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Home Archivio 900

Il maresciallo Bellini e la svolta autoritaria, ma di sinistra

Carlo Persano di Carlo Persano
03/09/2026
in Archivio 900, Politica, Società
1
Il maresciallo Bellini e la svolta autoritaria, ma di sinistra
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Il maresciallo Paolo Bellini, sicario delle mafie e stragista, è il paradigma finale della svolta autoritaria che ha incatenato l’Italia. Tutto è iniziato con qualche inutile candelotto di dinamite che faceva saltare qualche lapide o qualche sezione di partiti di sinistra. Poi, probabilmente casualmente, sono iniziate le stragi vere.

Da una strage non voluta, con piazza Fontana la banca doveva essere chiusa, è nata una lunga strategia del terrore che, come risultato minore, ha quasi debellato la forza rivoluzionaria e populista del neofascismo. Come risultato maggiore invece ha prodotto una vera svolta autoritaria, ma di sinistra.

Ripeto: Svolta autoritaria di sinistra. Ovvero ha contribuito enormemente alla presa totale del potere da parte della sinistra ricreando costantemente un’atmosfera da 25 Aprile con eliminazioni da volanti rosse ed epurazioni alla Togliatti.

La svolta autoritaria è stata tale da rendere quasi inutili le elezioni se le si immagina come strumento per un cambiamento. Infatti:

  • se possiedi la magistratura tramite il Csm che perdona i suoi giudici anche se prendono decisioni molto strane sui mafiosi quando qualche eroe folle disturbava i loro appalti (magari pure con qualche potente coop rossa bolognese)
  • se possiedi una casta ricchissima che drena dallo Stato 96 miliardi tramite le regioni, ogni anno, rubandoli alla sanità e alle periferie del Paese
  • se possiedi la Corte Costituzionale che blocca ogni legge contraria all’ideologia woke
  • se nomini generali e capi dei servizi segreti a te grati per sempre (vero Renzi e Mancini da Bologna?) e che preparano con strano anticipo sulle bombe i depistaggi per accusare i fascisti (vero Belmonte e Musumeci?)
  • se possiedi le posizioni di satrapia con Bruxelles
  • se possiedi il presidente della Repubblica che blocca la nomina dei ministri non graditi alla Bce (tipo Paolo Savona)

allora puoi vincere tutte le elezioni che vuoi ma tanto non cambierà mai niente. E quando qualcosa proprio blocca l’ingranaggio rosso, se qualcuno non ha ancora capito chi comanda, allora ci pensa il maresciallo Paolo Bellini di turno e salta in aria una stazione ferroviaria o un giudice con la sua scorta, oppure un dirigente di banca vola giù dalla finestra del suo ufficio di Perugia il giorno prima di volersi confessare con qualche magistrato, sperando poi che sia di quelli specchiati.

Il processo di avvicinamento al potere ha inglobato pure la chiesa cattolica dove oggi un segnalato da una parrocchia (se è di sinistra non si dice più “raccomandato”) deve essere rigorosamente valutato da un vescovo come buona persona di sinistra osservante. L’iscrizione all’Anpi è gradita come se fosse un candidato automunito. Chiedere al compagno cardinale Zuppi da Bologna, capo dei vescovi italiani e, prima di lui, chiedere al compagno mons.

Galantino, suo predecessore. Se già credete alla strategia del terrore come propellente per la svolta autoritaria della sinistra, allora fermatevi pure qui, non avete necessità di leggere, data per data, tutti gli eventi riportati di seguito da piazza Fontana a Milano, a via d’Amelio a Palermo, dove, ad esempio, viene spiegato che le Br si convinsero che la bomba alla Banca l’avessero messa gli anarchici e che i giudici che bloccarono Borsellino parevano in una combutta surreale con la mafia.

Se invece volete divertirvi a contare i cadaveri, continuate pure a leggere. Scenari kafkiani dove tutto può sembrare perduto, ma lo stesso non smettete di sognare la rivoluzione perché un mondo senza tiranni può esistere.

Ecco la cronologia completa dal 1969 al 1993, mettendo in una sola sequenza attentati, stragi e principali svolte investigative.

1960 la stagione dei golpe militari della Nato

Inizia un periodo durante il quale, nell’ambito dei Paesi della Nato, se hai delle pulsioni verso il blocco sovietico (il muro di Berlino cade solo nel 1989), allora intervengono i militari addestrati ed equipaggiati dalla Nato. Praticamente dagli Usa.

  • 27 maggio 1960 Golpe in Turchia

Si tratta della prima svolta autoritaria di destra in un Paese aderente alla Nato, come monito a quella sinistra che non intende rispettare i patti di Jalta, dove le nazioni vincitrici della seconda guerra mondiale si spartirono nel 1945 chi doveva stare nel blocco americano e chi nel blocco sovietico.

  • Estate 1964 Golpe di De Lorenzo

Non fu un vero golpe, Cossiga lo definì un “rumore di sciabole” rivolto ai partiti comunisti italiani. Come dire: “Avete visto cosa è successo in Turchia? Beh, allora regolatevi”. Ci fu effettivamente un movimento di truppe ai margini delle grandi città ma non successe niente di più, tranne il monito ai partiti di sinistra e un incoraggiamento alla DC, partito garante con la Nato in Italia. Lo si può considerare un processo di svolta autoritaria di destra.

  • 21 aprile 1967 Golpe dei colonnelli in Grecia

Altro golpe in stile Turchia voluto dalla Nato e poi smontato dalla Nato con una semplice telefonata. Furono arrestati moltissimi dissidenti di sinistra per la felicità dei partiti di destra anche in Italia.

  • 1 marzo 1968 scontri di Valle Giulia

Si crea un fronte giovanile unito che non riconosce l’autorità della casta di allora e si creano degli importanti incidenti a Roma. Agli incidenti partecipano sia giovani di sinistra che giovani fascisti, questi ultimi quasi tutti inquadrati in Avanguardia Nazionale la quale gestisce nella realtà quegli incidenti. Qui Avanguardia Nazionale dimostra la sua vera vocazione diretta verso le rivolte popolari. Il regime la ritiene pericolosissima e inizia la sua opera di calunnia sistematica verso quella organizzazione. Alla calunnia aderiscono tutti i partiti, PCI compreso, poiché vedeva di mal occhio la nascita di un fronte dei giovani unito. Nasce qui la teoria dei doppi estremismi nella quale cascano in molti, guidati da maestri malvagi.

1969 — L’inizio delle stragi

  • marzo 1969

Valpreda e altri due anarchici avevano pubblicato sul periodico Terra e Libertà l’articolo «Ravachol è risorto», nel quale venivano elencati attentati anarchici e dove si esprimeva una posizione favorevole all’uso delle bombe. Nell’articolo era stato anche pubblicato l’indirizzo del Ponte della Ghisolfa. Ciò, secondo la ricostruzione, fece infuriare Pinelli responsabile di quel circolo anarchico e persona buona e mite.

  • 25 aprile 1969

Bombe alla Fiera di Milano e alla Stazione Centrale. Probabilmente furono attentati dimostrativi preparati da organizzazioni della destra extraparlamentare, volti a creare una strategia della tensione tale da sensibilizzare gli apparati militari in stile Ankara-Atene (Nato).

