Grazie alle folli politiche green dell’unione europea, l’automotive in Europa è sempre più in crisi, anzi una crisi senza fine, tant’è che il gruppo Volkswagen, sta preparando un piano strutturale per ridurre la produzione fino a un milione di veicoli entro il 2028.
A confermarlo è ‘AD del colosso di Stoccarda, Oliver Blume che in una intervista alla rivista tedesca “Manager Magazin”, ha detto spietatamente: “La sovraccapacità non è sostenibile nel lungo periodo”, e riferendosi al recente passato: i modelli di previsione costruiti sui volumi storici “non sono più realistici” nel contesto attuale.
La produzione cola a picco
Questa strategia di ridimensionamento non nasce ora, Volkswagen negli ultimi anni ha già eliminato circa un milione di unità di capacità produttiva in Cina, adesso è la volta del vecchio continente. Lo scopo è di arrivare da una capacità produttiva globale dagli oltre 12 milioni di veicoli annui a circa 9 milioni, un numero secondo la casa tedesca più coerente con una domanda mondiale ormai stabilizzata.
Dietro a questo vi è poi la componente umana, a fine 2024 Volkswagen aveva già raggiunto un accordo con il consiglio di fabbrica per la riduzione di 35 mila posti di lavoro, ma considerando anche gli altri marchi del gruppo, Porsche inclusa, il totale potrebbe arrivare a circa 50 mila posti in meno entro il 2030, questo solo in Germania.
La transizione green ha poi portato gravissimi danni a tutte le aziende che nonostante la riluttanza del mercato verso “l’elettrico” ha investito un quantitativo sproporzionato di soldi, per non parlare della competizione cinese e i dazi introdotti dall’amministrazione Trump.
Tutti fattori che hanno, appunto, affossato le case produttrici europee.
Se VW piange Stellantis non ride
Intanto Stellantis, che per anni ha svuotato le sue fabbriche ora vuole riempirle di auto cinesi, infatti secondo Bloomberg, il gruppo Stellantis sta preparando una partnership con Dongfeng, uno dei maggiori costruttori cinesi, l’azienda cinese così produrrebbe i suoi veicoli nelle fabbriche europee di Stellantis, evitando di fatto i dazi imposti dall’unione europea sulle importazioni cinesi, in cambio Stellantis otterebbe l’accesso alla produzione in Cina.
Nelle intenzioni del colosso cinese ci sarebbe anche l’acquisizione di alcuni impianti europei come quelli di Alfa Romeo e Maserati, sempre secondo Bloomberg, marchi oramai in declino, infatti la produzione di auto di Stellantis negli ultimi 17 anni è crollata del 70%.
Stellantis avrebbe già fatto in passato qualcosa di simile con Leapmotor ed ora ha intenzione anche di aprire a XPeng e XiaoMI, ovvero cedere stabilimenti oramai in disuso ai colossi cinesi dell’auto.
Insomma, stiamo assistendo alla morte di marchi storici per quanto riguarda la storia dell’automobile, tutto questo grazie all’incapacità e alla miopia dei governanti di Bruxelles.
Paolo Ornaghi
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