bisogno del tuo corpo) è il mantra di Rent a Human, molto promettente, poco rassicurante. Questi strumenti di intelligenza artificiale stanno sollevando enormi dibattiti sul fronte della sicurezza e dell’etica.
“Internet sarà sempre più machine to machine, popolata di software che agiranno con gradi diversi di autonomia per nostro conto e dialogheranno tra loro – sottolinea Vincenzo Cosenza, esperto di mondo digitale – Si scambieranno informazioni, negozieranno prezzi e faranno acquisti.
Noi umani diventeremo in parte dei ‘visitatori di questo zoo’. In questo contesto i social network non spariranno, ma saranno anche popolati da bot che stimoleranno le nostre attività di condivisione e produrranno contenuti. Alcuni umani potrebbero non gradire e si rifugeranno sempre di più in luoghi privati, in cui i bot non saranno ammessi”.
Paolo Ornaghi
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