  • 9 agosto 1969

Otto bombe su diversi treni: 12 feriti. Anche in questo caso i sospetti sono rivolti a una svolta autoritaria di destra in stile Nato.

  • Autunno 1969
  1. Pinelli aveva effettivamente allontanato Valpreda dal Ponte della Ghisolfa prima della strage.
  2. Vi erano forti contrasti politici fra Pinelli e Valpreda, litigarono davanti a tutti a Empoli.
  3. Circolavano nell’ambiente anarchico voci sull’attività di Valpreda.
  4. Esiste la successiva testimonianza di Licia, moglie di Pinelli, secondo cui Pinelli avrebbe avuto anche il sospetto che Valpreda fosse un informatore della polizia.

Valpreda, dopo l’allontanamento dal gruppo milanese, si trasferisce a Roma e nell’autunno del 1969 frequenta il circolo 22 Marzo, insieme a Mario Merlino, Roberto Mander e altri.

  • 12 dicembre 1969 — Piazza Fontana

Bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano; 17 morti e 88 feriti. Nello stesso pomeriggio altri ordigni esplodono a Roma e viene trovata una bomba inesplosa alla Banca Commerciale di Milano. È generalmente considerata l’inizio della strategia della tensione ma molto probabilmente la strage fu involontaria perché la banca dove scoppiò la bomba doveva essere già chiusa. Gli attentati furono in realtà quattro e dovevano intimidire per la potenza di fuoco, due a Milano e due a Roma. Dovevano anche far cadere la colpa sulla sinistra perché si trattava di obiettivi tipici degli anarchici, le banche e l’altare della Patria. Attentato involontario o meno, anche in questo caso si sperava in una svolta autoritaria in stile Nato.

  • 15 dicembre 1969 Lorenzon testimonia contro un fascista veneto

Ma la pista nera parte da subito perché Lorenzon, un bidello-professore veneto, dichiara che un fascista veneto, Giovanni Ventura, gli avrebbe confidato di aver procurato gli esplosivi per gli attentati del giorno di piazza Fontana.

  • 15 e 16 dicembre 1969 Muore l’anarchico Pinelli

Parte anche una pista anarchica e Giuseppe Pinelli viene portato nella questura di Milano dal commissario Calabresi e Pinelli muore volando giù da una finestra della questura durante il suo interrogatorio. Pinelli è una brava persona innocente e mite, e si può totalmente escludere il suo suicidio. Aveva anche un rapporto personale con Calabresi, col quale si scambiava dei piccoli regali di Natale.

  • 16 dicembre 1969 Cornelio Rolandi testimonia

Il tassista Rolandi testimoniadi aver accompagnato Valpreda alla banca col suo taxi. Ricorda bene la situazione per la stranezza che Valpreda usò il taxi per pochi metri e poi scese dal taxi davanti alla banca ma prima percorse un centinaio di metri oltre la banca, per poi ripercorrere lo stesso centinaio di metri in direzione contraria prima di entrare in banca. Da quel momento, per Rolandi si apre una vita da incubo poiché la sinistra lo ritiene un traditore, essendo egli un tesserato del PCI di lunghissima militanza.

  • 16 dicembre 1969 Arresto di Pietro Valpreda.

A seguito della testimonianza del tassista Rolandi, Valpreda viene arrestato. Si professerà sempre innocente.

  • 20 dicembre 1969 perquisizione a casa di Giovanni Ventura

La pista nera continua con delle azioni specifiche e vengono controllati tutti i contatti di Ventura. Tra i quali l’editore padovano Franco Freda e l’agente del Sid (servizi segreti) Guido Giannettini.

1970 Le rivolte popolari fasciste

  • 18 luglio 1970 Assalto popolare fascista alla questura di Reggio

Avanguardia riprende la sua vocazione per le rivolte popolari e guida la rivolta di Reggio Calabria, città considerata allora la periferia abbandonata dell’Italia. La polizia spara spesso e volentieri ad altezza uomo. Prima muoiono uccisi dagli spari due dimostranti, in due giorni diversi. Quando viene colpito a morte il terzo dimostrante, una folla di 1.500 giovani prima assalta due armerie e poi, di notte, in sequenza brucia la sede del PCI contrario alla rivolta e poi circonda la questura dove sono asserragliati 39 poliziotti. La città di Reggio è militarizzata da migliaia di poliziotti e carabinieri, ma nessuno di loro interviene per liberare i 39 colleghi chiusi in questura, come se fosse in corso una specie di ammutinamento. Uno dei 39 poliziotti muore per un malore. La rivolta terminerà solo dopo l’arrivo dei carri armati in città. Avanguardia Nazionale aveva segnato per sempre il suo destino di nemico pubblico numero uno del regime e la parola d’ordine diventa “calunniateli al massimo possibile” per rompere il loro sintonia con gli strati giovanili e popolari.

  • 22 luglio 1970 Strage di Gioia Tauro

Uno strano deragliamento del Treno del Sole; 6 morti e numerosi feriti. L’episodio è stato subito ricondotto all’area dell’eversione neofascista ma che necessità ne avrebbe avuto Avanguardia Nazionale, visto il suo enorme consenso durante la rivolta di Reggio? Forse è il primo attentato per creare un’immagine stragista di Avanguardia Nazionale e del suo capo Stefano delle Chiaie. Inizia qui la svolta autoritaria di sinistra? I carri armati che arrivarono a Reggio non erano certo fascisti, ma antifascisti.

  • 8 dicembre 1970 Golpe Borghese

Si è parlato tanto di un tentativo di golpe militare da parte di Junio Valerio Borghese, detto il principe nero. Non si deve escludere questo tentativo di golpe, ma, nel caso, fu un golpe operato solo dai civili sull’onda della rivolta di Reggio dove ancora il 6 dicembre, il giorno prima del “golpe civile”, si trovava Borghese. In ogni caso la Nato alla greca non c’entrava niente. Quella operava solo coi carri armati, non con la guardia forestale e qualche migliaio di giovani. Anche questo presunto golpe è servito a scatenare la svolta autoritaria della sinistra.

  • 12 aprile 1971 Arresto di Freda e Ventura

Il giudice istruttore di Treviso Giancarlo Stiz emette i mandati di cattura contro Franco Freda e Giovanni Ventura per la strage di piazza Fontana. Da questo momento iniziano valanghe di arresti nei confronti dei fascisti e i giovani capiscono che, semmai ci fosse un golpe militare, verrebbero tutti arrestati in massa.

1972 Uccisi tre giovani carabinieri

  • 31 maggio 1972 — Peteano

Vincenzo Vinciguerra, militante di Ordine Nuovo, confessò la strage di tre giovani carabinieri con un’autobomba e spiegò il suo delirante intento di voler dimostrare che i fascisti erano contro il regime e contro la Nato. La folle intenzione fu anche idiota come il suo attentatore poiché l’unico risultato che ottenne fu quello di additare i fascisti come gli attentatori con le bombe.

