La Ue non è quel sogno chiamato “l’Europa dei popoli” e chi crede che l’attuale Unione sia la realizzazione di quella Europa da Lisbona a Vladivostok vive un incubo ad occhi aperti.
La tirannica Unione di Von der Leyen e compagni, fondata – parole di Ursula – sui principi Talmudici, non è altro che un’associazione nata per distruggere il vero sogno di una Europa unita. “L’Europa Nazione” sovrana, politicamente, economicamente e militarmente indipendente, quell’unione civile e spirituale, la Terza Posizione teorizzata negli anni ’60 del novecento, dovrebbe comprendere anche la Russia, in forza del concetto di Neoeurasiatismo che ne vorrebbe l’integrazione.
Le crepe del palazzo UE sono sempre più profonde
Che la Ue stia rischiando il crollo è un dato di fatto: le posizioni di opposizione di Ungheria e Slovacchia nel Consiglio sono una bella gatta da pelare che alimenta il malcontento generalizzato dei popoli europei, manifestatosi con il gesto eloquente del francese Christophe Barthès, che ha rimosso la bandiera a dodici stelle – le dodici tribù di Israele, secondo il concetto caro all’autore della bozza, Arsène Heitz, anch’egli francese, che sosteneva le radici giudeo-cristiane dell’Europa – dal municipio di Carcassonne.
La protesta dei sindaci di RN in Francia
Il Primo cittadino, membro di Rassemblement National, ha dichiarato: “Fuori le bandiere europee dal municipio, spazio alle bandiere francesi!” Pare che altri municipi francesi stiano seguendo l’esempio di Carcassonne, benché il Ministero degli Affari Esteri stia minimizzando la situazione. Tuttavia, le idee euro scettiche non sono isolate alla sola Francia, nonostante gesti eclatanti non siano all’ordine del giorno.
Vero è che rimuovere la bandiera dell’Unione europea non configura un reato, non ci sono leggi in Francia che ne obblighino l’esposizione, ma il gesto è foriero di un sentimento nazionale che prevarica quello europeo.
Come riconoscersi in una “Europa” che non fa gli interessi degli Stati membri e dei suoi cittadini?
Come riconoscersi nella stampella americana che persegue l’illogicità di decisioni palesemente sbagliate che, oltre a penalizzare i suoi membri, li avvicina ogni giorno ad un conflitto che solo la pazienza e la capacità della Russia stanno mantenendo a distanza, nonostante i ripetuti attacchi da parte ucraina sulla provincia di San Pietroburgo, proprio in questi giorni, supportati dagli Stati baltici europei, di cui il mainstream non fa nemmeno cenno.
Cristian Borghetti
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