È IN CORSO IL DISASTRO AMERICANO (SPIEGATI VENEZUELA E GROENLANDIA)
Da almeno cinque anni gli Usa sono uno Stato fallito (epoca Biden), ovvero non riescono a pagare le spese dello Stato con il gettito fiscale e devono stampare continuamente nuovi titoli del tesoro per pagare quelle spese, compresi gli interessi passivi. Ciò causa un aumento del debito a dismisura.
CHI HA CAUSATO IL FALLIMENTO ECONOMICO DEGLI USA
Il debito Usa ha raggiunto i 38.640 miliardi di dollari. Per avere un confronto, il debito italiano è di 3.040 miliardi di euro. Il debito Usa crescere “ogni minuto di sette milioni di dollari e di 10 miliardi al giorno”, sempre per avere un confronto, una manovra annuale del governo italiano si attesta intorno ai 30 miliardi, ovvero 3 soli giorni di debito Usa. Capito che disastro?
Cosa ha causato questo disastro? Le politiche di globalizzazione che, regalando tecnologia a paesi come la Cina, hanno creato importazioni enormi di prodotti stranieri a discapito delle produzioni locali, eliminando utili e quindi gettito fiscale per pagare le spese dello Stato. La stessa politica idiota è stata attuata dai deficienti di Bruxelles, Germania e Francia in testa. Erano convinti che la Cina assorbisse in maggior tempo le tecnologie regalate e, nel frattempo, generasse un costo del welfare simile a quello di Usa e Ue, era il sogno dell’Ordine Mondiale Liberale. Invece i cinesi si sono pappati la tecnologia e i mercati, in un attimo.
La responsabilità in Usa va attribuita sia ai governi dem che ai governi repubblicani. I vari Clinton, Bush, Obama e Biden erano tutti concordi e felici sia nella politica del global che nella politica del debito. Il primo governo Trump tentò di limitare i danni ma fu molto poco efficace.
Da notare che la spesa federale Usa si attesta sui 7.000 miliardi all’anno (2025), dei quali 997 miliardi sono per le spese militari, il 14,2%. Per esempio, in Italia sono l’1,5%.
CHE RISCHI CORRONO GLI USA
Il rischio principale è la fuga dal dollaro da parte di tutti gli investitori, cittadini americani compresi e questo vorrebbe dire che, alle continue aste per la vendita di titoli del tesoro Usa, non si presenterebbe nessuno e i titoli resterebbero invenduti. Anzi, tutti tenderebbero a vendere i titoli americani che hanno in portafoglio. Cosa che pure sta già succedendo a tutto spiano. In più nessun produttore straniero vorrebbe più farsi pagare le fatture in dollari e questa situazione, anch’essa ampiamente in corso, viene definita Dedollarizzazione. Ad esempio, i produttori di petrolio accetteranno ancora i dollari in pagamento delle loro forniture?
Per gli Usa sarebbe una catastrofe tre volte superiore a quella del 1929 e genererebbe una guerra civile interna.
POSSONO MONETIZZARE IL DEBITO PER USCIRNE?
Che vorrebbe dire monetizzare il Debito? Vorrebbe dire stampare della carta moneta per ripagare i titoli del tesoro scaduti. Ovvero per evitare il default dei titoli del tesoro, li si ripagherebbe con dollari freschi di stampa. Si potrebbe teoricamente fare, ma poi gli investitori considererebbero quei dollari come i soldi del Monopoli e sempre meno li vorrebbero. Quei dollari svaluterebbero di continuo il loro valore. Ma ci sarebbe un problema politico, interno agli Usa, ancora più grosso: l’inflazione andrebbe alle stelle come nella repubblica di Weimar e ridagli con una nuova guerra civile. Si ricordi che la sconfitta di Biden alle elezioni fu a causa dell’inflazione molto crescente (ricordate la storia delle uova?) e Trump aveva promesso di ridurla.
POSSONO RIDURRE LA SPESA FEDERALE?
Ci stanno provando con molta fatica. I punti di intervento in campagna elettorale di Trump furono tre:
- Riduzione dei dipendenti pubblici
- Riduzione delle spese Nato
- Riequilibrio della bilancia commerciale o imposizione dei dazi
Della riduzione dei dipendenti pubblici si doveva occupare Elon Musk con la promessa di recuperare un miliardo. La prospettiva non fu rispettata e riuscì a recuperare solo 176 milioni. Forse Trump e Musk litigarono per questo motivo.
Oggi gli Usa pagano il 64% delle spese Nato e Trump ha chiesto agli europei di riequilibrare questa cifra portandosi al 5% dei loro budget, per ridurre il 14,2% di quello Usa. Fino ad oggi gli europei hanno nicchiato sulla richiesta ma gli Usa hanno il coltello dalla parte del manico per via delle 5.000 testate nucleari, costosissime, contro le poche centinaia europee. Di fatto però non sono ancora arrivati soldi neanche da questa iniziativa.
Gli Usa possono imporre dazi a chiunque in quanto la loro bilancia commerciale è in deficit con tutti e Trump sta usando l’arma dei dazi con Cina, Ue e Latino America. Sta funzionando perché il gettito fiscale o arriva dalle merci importate col dazio o arriva dalle aziende americane che producono maggiori quantità per sostituire le precedenti importazioni. Producendo maggiori quantità pagherebbero più tasse.
Per il momento le azioni in corso non hanno prodotto risparmi per 1,200 miliardi/anno, almeno la cifra degli interessi passivi per il debito Usa. Altrimenti quegli interessi contribuirebbero ulteriormente ad aumentare il debito.
COME ATTRARRE FIDUCIA VERSO IL DOLLARO
Come “monopolizzare il risparmio mondiale in direzione del debito Usa”? Per raggiungere questo obiettivo “bisogna dare alle società americane, possedute da fondi e banche, la certezza del controllo delle risorse del Venezuela, dell’Iran, della Danimarca, della Nigeria e di quante più aree possibili del Pianeta”. Come un qualsiasi vecchio impero coloniale, gli Usa devono “imporre la tenuta del dollaro come valuta di scambio internazionale anche con minacce costanti in chiave militare”. E’ più importante detenere il ferro della spada o i lingotti del forziere?
SE CE LA FARANNO, QUALE SARA’ IL COSTO
Il capitalismo con la globalizzazione ha regalato il primato tecnologico e oggi “ha perso la capacità di produrre e quindi di essere credibile secondo i canoni del liberalismo”. Avrebbe dovuto esserci una libera competizione e invece non ci sarà. Fine del sogno da esportare anche con la forza. Era già finta la competizione di prima e quella finzione fu già la causa di due conflitti mondiali. All’Italia fu strappato in faccia l’accordo Agip con l’Iraq del 1934 che avrebbe garantito l’indipendenza energetica e alla Germania fu proibito di esportare le sovraproduzioni nello stesso periodo. Oggi ci sono le sovraproduzioni cinesi e fra poco arriveranno quelle indiane. Almeno evitiamo le ipocrisie liberali. Felice 2026.
Carlo Maria Persano
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