1973 Azzi e Bertoli

  • 7 aprile 1973 Attentato di Nico Azzi

Sul treno Torino-Roma: l’ordigno esplode prematuramente mentre Azzi lo sta collocando nella toilette. L’intento di Azzi è quello di buttare la colpa sulla sinistra per una svolta autoritaria dei militari in stile Nato. Ottiene invece un’altra valanga di arresti verso i fascisti. Da adesso, ogni attentato produce l’effetto che siano stati i fascisti a compierlo, quindi si rende necessaria una svolta antifascista, autoritaria.

  • 17 maggio 1973 Strage della Questura di Milano

Durante una cerimonia per il commissario Luigi Calabresi, una bomba provoca 4 morti. La tira Pierangelo Bertoli, un malato di mente anarcoide ma ormai tutte le bombe sono solo fasciste e la svolta autoritari antifascista monta sempre di più.

1974 L’anno cruciale

  • 25 aprile 1974 Rivoluzione dei garofani

I militari portoghesi rovesciano il regime di destra ma non viene definito golpe. In realtà dettero poi inizio al periodo di libere elezioni.

  • 19 maggio 1974 Morte di Silvio Ferrari a Brescia

Giovane fascista dilaniato da una bomba che trasportava sulla sua Vespa per un probabile attentato notturno a una sede di partito. Altra valanga di arresti nei confronti dei fascisti.

  • 28 maggio 1974 Strage di Piazza della Loggia, Brescia

Bomba durante una manifestazione sindacale e antifascista; 8 morti e oltre 100 feriti. Forse, anche in questo caso, come per piazza Fontana, la bomba non doveva causare morti poiché fu messa in un cestino vicino a dei portici, mentre la manifestazione era lontana dai portici. Poi iniziò una pioggia e i manifestanti si spostarono verso i portici. Da tempo ormai le bombe non sono più attribuibili alla sinistra e invece inizia una seria svolta autoritaria di sinistra

  • 4 agosto 1974 Strage dell’Italicus

Bomba sul treno Roma-Monaco; 12 morti e 48 feriti. La bomba viene attribuita a dei fascisti toscani, ma ormai, in realtà, tutti i fascisti sono terrorizzati dallo scoppio di una bomba per la rituale dura repressione nei loro confronti e così fu anche questa volta. Temono anche tutti un golpe militare che li possa arrestare in massa. Tra i fascisti iniziano a serpeggiare forti sospetti verso i servizi segreti manovrati dal regime e dalla Nato. Anche Pasolini percepì il cambiamento, prima le stragi dovevano essere a favore dei fascisti, adesso erano diventate una cosa nuova.

  • 15 ottobre 1974 Covo BR a Robbiano di Mediglia

In un covo delle BR vengono scoperti i documenti di un’indagine su piazza Fontana molto ben predisposta e articolata. I documenti contengono:

  1. un’intervista-interrogatorio al professor Liliano Paolucci, cioè l’uomo che aveva raccolto casualmente le confidenze di Cornelio Rolandi, il principale testimone contro Valpreda;
  2. interrogatori/interviste di dirigenti del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa, quello di Pinelli e Valpreda;
  3. una relazione sulla morte di Pinelli;
  4. altro materiale relativo all’omicidio del commissario Calabresi.
  5. La conclusione che l’attentato fu accidentale e opera di anarchici con l’esplosivo fornito dai fascisti.
  • 30 ottobre 1974 Rosa dei Venti e generale Miceli

Vengono scoperti dei contatti e dei movimenti riconducibili a un tentativo di golpe in stile Nato conto la sinistra, ma la Nato non ci pensa neanche lontanamente perché ha dei solidi alleati nella Chiesa. Viene arrestato un generale dei servizi segreti, Miceli, e altri simpatizzanti dei militari. Non si sa quanto ci sia di vero in questo complotto ma serve comunque anche questo ad alimentare la svolta autoritaria di sinistra e alla sua progressiva occupazione del potere tramite la magistratura e le posizioni nella casta.

  • 2 Agosto 1975 Sparisce l’indagine delle BR su piazza Fontana

Rimane una traccia significativa: una copia della registrazione dell’intervista a Paolucci risultava essere stata inviata dal giudice Gian Carlo Caselli alla Corte d’assise di Catanzaro il 2 agosto 1975. Tuttavia, nel 1999 la Procura generale di Catanzaro dichiarò di non riuscire più a rintracciarla nei propri registri. Perché viene fatta sparire, perché non indicava i fascisti come autori materiali della strage? La Spectre di sinistra inizia a rendere sempre più evidente la sua esistenza.

  • Ottobre 1978 il maresciallo Paolo Bellini si manifesta in California

Il maresciallo del Sismi Paolo Bellini inizia a lasciare tracce del suo percorso criminale conclusosi con la condanna per l’esecuzione materiale della strage di Bologna. In questo caso viene accreditato nella principale base dell’aeronautica militare statunitense a Oakland. Sta seguendo un corso da pilota militare presso la Sierra Academy. Dalla base non fanno sapere chi lo presentò a suo tempo né se qualcuno pagò la retta di 30.000 dollari per la frequenza. Nella Cia ci sono buoni amici.

  • Gennaio 1979 Missione libica di Bellini

Il maresciallo Bellini inizia con degli incarichi prestigiosi anche se non ancora criminali, deve prendere in consegna di un dissidente di Gheddafi, tipico scambio e tipica operazione da agente del servizio segreto.

1980 — Ustica e Bologna

  • 27 giugno 1980 — Ustica

Il DC-9 Itavia partito da Bologna per Palermo precipita nel Tirreno; 81 morti. C’è un’esplosione in volo e si parla subito di una bomba.

  • 29 giugno 1980 Bomba sull’aereo? Allora sono i fascisti

Viene subito accusato un fascista toscano, che avevano già tentato di coinvolgere nella strage dell’Italicus. Si tratta di Marco Affatigato ma, stavolta, tutte le manipolazioni della Spectre rossa si infrangono su un imprevisto alibi di ferro. Non era neanche in Italia.

  • 18 luglio 1980 Mig libico sulla Sila

Un mig libico cade sulla Sila e viene data una data lontana dall’aereo di Ustica, mica che qualcuno li mette in relazione. Peccato che i due medici che svolgono l’esame autoptico sul corpo del pilota piazzano la sua morte in coincidenza con Ustica. Non sanno cosa hanno rischiato quei due medici e ben presto lo capiranno. Il giudice Priore indagherà su 12 morti sospette legate a Ustica.

  • Fine Luglio 1980 Belmonte incarica Sanapo per un depistaggio su Bologna!!!

Avete capito bene, a fine luglio 1980, poco prima dello scoppio alla stazione di Bologna (2 agosto successivo), Giuseppe Belmonte, alto ufficiale del Sismi (servizi segreti), si recò dal maresciallo Francesco Sanapo comandante di una stazione periferica in Puglia e gli chiese di costruire una fonte confidenziale inesistente, alla quale attribuire le informazioni che avrebbero portato all’operazione di una valigia da far ritrovare più avanti, nel 1981, con lo stesso esplosivo utilizzato precedentemente alla stazione di Bologna.

