No, non si tratta del film horror del 1994, ma dell’insieme di scempiaggini teoriche e pratiche messe in atto dai sostenitori del “no” al prossimo referendum. C’è da chiedersi se, prima di esternare certe affermazioni o di mettere in pratica taluni inviti, gli autori ne siano convinti o lo facciano giusto per buttare carne al fuoco in mancanza di seri argomenti. In effetti, l’arrosto che ne viene fuori è poco appetitoso e sa di rancido e bruciato. Si è dovuto assistere a certe estrinsecazioni talmente contorte da dubitare di temporanee assenze neuronali che, se analizzate attentamente, si rivelano autentici boomerang.
Il 18 marzo l’ex presidente Bersani, in una nota di agenzia, recita: “C’è chi dedica il sì a Berlusconi, noi dedichiamo il no ai magistrati uccisi”. Nobile intento, ma vorrei ricordare all’ex premier che diversi magistrati sono stati uccisi dai “compagni che sbagliano” e che, almeno inizialmente, sono stati in parte giustificati e protetti dalla sinistra, finché nel mirino delle Brigate Rosse non ci sono finiti anche loro. Un piccolo elenco giusto per ricordare: Francesco Coco, primo magistrato ucciso dalle BR a Genova; Riccardo Palma, colpito a Roma; Nicola Giacumbi a Salerno; Girolamo Minervini, direttore generale degli istituti di pena.
A questi si aggiungono Emilio Alessandrini e Fedele Calvosa, assassinati da Prima Linea e dalle Formazioni Comuniste Combattenti, il giudice Guido Galli e, infine, Vittorio Bachelet, ucciso dalle Brigate Rosse nell’atrio della Sapienza. Un’ecatombe provocata da terroristi rossi che, nell’ambito della sinistra, vennero tollerati e spesso fatti riparare all’estero, accolti come eroi dalla gauche caviar francese. Voto: 4.
Tra CARC e spauracchi: il fronte extraparlamentare della sinistra estrema
Peggio di Bersani fa Giuseppe Conte che, per giovedì 19 marzo, ha deciso di invitare alla Camera i CARC, predicatori islamici e il centro sociale Spin Time, finito nella black list del Viminale. Il CARC (Comitato di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo) è un movimento marxista-leninista-maoista: forse solo Pol Pot era più a sinistra. I suoi componenti teorizzano la necessità di superare il capitalismo richiamandosi alla lotta armata degli anni ’70 come parte della resistenza proletaria. Il fine? Rendere il Paese ingovernabile puntando a un governo di blocco popolare.
Quindi, ricapitolando: un movimento di opposizione parlamentare invita alla Camera gente che vuole scardinare le istituzioni. Se si cerca di tirare le fila di questa buffonata, il disegno appare chiaro: votate “no” al referendum e dateci il voto alle elezioni in cambio di qualche poltrona da cui lanciare strali per una rivoluzione che non avverrà mai. Voci di corridoio dicono che emissari dei 5 Stelle stiano cercando Freddy Krueger per invitarlo alla Camera, ma il vero nightmare sono loro. Voto: 3.
Dal rettore guerriero alla passerella cubana: il tramonto della coerenza
Si passa poi al surreale con Tomaso Montanari, rettore cinquantaquattrenne che sogna una rissa con il settantottenne Ignazio La Russa. È il solito copione del “coraggio leonino” sinistro: un cinquantenne che vuole picchiare un quasi ottantenne. “Datemi un martello, che cosa ne vuoi fare? Lo voglio dare in testa”, recitava una canzone degli anni ’60. Sono fatti così: violenti nel DNA, anche se si mascherano da democratici e tolleranti. Ma un rettore si rende conto dell’esempio che dà ai suoi studenti? C’è da sperare in una mancanza temporanea di sinapsi, anche se resto convinto che La Russa gliele suonerebbe ancora adesso. Voto: 6.5 per la guasconata.
Si termina con la classica boutade targata AVS: Salis e Lucano in direzione Cuba con il “Nuestra American Convoy” per consegnare medicinali. È la solita teatralità che sa di muffa: un viaggetto filantropico, una bella mangiata di pesce e poi il ritorno agli scranni europei da 15.000 euro al mese. Una sceneggiata della peggior specie. Voto: 2. I “noisti” ripetono il solito refrain sulla democrazia soffocata, ma la verità è che temono di perdere la magistratura come longa manus per colpire gli avversari. Su tutto ciò che propongono, bisogna fare l’esatto opposto: un bel SÌ di getto per il cambiamento. Parlate cum grano salis… anzi no, meglio di no.
Maurice Garin
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