La limitazione all’uso del contante per favorire l’utilizzo di strumenti di tracciamento del denaro, e l’uso quasi coercitivo di poter decidere liberamente di usare i propri soldi nel formato preferito, affronta un altro capitolo sul suo uso, grazie all’emendamento alla manovra presentato da Fratelli d’Italia che, sembrerebbe aprire al contante promettendo di salire dagli attuali 5.000 € a 10.000 €, ma con l’introduzione di una tassa da versare.
Ad oggi il tetto all’uso del contante è fissato a 4.999,99 euro.
Dal 2026, secondo la proposta, sarebbe possibile pagare in contanti fino a 10mila euro versando una tassa fissa. L’obbligo è esteso a tutti a tutti, sia residenti sia non residenti.
E mentre altri Paesi della comunità europea come Germania, Austria e Irlanda non è previsto alcun tetto al contante, da noi si continua a limitarne l’uso come se ogni scambio di denaro contante sia potenzialmente illecito e visto come un modo di sottrarsi al controllo dello stato e di evasione fiscale.
Questa più che una liberalizzazione all’uso dei contanti questo provvedimento è una gabella che lede le libertà dei cittadini, diventando una misura regressiva e punitiva che lede il diritto di usare i propri soldi nel formato preferito.
Paolo Ornaghi
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