Francesco Sanapo era un maresciallo dei Carabinieri e conosceva già il colonnello Giuseppe Belmonte col quale aveva rapporti di amicizia.

In pratica, Sanapo avrebbe dovuto fornire una copertura investigativa apparente: doveva sembrare che la notizia della presenza di quella valigia, da piazzare su un treno e contenente quell’esplosivo, provenisse da un informatore riservato.

Inizialmente Sanapo assecondò la versione e parlò del fantomatico «Peppe Monna», un presunto confidente. Successivamente, però, cambiò completamente atteggiamento e raccontò la verità alla magistratura, spiegando che quella fonte era stata inventata e che la richiesta era arrivata da Belmonte.

Ed è proprio questa sua decisione che contribuì a far crollare il depistaggio che iniziò prima dello scoppio alla stazione e proseguì successivamente per far cadere l’accusa sui fascisti.

La sequenza documentata diventa dunque:

  1. luglio 1980 → primo riavvicinamento Belmonte–Sanapo
  2. 2 agosto 1980 → strage di Bologna
  3. settembre 1980 → intensificazione dei contatti
  4. novembre 1980 → ulteriori informative/deviamenti investigativi
  5. gennaio 1981 → operazione “Terrore sui treni” e valigia sul Taranto-Milano
  6. luglio 1981 → Belmonte chiede esplicitamente a Sanapo di costruire una falsa fonte.

Il tutto è rilevabile dalla sentenza della Corte d’Assise di Roma del 4 settembre 1985 ribadita poi fino in Cassazione.

La stessa Corte di Cassazione, nella ricostruzione definitiva della vicenda, parla infatti di una “complessiva azione di depistaggio”, caratterizzata dalla saldatura fra una fase informativa preliminare e quella successiva dell’operazione della valigia sul Taranto-Milano.

Questo passaggio è molto importante: la Cassazione non considera la vicenda della valigia un episodio isolato, ma parte di un’unica operazione articolata.

Anche se vi sembra surreale, avete capito bene, qualcuno preparò l’accusa nei confronti dei fascisti pochi giorni prima della bomba alla stazione. Non sono situazioni che si rilevano sotto le tirannidi? Ebbene questa è una tirannide di sinistra.

  • 2 agosto 1980 Strage della stazione di Bologna

Esplosione nella sala d’aspetto; 85 morti e oltre 200 feriti. La distanza fra Ustica e Bologna è di appena 36 giorni, un elemento cronologico molto indicativo. Anche in questo caso la Spectre rossa indica subito la pista fascista. La svolta autoritaria di sinistra riceve di continuo nuova linfa.

  • 13 gennaio 1981 Depistaggio del Sismi col treno Taranto-Milano

Il Sismi, primo organo di contatto con la Nato ha tre obiettivi: Allontanare i sospetti di un missile della Nato da Ustica, provare che sull’aereo c’era una bomba fascista e provare che una nuova bomba fascista sia stata depositata a Bologna. Difficilmente sarebbero venute fuori prove contro i fascisti, ormai diffidenti e attenti ogni qual volta scoppiava una bomba. Ma il Sismi aveva già pronto il suo depistaggio predisposto alla fine del luglio 1980 e fa trovare a Bologna nel gennaio del 1981 una valigia riferibile ai fascisti. Oltre ai vari riferimenti, la valigia contiene lo stesso esplosivo usato nel 1980 alla stazione. Tutto fatto? No, chi portò materialmente la valigia si pente e fa condannare i capi del Sismi che lo avevano incaricato, Belmonte e Musumeci. La Spectre rossa è fatta anche di pasticcioni incapaci e di persone come Sanapo a cui rimorde la coscienza. Fortunatamente. (sentenza della Cassazione)

  • 9 maggio 1981 Muore il Capitano Gari e Priore indagherà 12 morti sospette per Ustica.

Capitano Maurizio Gari

  1. Aveva 32 anni.
  2. Era responsabile della sala operativa del 21° CRAM di Poggio Ballone.
  3. Era quindi in una posizione estremamente importante per ciò che i radar potevano aver registrato.
  4. Morì il 9 maggio 1981, ufficialmente per infarto.
  5. Il giudice Priore definì la sua morte un fatto «strano», osservando che Gari avrebbe potuto fornire una testimonianza molto importante sull’attività della sala radar la notte di Ustica.

Spectre rossa?

  • 10 agosto 1982 Omicidio di Palladino

Carmine Palladino di Avanguardia Nazionale viene assassinato dai sicari dei servizi segreti nel carcere di Novara. Era indagato ingiustamente per la strage di Bologna e i servizi segreti avevano fatto filtrare la notizia che avesse tradito un militante dei Nar. Era innocente per Bologna, poi si vedrà, ed era un bravo giovano coraggioso e con l’onore di un vero rivoluzionario. La Spectre rossa entra di nuovo in azione con la massima che un fascista morto non può difendersi al processo.

  • 11 settembre 1982 Avanguardia Nazionale sotto attacco per Bologna

Il giudice Aldo Gentile annunciò l’emissione di cinque mandati di arresto contro Stefano Delle Chiaie, Maurizio Giorgi, Pier Luigi Pagliai, Joachim Fiebelkorn e Olivier Danet. Viene chiesta l’estradizione per il francese e il tedesco ma le loro magistrature trovano ridicole le prove presentate e negano l’estradizione. Per gli italiani di prospetta un destino diverso, la Spectre rossa entra in azione.

  • 10 ottobre 1982 Pagliai viene assassinato

Avanguardia Nazionale si trovava in Bolivia con numerosi suoi militanti, italiani, argentini, spagnoli, francesi e tedeschi. Stefano delle Chiaie stava tentando un esperimento sovranista ante litteram per restituire ai boliviani il possesso della loro moneta e dei loro prodotti da vendere in esportazione. Gli Usa controllavano sia la moneta che i prodotti e videro in nel tentativo di Avanguardia Nazionale un pericoloso precedente che poteva contaminare gli altri paesi del Latino America. Si mosse la Cia col Sisde (servizio segreto) in Italia, affermando di tenere tre avanguardisti sotto tiro e di procedere con le pratiche per l’estradizione. Il Sisde, avendo visto il rifiuto nel ridicolo delle estradizioni per un francese e un tedesco, chiese alla Cia di preparare per un sequestro. Trovarono solo Pierluigi Pagliai e fecero molto di più, gli spararono alla nuca mentre era di spalle e disarmato. La Spectre rossa aveva un suo nuovo cadavere da esibire. Nella svolta autoritaria di sinistra la legge esite solo per gli amici e quindi non si cercano i colpevoli. E’ tutto contenuto nel documento del Sisde reso pubblico nel 2014. Pagliai e gli altri risulteranno completamente innocenti e chi li accusò fu condannato per calunnia a 9 anni.

  • 23 dicembre 1984 Strage del Rapido 904

Bomba sul treno Napoli-Milano nella Grande Galleria dell’Appennino; 16 morti e oltre 250 feriti. I servizi segreti vengono fortemente indiziati per questa strage. Finalmente. Per la prima volta si parla di una collaborazione nella strage tra servizi segreti e criminalità organizzata. È un passaggio importante perché questa strage introduce in modo molto forte il tema dei rapporti tra servizi segreti e criminalità mafiosa.

