Immagini forti per un’Italia che sempre di più patisce il fenomeno migratorio.
È stato arrestato dalla Polizia a Padova un cittadino gambiano di 27 anni, richiedente asilo, che questa mattina si aggirava nel piazzale della stazione ferroviaria brandendo un coltello da cucina lungo 27 centimetri, di cui 15 di lama.
L’uomo, secondo quanto riferito dalla Questura, avrebbe opposto resistenza al momento del fermo, procurando lievi lesioni a uno degli agenti intervenuti.
Ennesimo episodio in cui osserviamo immagini forti e impattanti sulla realtà, che più che mai, richiedono un’immediata risoluzione come risposta all’immigrazione di massa sregolata.
La chiave di lettura è soltanto una: per elementi del genere, è il momento di aprire il cassetto, estrarre il vociferato e depositato in parlamento piano di Remigrazione, e discuterlo con toni rigidi e autoritari che vadano ad evidenziare con pugno di ferro quanto quest’emergenza sociale in nome della sicurezza urga all’Italia e ai cittadini.
Cronaca quotidiana
Non è la prima volta infatti, specialmente nei pressi delle stazioni, che tendono a consumarsi episodi violenti di questo genere, allo stesso modo in cui non è la prima volta, ma l’ennesima, secondo la quale al centro della cronaca, abbiamo come protagonisti i nuovi invasori.
Tutto lo stivale, insieme all’Europa è afflitto da questo fardello, che ogni giorno, ci presenta una nuova occasione per commentare notizie di cronaca, che molto spesso sfociano nel diventare casi mediatici. Non è più il tempo per rimanere sedati innanzi al televisore in attesa che venga annunciato il prossimo rimpatrio.
Urge fortemente un progetto che sia di sistemazione a questo flagello che pervade le strade, le piazze e i quartieri d’Italia seminando un clima di tensione sempre più elevato tra i cittadini, che purtroppo, sono a malincuore costretti dall’evidente situazione, a dichiarare “terra di nessuno” anche nelle proprie città.
Da Roma a Bruxelles non c’è che da ripetere una sola parola: Remigrazione!
Manuel Zavaglia
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