Tanto si sentono progressisti dall’alto dei loro marmorei palazzi, da considerarsi divinità. Per loro il resto del mondo, chiunque non la pensi allo stesso modo, è plebaglia ignorante. Eppure i loro idoli sacri e i loro simulacri ideologici si stanno sgretolando sotto la brutale realtà dei fatti. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti.
Elly Schlein
All’indomani della bomba messa sotto casa di Ranucci, la segretaria del PD, senza avere un briciolo di prova, addossò alla destra la responsabilità di quanto accaduto. A distanza di mesi, quando la matassa si è dipanata e i veri responsabili sono saltati fuori, la segretaria del PD è rimasta muta: come Fonzie di Happy Days, che non riusciva mai a chiedere scusa. Loro sono così: quando sbagliano non rettificano, non chiedono venia, semplicemente tacciono.
Pedro “Pedrito” Sánchez
Il loro idolo più iconico, il dio Apollo della sinistra a cui i progressisti guardavano con ardore, speranza e bramosia di imitazione, ha dovuto ingoiare un rospo mica da ridere. Per chi non crede ai pull factor, basta osservare cosa è accaduto all’indomani del processo di regolarizzazione straordinaria per i migranti senza documenti (che comunque dovevano sottostare a determinati requisiti). La voce diffusa tra i desperados del Marocco è stata immediata: “Partiamo, che poi quando siamo lì regolarizzano tutti”.
Il disastro di Ceuta era annunciato (servizi segreti?) e ben 72 mila migranti si sono riversati nell’enclave spagnola. Solo tra il 30 e il 31 luglio scorsi sono giunte nella città, che conta 80 mila abitanti, ben 49 mila persone. Il disastro sociale, ambientale e sanitario è stato di tremendo impatto, con scontri tra la popolazione locale e gli immigrati che, come al solito, hanno fatto scorrerie nei negozi a tiro, molestato donne e messo in atto tutto il repertorio a cui assistiamo quotidianamente nelle nostre città.
Ma Pedro va in ferie
D’altronde, la fisiognomica comportamentale aggressiva di taluni soggetti ripresi dalle TV parlava chiaro: “Qui siamo arrivati e qui ci dovete accogliere”. La situazione è precipitata in poche ore, ma il dio Apollo dei progressisti, invece di prendere di petto la situazione, ha preferito andarsene in ferie alle Canarie e proporre scalette musicali mentre a Ceuta si sfiorava la guerra civile. Dopo un mese vi sono ancora migliaia di migranti sul posto e il governo spagnolo ha dovuto imporre un comando unico per tentare di ristabilire l’ordine. Peccato che l’esecutivo si sia spaccato sulle responsabilità del disastro (siamo latini, no? La colpa è sempre di qualcun altro).
E allora Pedro “Pedrito” Sánchez che fa? Riparte per un albergo di lusso ad Andorra. È così che si risolvono i problemi. Non oso pensare se questi atteggiamenti li avesse avuti un primo ministro di centrodestra: si sarebbero arrampicati sugli scranni del parlamento ululando all’irresponsabilità e all’impreparazione governativa. Ovviamente nessun appunto è stato mosso al premier spagnolo e nessun pensiero retroattivo li ha portati a considerare ciò che accade per colpa di un’immigrazione irregolare e massiva. Il centinaio di morti? Già dimenticati; e poi, se sono loro a provocarli, si tace.
Alexandria Ocasio-Cortez e la cultura woke
L’altro mantra sacro della sinistra, la kultura woke, si sta sgretolando anche nel nostro Paese. Attenzione però, perché è una tattica ben studiata a tavolino. Alcuni temi che fino a pochi mesi fa non potevano neppure essere sfiorati si sono improvvisamente ridimensionati nella loro importanza: il sessismo, il patriarcato, i temi LGBT. È chiaro che se vuoi catalizzare l’attenzione di un particolare elettorato (quello islamico, per intenderci), devi mollare qualcosa. Poi, se non ottieni ciò che volevi, riorganizzare il ciarpame ideologico è un attimo.
Ora persino dall’altra parte dell’oceano, dove è nata questa follia, la paladina del woke Alexandria Ocasio-Cortez (che voleva l’abolizione della polizia e delle carceri) ha dichiarato che il “woke 1.0” è stato una follia dovuta al COVID. Non credo però che questi pensieri da psicolabili siano tramontati per sempre: sono solo stati messi in stand-by come le uova di Alien. Ci sono troppi soldi dietro e troppe persone interessate al fenomeno.
Ancora il PD nostrano
Per non farsi mancare niente, ecco le ultime dichiarazioni dell’europarlamentare Bonaccini (che personalmente ritengo uno dei più preparati nel PD), il quale però, per non far torto ai suoi compagni di merende, ha commesso un errore grossolano. Il 25 agosto 2026, in un incontro-dibattito ad Albenga, Bonaccini ha detto che il centrosinistra deve di nuovo intercettare il consenso di quei lavoratori che negli ultimi anni si sono progressivamente spostati da sinistra verso destra.
Magnifiche le sue parole: “È il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne delle città e di chi sta peggio economicamente”. Un fantastico autogol alla Comunardo Niccolai, roccioso difensore del Cagliari di Riva con una propensione, ogni tanto, alle autoreti. Ma come: dai dell’ignorante o del semianalfabeta a persone che ti dovrebbero votare e che, se non hanno studiato, forse non è solo colpa loro? Vivono nelle aree interne — o meglio, periferiche — delle città dove le amministrazioni di sinistra hanno rovesciato centinaia o migliaia di clandestini aumentando le già esistenti tensioni sociali? E chi sta peggio economicamente lo deve anche alle sciagurate battaglie dei sindacati di sinistra che hanno firmato contratti a 5 euro l’ora.
“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”: le prime parole di Gesù crocifisso che giustifica l’ignoranza spirituale di chi lo ha martirizzato. Ma Gesù per costoro è troppa roba e poi potrebbe irritare i loro nuovi elettori dell’Islam; per loro l’unico dio giusto è Anubi, dio egizio dei morti, perché loro lo sono senza sapere di esserlo.
Maurice Garin
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:




































