  • 31 Marzo 1987 Suicidato Alberto Dettori per Ustica

Muore il maresciallo Alberto Mario Dettori

  1. Radarista, in servizio presso il centro radar di Poggio Ballone (Grosseto).
  2. Era probabilmente in servizio la sera del 27 giugno 1980.
  3. Dopo Ustica manifestò forte agitazione e paura di essere controllato.
  4. Il 31 marzo 1987 fu trovato impiccato a un albero nelle campagne di Grosseto.
  5. La polizia scientifica descrisse la modalità dell’impiccagione come «innaturale».
  6. Prima della morte aveva cercato in casa presunte microspie.
  7. Raccontò alla moglie e ad altre persone frasi molto inquietanti sulla notte di Ustica.

È probabilmente il caso più significativo fra quelli dei radaristi.

1987–1994 Crimini della Uno Bianca e altre strane morti per Ustica

  • 19 giugno 1987 Uno Bianca

Inizia l’attività criminale attribuita alla futura banda della Uno Bianca.

  • 20 aprile 1988 Uno Bianca

Vengono uccisi i carabinieri Erriu e Stasi. Si inizia a parlare di dinamiche simili ai paramilitari fascisti.

  • 28 agosto 1988 Capitani Ivo Nutarelli e Mario Naldini e Ustica

Questi due sono particolarmente importanti perché erano piloti dei due F-104 decollati da Grosseto nella notte di Ustica.

Morirono insieme il 28 agosto 1988 a Ramstein, in Germania, durante l’esibizione delle Frecce Tricolori. I loro aerei si trovavano in una formazione acrobatica e l’incidente provocò una strage durante lo spettacolo.

La loro morte è stata frequentemente collegata a Ustica perché, secondo diverse testimonianze e ricostruzioni, i due piloti erano in volo nella zona interessata quella notte. Nutarelli doveva andare a testimoniare su Ustica due giorni dopo e la moglie disse che avrebbe parlato di un missile.

  • 1989 Baratiri con Bellini-Oronzi

L’agente del Sismi Baratiri in una deposizione a Firenze parlò di aver conosciuto Bellini come il maresciallo Oronzi del Sismi. Avevano in comune delle attività di intelligence in Libia.

  • 23 luglio 1990 Conferito l’incarico per la perizia su Ustica

Dopo 10 anni finalmente viene conferito l’incarico per la perizia su Ustica. Verrà consegnata quattro anni dopo (perizia Misiti) e parlerà di una bomba nella toilette dell’aereo (come fu per la bomba nella toilette di Azzi sul treno). Per il momento la Nato era salva ma poi Cossiga e Amato ebbero una crisi di coscienza.

  • 4 gennaio 1991 Strage del Pilastro Uno Bianca

Bologna: vengono uccisi tre carabinieri. Alla fine i morti saranno 24 e i feriti 115. Solo il 21 novembre 1994 verranno arrestati i fratelli Savi e gli altri membri della banda della Uno Bianca. Tranne uno, erano tutti poliziotti della questura di Bologna.

Quindi non erano i paramilitari fascisti della fantomatica Falange armata, ma poliziotti. Dopo anni, nel 2026, Roberto Savi parlò di protezioni da Roma che saltarono nel 1994.

1992 Le stragi di Cosa Nostra e ancora Ustica

  • 2 febbraio 1992 Sandro Marcucci per Ustica

Sandro Marcucci, ufficiale dell’Aeronautica che si interessò alla vicenda Ustica morì il 2 febbraio 1992 in un incidente aereo con il suo Piper.

  • 1992 Gianni Ciliberti vice capo Sismi a Bologna

Ciliberti risulta essere stato un contatto nel Sismi con Paolo Bellini.

  • 23 maggio 1992 Capaci
  • Vengono assassinati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e tre agenti di scorta. Indagava sulla mafia degli appalti. La Spectre rossa ha altri cadaveri da esibire.
  • 13 luglio 1992 vengono bloccate le indagini di Borsellino

Morto il suo amico Falcone, Paolo Borsellino prosegue con coraggio nelle indagini sulla mafia degli appalti, ma un gruppo di giudici di sinistra tra i quali Lo Forte, Patronaggio e Scarpinato tentano di bloccare buona parte della sua indagine. C’erano anche indagini sul potentissimo Consorzio delle Coop di Bologna o sulla potente Cnm di Ravenna?

  • 18 luglio 1992 Borsellino se ne fraga del blocco

Borsellino se ne frega del blocco e preleva lo stesso un fascicolo sugli appalti dalla cancelleria del tribunale di Palermo.

  • 19 luglio 1992 Via D’Amelio

Vengono assassinati Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta. Spariscono dalla macchina dove si trovava la sua agenda e il fascicolo prelevato in cancelleria il giorno precedente. Borsellino aveva già appurato l’inconsistenza delle trame nere ed era facile capire come alla mafia interessassero solo i ricchi appalti. Altri cadaveri di cui può gloriarsi la Spectre rossa.

  • 30 luglio 1993 il Csm svolge un’indagine su via d’Amelio

Non emerge il blocco a Borsellino dai verbali del Csm? Ancora un’azione per la svolta autoritaria di sinistra?

1993 La mafia bombarda ancora e nuove morti legate a Ustica

  • 1993 Il generale Boemio e Ustica

Muore anche il generale Boemio che si era molto interessato delle indagini su Ustica.

  • 27 maggio 1993 — Via dei Georgofili Firenze: autobomba; 5 morti.
  • 27 luglio 1993 — via Palestro, Milano: autobomba; 5 morti.
  • 28 luglio 1993 — Roma: attentati alle chiese di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano.

Questa parte della sequenza è diversa dalla precedente: siamo da anni nel contesto della strategia stragista di Cosa Nostra, pur essendo proprio i rapporti fra mafia e apparati dello Stato uno dei capitoli più controversi e discussi della storia giudiziaria italiana.

  • 21 novembre 1994 Arresto dei fratelli Savi della Uno Bianca

Arresto dei fratelli Savi e degli altri componenti della banda, non erano i paramilitari fascisti della fantomatica Falange armata, ma poliziotti. Dopo anni, nel 2026, Roberto Savi parlò di protezioni da Roma che saltarono nel 1994.

  • 21 dicembre 1995 Franco Parisi per Ustica

Maresciallo Franco Parisi

  1. Era un controllore radar.
  2. Era in servizio il 18 luglio 1980, quando fu ritrovato sulla Sila il MiG-23 libico.
  3. La sua testimonianza presentava alcune contraddizioni.
  4. Fu convocato nuovamente dai magistrati.
  5. Morì il 21 dicembre 1995, impiccato.
  6. Il giudice Priore lo inserì tra i casi nei quali rimanevano indizi di una possibile relazione con Ustica.
  • 17 maggio 1996 Scompare la Strage di Stato come locuzione

Col governo Prodi scompare definitivamente la locuzione STRAGE di STATO, lo Stato ormai è la sinistra. Banche, Csm, Corte Costituzionale, presidente della repubblica, Terzo settore e casta, ricchissima poiché drena 96 miliardi/anno.

