L’ombra della corruzione sul tempio del calcio milanese, altra “grana” per il sindaco Sala, che va a sommarsi con la gestione a dir poco disastrosa che ha portato nei mesi scorsi all’indagine sull’urbanistica milanese, scoperchiando e mettendo a nudo la gestione Sala.
Gli inquirenti stanno vagliando se nell’operazione, che ha portato alla cessione del Meazza alle società calcistiche di Milan ed Inter per circa 197 milioni di euro, sia “macchiata” dall’aver favorito interessi privati a discapito di quelli pubblici.
Terremoto a Palazzo Marino?
Nei giorni scorsi sono state effettuate perquisizioni a tappeto, sequestrati cellulari, supponendo reati pesanti come la turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio.
Nel registro degli indagati compaiono, tra gli altri, gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, il direttore generale di Palazzo Marino Christian Malangone, oltre a manager e consulenti delle due società calcistiche.
La profezia di Boeri
Nel decreto di perquisizione emerge anche una chat datata 2019 tra l’architetto Stefano Boeri, ed il sindaco Giuseppe Sala, con quest’ultimo che metteva in guardia il primo cittadino del capoluogo meneghino scrivendo: “Attenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta, da parte del Comune, basati sull’interesse collettivo”.
Un passaggio che gli investigatori considerano sintomatico per ricostruire tutto il contesto deliberativo.
Insomma, altro neo, sul mandato, del nostro amato sindaco, che giunto quasi al termine sta rivelando tutte le sue zone oscure.
Sicuramente, visto che Sala non sarà più ricandidabile, dopo il secondo mandato come sindaco alla guida di Milano; ce lo ritroveremo, ahinoi a capo di una “municipalizzata” come ringraziamento o “pagamento” del suo buon lavoro svolto a favorire determinate scelte.
Paolo Ornaghi
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