  • 25 novembre 1996 Prodi e Ciampi firmano l’entrata nell’Euro

Firmano l’entrata senza un minimo passaggio parlamentare come dei re assolutisti qualsiasi. Prodi prese persino in giro gli italiani con l’affermazione “lavoreremo di meno e saremo più ricchi”. La svolta autoritaria di sinistra dimostra qui tutta la sua potenza, o forse di più, è una prepotenza da tirannide.

  • 1996 Scarpinato entra in affari con la moglie di Salvatore Fauci?

Roberto Scarpinato era procuratore generale di Palermo ed è uno dei magistrati di sinistra che tentarono di bloccare l’indagine di Borsellino tesa a verificare quali appalti erano manovrati dalla mafia nel 1992. Successivamente, nel 1996, sembra che Scarpinato vendette un immobile alla moglie di Salvatore Fauci (re. Kelani alla commissione antimafia), un imprenditore forse sospettato di connivenze mafiose. Risulterebbe pure che l’immobile fu venduto per 690 milioni rispetto a un valore di 300 milioni, ovvero la famiglia Fauci avrebbe strapagato alla famiglia Scarpinato un immobile e ciò genererebbe enormi sospetti. La situazione potrebbe essere gravissima se poi si scoprisse che Fauci era uno degli indagati da Borsellino, per il quale era stato chiesto il blocco dell’indagine da parte di Scarpinato. Ovvero, un giudice sarebbe entrato in affari con un suo indagato, che magari era pure stato omaggiato di un’archiviazione per bloccare Borsellino? E’ davvero così? Anche solo il conflitto di interessi sarebbe gravissimo, prima ancora di stabilire o meno se quel prezzo gonfiato non fosse per caso una forma di ringraziamento verso Scarpinato. Nessuno sente la necessità di chiarirci pubblicamente un aspetto di tale gravità (il Csm, ad esempio, sta muto?)? Perché Scarpinato non chiarisce di fronte alla commissione antimafia? Non chiarire nelle sedi opportune già dimostra una violenta arroganza tipica della svolta autoritaria di sinistra, ma l’aspetto addirittura tragicomico sarebbe che Scarpinato è pure un membro della commissione antimafia.

  • 1999 Franceschini delle Br conferma l’esistenza dell’indagine su piazza Fontana

Davanti alla Commissione Stragi, Alberto Franceschini, importante capo brigatista, precisò proprio questo punto. Raccontò che parte del materiale proveniva dall’archivio della rivista, che Roberto Ognibene aveva portato nel covo di Robbiano per metterlo al sicuro. Disse esplicitamente: «Ma la controinchiesta non è delle Brigate rosse…». C’è inoltre un dettaglio significativo: una copia della registrazione dell’intervista a Paolucci (l’uomo che raccolse la prima testimonianza del tassista Rolandi) risultava essere stata inviata dal giudice Gian Carlo Caselli alla Corte d’assise di Catanzaro il 2 agosto 1975. Tuttavia, nel 1999 la Procura generale di Catanzaro dichiarò di non riuscire più a rintracciarla nei propri registri. Gli archivi di Controinformazione comprendevano lavori di Franco Bellavita, Franco Tommei e altri. Questa distinzione è importante: nel covo BR erano confluiti materiali prodotti da ambienti diversi, compresi quelli dell’area di Controinformazione. Si può anche pensare che le Br non volessero intestarsi l’evidente accusa contro Valpreda. E quali conclusioni aveva raggiunto? Qui la questione diventa molto interessante. Secondo la testimonianza del brigatista Michele Galati, la controinchiesta era arrivata a una ricostruzione secondo cui:

  1. l’attentato era stato materialmente compiuto da anarchici;
  2. gli anarchici avrebbero voluto realizzare inizialmente un attentato dimostrativo;
  3. esplosivo e timer sarebbero stati messi a disposizione da una cellula nera;
  4. un errore nella valutazione dell’orario di chiusura della banca avrebbe trasformato l’attentato in una strage.

Questa ricostruzione è riportata negli atti della Commissione Stragi. Quello che è incredibile è la diffusione per anni delle notizie false su piazza Fontana, come la madre di tutte le stragi, eseguita in modo volutamente sanguinario per generare una svolta autoritaria dei militari a favore dei fascisti. Invece i fascisti furono arrestati in massa, alle volte assassinati e la svolta autoritaria avvenne in favore della sinistra.

  • 26 febbraio 2002 Cossiga nega di aver avuto informazioni sul missile Ustica

A Cossiga viene richiesto se avesse avuto notizia che l’aereo esploso su Ustica venne abbattuto da un missile della Nato e Cossiga negò allora la circostanza. Cinque anni dopo modificherà drasticamente questa affermazione.

  • 26 gennaio 2007 Cossiga modifica la dichiarazione su Ustica

Questa volta, Cossiga e Amato dichiarano di essere stati subito avvertiti dal capo dei servizi segreti, ammiraglio Martini, che l’aereo esploso su Ustica fosse stato abbattuto da un missile francese. I francesi al tempo erano molto infastiditi dai rapporti dell’Italia con Gheddafi. Ai mig di Gheddafi era consentito di mettersi sulla scia degli aerei di linea italiani per non essere intercettati quando si recavano in Cecoslovacchia. Il blocco sovietico esisteva ancora e i mig si recavano lì per fare manutenzione. I francesi avvertirono gli italiani di smettere con questi favori e minacciarono di intervenire: “O ci pensate voi o lo facciamo noi”. Così fu la notte del 27 giugno 1980, furono lanciati due missili dai francesi, uno colpì il mig libico finito sulla Sila e l’alto colpì l’aereo dell’Itavia facendolo esplodere in volo. Dopo 27 anni di menzogne e di perizie poco credibili, finalmente la verità. La verità che invece ancora manca è la dichiarazione che la strage alla stazione di Bologna fu eseguita per oscurare i sospetti del missile per Ustica perché 81 morti causati dalla Nato erano troppi da giustificare. Quanti altri anni di menzogne dovremo aspettare per avere la verità sulla strage alla stazione?

  • 6 marzo 2013 David Rossi vola giù dalla sede centrale della Banca Mps.

La banca Mps era da sempre la banca del PCI e poi del PD. Nei conti della banca si era creata una voragine di 22 miliardi di buco. Gran parte del buco era dovuta ai prestiti erogati probabilmente verso amici della sinistra e sicuramente diventati degli insoluti. Una vera bancarotta fraudolenta evitata solo grazie al ripianamento delle perdite da parte dello Stato, ovvero da parte dei cittadini italiani. Aveva vigilato bene sui conti della banca la Banca d’Italia? Ma come, vigliare su una banca della sinistra, è un sacrilegio? Poi inizia a indagare un gruppo di giudici di Milano specializzato in bancarotte e David Rossi, alto dirigente della banca, fu perquisito dalla Guardia di Finanza. A seguito di ciò decise di collaborare e chiese un incontro coi giudici di Milano. Due giorni prima dell’incontro volò giù dalla finestra del suo ufficio. Per 11 anni si parlò di suicidio, poi finalmente una perizia stabilì che era stato un omicidio. La Spectre rossa non accetta i tradimenti e aveva ottenuto un altro cadavere.

  • Dicembre 2014 Il Sisde trasmette un documento su Pagliai

Il governo Renzi vuole fingere trasparenza e desecreta un documento del Sisde (servizio segreto) dove si vede come fu costruito l’omicidio di Pagliai in Bolivia. Peccato che ficca questo documento tra gli atti della commissione Moro dove non c’entrava niente e, per anni, nessuno lo legge. Poi, casualmente, viene scoperto e consegnato a degli ex simpatizzanti di Avanguardia Nazionale nel 2025 e finalmente si scopre dell’accordo con la Cia. Ma, dulcis in fundo, vengono sfilate proprio le due pagine del giorno dell’omicidio così non si leggono i nomi dei responsabili. Da notare che il deputato del Msi Tomaso Staiti chiese nel 1983 se il Sisde avesse partecipato all’operazione e ne ottenne uno sprezzante diniego da parte del capo del Sisde di allora, mentre oggi il Sisde confessa di aver organizzato tutto insieme alla Cia. (il documento desecretato è oggi a libera consultazione)

  • 14 agosto 2018 Crolla il Ponte Morandi a Genova

Il governo D’Alema aveva dato ai Benetton la concessione per la gestione delle autostrade italiane. La concessione doveva durare ben 32 anni ed era molto lucrosa, rendeva quasi un miliardo di euro ogni anno. In un periodo in cui le attività di vendita dei maglioncini di lana andava male, i Benetton, storici amici della sinistra, si divertivano coi lauti profitti della concessione statale. Poi, quel 14 agosto, crolla quel ponte a Genova e muoiono 43 persone. Si indaga e si scopre che il ponte veniva dato per pericolante da molto tempo e sorgono pesantissimi dubbi sulle manutenzioni. Viene revocata la concessione per negligenza alle aziende dei Benetton? Manco per niente, i manager dei Benetton finiscono sotto processo e i governi di sinistra, invece di revocare la concessione per negligenza, se la ricomprano dando altri 9 miliardi alle aziende dei Benetton, senza neanche aspettare l’esito dei processi. Ecco un altro esempio lampante di come viene utilizzata la svolta autoritaria della sinistra e in questo caso lo si capisce bene perché ci sono stati 43 morti, ma migliaia di altri esempi ci sarebbero

.

  • 8 maggio 2019 Palamara intercettato

Luca Palamara è un magistrato e un importante membro del Csm, l’organo di auto controllo dei giudici. Forse casualmente, Palamara viene intercettato mentre parla con un altro magistrato mentre gli dice di attaccare giudizialmente il ministro degli Interni Salvini per gli sbarchi dei migranti. L’altro giudice gli replica che non può farlo perché il ministro sta rispettando le regole ma Palamara gli chiede di attaccarlo lo stesso perché “ci serve così”. Capito? Il capo dei giudici, pur sapendo che il ministro capo della polizia è innocente, chiede a un magistrato di attaccarlo lo stesso. Si guarda meglio e si scopre che c’è tutto un metodo per favorire nei controlli e nelle carriere i giudici di sinistra. Si scopre anche che 81 procuratori erano stati scelti col metodo Palamara. Si crea un po’ di scompiglio, ma il massimo che succede sono le dimissioni di Palamara eppure ci sarebbero tanti articoli del codice per i tanti reati commessi. Neanche il presidente della repubblica, capo del Csm, dice niente. Tutti gli altri restano al loro posto con il potere ben saldo nelle loro mani. Ecco un altro esempio luminoso di come la svolta autoritaria di sinistra è servita a loro per impossessarsi dell’Italia, trasformandosi in una vera tirannide dove gli amici del tiranno possono spadroneggiare senza che possa succedergli mai niente.

  • Maggio 2020 6,3 miliardi agli Elkann con garanzia Sace

In piena crisi Covid, quando gli artigiani, i commercianti, i ristoratori soffrivano per le chiusure delle loro attività e gli venivano dati solo schiaffi, alla Fca degli Elkann fu concesso un prestito garantito dallo Stato di 6,3 miliardi. Direte, poverini gli sarà servito per condurre meglio le loro attività. E invece per niente, 5,5 di quei miliardi furono usati per pagare i loro dividendi da plusvalenza. Insomma servivano per darsi la paghetta. Mentre tutte le categorie pativano sofferenze di ogni tipo, gli amici della sinistra (visto come scrivono i loro giornali?) ricevevano il solito omaggio. Un altro degli esempi di come la svolta autoritaria di sinistra diventa sempre più arrogante e sprezzante.

  • 24 novembre 2021 Bellini dichiara di essersi infiltrato in Avanguardia

Guarda com’è strana la vita, la Spectre rossa ci ha messo anni per creare artificialmente un’immagine di terroristi stragisti per Avanguardia Nazionale, quindi un’organizzazione dalla quale scappare come per la peste, e invece un criminale come Bellini, anziché smarcarsene dice di averla frequentata a 18 anni se pure come infiltrato. D’accordo, si incarta un po’ con le date e si corregge per accreditarsi meglio. E tutto ciò gli serve per dire che la bomba a Bologna l’ha messa anche Avanguardia, ma soprattutto per dire che Palladino e Pagliai (di Avanguardia) se pure ammazzati innocenti, non potevano poi essere così innocenti se stavano nella stessa organizzazione di Bellini. Peccato che in Avanguardia nessuno lo ha mai né conosciuto né visto, d’altra parte Avanguardia aveva dei filtri in entrata molto rigorosi sia dal lato comportamentale che dal lato ideologico e Bellini si vede bene che è una capra ancora oggi. Però come maresciallo assassino del Sismi era ed è perfetto, anche per dialogare con quei caproni analfabeti della mafia, dove infatti ci sguazza.

L’ex presidente di Avanguardia Nazionale, Adriano Tilgher, si presentò al processo contro Bellini per dimostrare che Bellini mentiva su Avanguardia. La sua audizione fu rifiutata e fu pure rifiutato un plico di documenti spedito al processo con le prove delle menzogne di Bellini. Bologna è tutta la sinistra hanno bisogno di non sapere per confortare le loro debolissime tesi e infatti il plico giace ancora a casa di Tilgher col timbro RESPINTO della corte. La svolta autoritaria ha i suoi protocolli.

  • Dicembre 2022 Scarpinato nominato nella Commissione Antimafia

La protervia della sinistra si dipana senza eguali in situazioni come questa. Non è ancora chiaro perché Scarpinato e i suoi amici giudici di sinistra bloccarono le indagini di Borsellino 5 giorni prima che saltasse in aria. Non è ancora chiara la vicenda di Scarpinato (re. Kelani) in possibili affari con una famiglia presunta mafiosa (i Fauci) magari da includere pure tra le famiglie indagate da Borsellino e diresti che uno così mica potrebbe sedere nella commissione antimafia? Per lo meno prima bisognerebbe chiarire parecchie cosette. E invece è lì che siede, bello tronfio, e si guarda da un osservatorio in prima fila tutti gli atti della commissione. Guarda l’arroganza del potere derivante dalla solita svolta autoritaria di sinistra.

  • 18 maggio 2025 Ranucci rivivifica la pista nera su Capaci ma non cita Bellini

Sigfrido Ranucci è uno sgherro impagabile dell’autoritarismo di sinistra, il suo ramo è la gestione della propaganda di regime. Non a caso si parla di ramo per come viene gestita in maniera rozza e arrogante. Siccome non deve venire fuori la verità sul perché fu bloccata l’indagine sugli appalti alla mafia gestita da Borsellino, allora Ranucci vuole dimostrare come quel blocco fosse legittimo perché il vero movente per la morte di Borsellino non sono le indagini sugli appalti che il giudice stava conducendo ma le trame nere, per le quali Borsellino non stava indagando. Già questa contraddizione fa ridere, vero? Ammazzano Falcone e Borsellino per qualcosa sulla quale non erano assolutamente interessati a indagare. Ovviamente Ranucci si guarda bene dal farci sapere se le potenti Coop rosse di Bologna erano invischiate nelle indagini di Borsellino, neanche ci fa sapere se è vero che Scarpinato è entrato in affari personali con una famiglia mafiosa, magari tra quelle indagate da Borsellino per gli appalti. Certo non può parlarci del maresciallo Bellini killer delle mafie. Ecco come si conserva l’autorità derivante dalla svolta di sinistra ed ecco perché Ranucci ha ricevuto un’ovazione da stadio quando si è presentato alla riunione dell’associazione magistrati (Anm) nell’aula magna della Cassazione. Aveva salvato la faccia dei magistrati di sinistra che avevano bloccato Borsellino, rarissimo magistrato di destra.

  • 8 dicembre 2025 Procuratore di Caltanissetta “la pista nera vale uno zero tagliato”

Salvatore De Luca non solo è il procuratore capo di Caltanissetta ma è anche il giudice titolare delle indagini sulla morte di Falcone e di Borsellino. In tale veste ha potuto verificare le accuse contro Delle Chiaie da parte di un finto pentito, Alberto Lo Cicero, erano completamente contraddittorie e poi Lo Cicero neanche poteva sapere niente perché era stato allontanato dalla mafia sei anni prima della strage di Capaci. Si era inventato tutto. Quello di De Luca è un gesto molto coraggioso perché si mette contro i giudici di sinistra (la quasi totalità) e perché ravviva la pista degli appalti alla mafia per la quale furono ammazzati Falcone e Borsellino.

  • 5 maggio 2026 Roberto Savi parla dei legami coi servizi segreti

Tra i delitti della Uno Bianca ci furono quelli dei due gestori di un’armeria dove i fratelli Savi avevano comprato delle munizioni. Uno dei due gestori uccisi era un ex carabiniere che probabilmente aveva capito tutto dei Savi e li stava per denunciare. La rapina fu una finta rapina perché prima fu bloccata la titolare dell’armeria e poi fu aspettato per ore l’arrivo dell’ex carabiniere, vero obiettivo della banda. Non c’era altro motivo di aspettare l’ex carabiniere se non il sospetto che stesse per denunciarli. C’è il sospetto che qualcuno, dall’alto, avvertì i fratelli Savi di quanto stava per fare l’ex carabiniere? Roberto Savi ha fatto capire di sì in una trasmissione televisiva (Belve) e ha anche detto che si recava a Roma settimanalmente per incontrare “qualcuno” che prima li proteggeva e poi li ha mollati. Chi era? I servizi segreti non sono più “deviati” da decenni, visto che ormai le nomine erano tutte fatte dalla sinistra e quindi non potevano più essere deviati.

  • Luglio 2026 Crisi Volkswagen chiusura di 4 stabilimenti e 100.000 esuberi

I tedeschi che comandano Bruxelles e che avevano imposto la globalizzazione a tutta l’Europa avevano sbagliato tutto. Hanno regalato tutta la tecnologia possibile alla Cina e all’India con la parola d’ordine “tanto fra poco i loro costi di produzione aumenteranno di tanto per tutto il welfare che dovranno concedere ai loro lavoratori”. Invece, grazie ai regali, i cinesi hanno sviluppato una loro tecnologia superiore e hanno invaso il mercato europeo con prodotti a basso costo, e le aziende tedesche stanno fallendo a ripetizione. Tutta la sinistra europea, con quella italiana in testa, appoggiava appecoronata le direttive di Berlino e adesso, credete forse che dicano abbiamo cannato tutto e ci facciamo da parte? Manco per niente, si inventano che la Russia sta per invaderci e chiedono di convertire le industrie meccaniche che stanno chiudendo (vedi Volkswagen) in industrie per gli armamenti. Con una prima emissione di 800 miliardi di nuovo debito per le spese di conversione. Altro esempio dell’arroganza e dello strapotere della sinistra, si dimostrano incapaci nelle strategie e ancora pretendono di fare nuove strategie idiote e di comandare su tutto.

  • 2 agosto 2026 La ricorrenza è solo per la stazione di Bologna

E’ rimasta solo questa come commemorazione delle stragi, quella della stazione, ormai sono sparite da anni le commemorazioni per l’Italicus, per Ustica, per il rapido 904, per la Uno Bianca. A Bologna ci vedono troppa Spectre rossa e il sindaco Lepore e il compagno cardinale Zuppi (dopo il compagno mons. Galantino), di Bologna pure lui e capo dei vescovi italiani, ci vedono troppe Stragi di Stato, ma ormai lo Stato sono loro da anni e allora meglio non parlarne. Adesso ci manca pure di scoprire che Bellini era un maresciallo del Sismi e non era un fascista, neanche da operetta, e allora addio anche alla commemorazione per la stazione.

  • Agosto 2026 Amato chiede di nuovo a Macron di ammettere Ustica

Giuliano Amato, ex primo ministro, chiede a Macron un gesto di dignità e di ammettere che l’aereo di Ustica lo avevano abbattuto loro. Dignità e Macron possono stare insieme?

  • Agosto 2026 Debito a 3.207 miliardi paradigma di “Abbiamo gli strumenti”

Ursula von der Leyen, capo di Bruxelles per conto della Germania, disse di non preoccuparsi se qualche aspirante populista va al governo in qualche nazione europea perché “ci sono gli strumenti” per metterlo in ginocchio e ricondurlo nell’ovile. Per esempio con l’Italia, se qualcuno volesse bloccare la sostituzione etnica, agevolata dalle navi delle ong tedesche, basterebbe ordinare alla Bce di non coprire più i Btp italiani alle aste per il rinnovo del debito e lo spread schizzerebbe alle stelle. Allora siamo definitivamente incatenati? Niente di definitivo ma ci vorrebbe un gruppo di coraggiosi che si intestino questa battaglia.

Carlo Maria Persano

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Commenti 1

  1. Claudio monacelli says:
    1 giorno fa

    Grazie per il dettagliato articolo che conferma è rafforza la mia convinzione

    Rispondi

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