L’accozzaglia ideologica e il tribunale mediatico
Non parliamo del romanzo di Victor Hugo e neppure del termine letterario con cui si indica una persona sventurata ed indigente. Il titolo in questione si rivolge a una platea di persone abiette, ignobili e meschine che compongono questa accozzaglia sinistroide.
Una mente malata non potrebbe concepire ciò che questi individui sfornano ogni giorno, ma ritengo che un’indole perversa, malvagia ed immorale li pervada nel DNA, nel profondo dell’anima. Si nutrono di odio, di rancore e di menzogne. Ciò che stupisce è che orde di persone sono sempre pronte a scendere in piazza ad ogni input dei loro ducetti ideologici, spesse volte ammantati e protetti da cariche istituzionali.
Loro sono i tribunali volanti, sono quelli con le sentenze già scritte, quelli sempre e comunque dalla parte sbagliata della storia.
Il caso di Bologna e le due facce della medaglia
Analizzando l’ultimo episodio, cioè la morte di Abderrahim Fakir a Bologna, c’è da pensare e molto. Al contrario delle vittime sacrificali quotidiane che nella città felsinea devono subire continue angherie e soprusi da delinquenti di ogni tipo ed etnia senza avere il minimo conforto dall’amministrazione comunale, accade che un uomo, in evidente stato di alterazione, venga messo a terra da due agenti aiutati anche da gente comune e, per cause ancora da accertare, muoia.
Spiace ovviamente, ma bisogna analizzare le due facce della medaglia. La prima la conosciamo: la polizia è fascista, applica la selezione razziale (ma non è colpa delle forze dell’ordine se gran parte dei reati vengono commessi da extracomunitari spesso clandestini); la polizia ha già torto in partenza perché poteva usare altri metodi (secondo i soloni di tecniche operative della sinistra) che capiscono di sicurezza come Oronzo Canà di tattica calcistica.
Altra benzina sul fuoco la gettano i parenti della vittima, che parlano di polizia assassina ma che, a mio avviso, annusano solo profumo di risarcimenti futuri.
Il presidio, la guerriglia urbana e le responsabilità politiche
A chiudere il cerchio e girando ecco arrivare l’ideona di chi dovrebbe calmare le acque e invece le agita già sapendo cosa sarebbe successo. Il sindaco di Bologna Matteo Lepore organizza un bel presidio di protesta “pacifica” da cui si staccano ad un certo punto i soliti antagonisti di sinistra che iniziano una guerriglia con la polizia.
Quindi il presidio diventa corteo con il solito coro “assassini” ed infine la bagarre con lancio di razzi, pietre e un’auto del comune in fiamme e le biciclette in sharing lanciate verso gli agenti. Uno dei poliziotti feriti ha avuto lesioni provocate da morsi ad una gamba (dei cani rabbiosi appunto).
La responsabilità politica di questi scontri è, con una umile critica, in capo al comune, e al sindaco in primis, che usando un’allocuzione tanto cara alla sinistra “non poteva non sapere” cosa sarebbe accaduto da lì a breve organizzando questo presidio, tanto inutile quanto dannoso e pericoloso.
Il garantismo degli antagonisti e i provvedimenti del Comune
Si sa che a Bologna esiste una falange di estrema sinistra violenta pronta a devastare tutto ciò che trova davanti al minimo input che viene fornito loro. Restano sempre impuniti perché assistiti da una rete legale agguerritissima e preparata, sulla quale sarebbe opportuno accertare da chi viene finanziata e pagata.
Questa amministrazione è comunque ben nota per alcune iniziative piuttosto bizzarre e bislacche (chiamiamole così) come la distribuzione gratuita di pipette per il crack (bravi, incentivatene l’uso in modo da avere tribù di tossici ai quali si può chiedere tutto) e non ultimo il provvedimento di pochi giorni orsono che prevede il trasporto gratuito urbano per gli extracomunitari ospitati nei CAS. Questo è comunque un ennesimo schiaffone ai bolognesi che rispettano le regole e pagano le tasse. A onor del vero è che sui bus il trasporto è gratuito per gli over 70 e gli studenti, ma questa se la potevano risparmiare.
La gestione dei fatti di Modena e le reazioni istituzionali
Comunque il DNA distorto alberga nelle menti di alcuni sindaci di sinistra. Basta ricordare che il 16 maggio il folle Salim El Koudri a Modena fece strike con la sua auto su dei passanti, ad uno dei quali sono state amputate le gambe. Ebbene il giorno successivo 5mila persone si sono radunate su convocazione del sindaco Mezzetti, che ha chiesto ai modenesi di restare uniti e solidali (normale?). Una settimana dopo ancora presidio silenzioso e corteo antifascista. Non mi risulta che El Koudri fosse iscritto a CasaPound, ma ammetto che potrebbe esserlo. E la donna che ha avuto le gambe tranciate? Si consoli, in fondo è ancora viva ed in fondo il prezzo del multiculturalismo qualcuno lo deve pur pagare. Probabilmente non ci arrivo a capire determinate dinamiche, ma credo che nella platea dei comuni mortali non sono il solo.
Il divario tra la propaganda politica e la realtà di strada
La parte istituzionale vera e propria, quella del branco selvaggio PD-AVS-5 Stelle, non è da meno. Boccia (PD) parlava di fare subito chiarezza e non si imitasse il modello ICE (follia). Vorrei dire all’onorevole che nella Spagna del loro modello Sánchez la Guardia Civil va giù con la mano molto più pesante delle forze dell’ordine italiane.
Il mio sogno? Mettere dentro una gazzella dei CC o a una volante della polizia molti di questi onorevoli e far fare loro servizi in tutti i quadranti orari e in territori al limite della legalità. Un conto è avere il culo di pietra messo al sicuro su una poltrona e sparare ciarpame ideologico, un altro conto è la realtà dei fatti, una realtà aliena e distante anni luce per questi folli alimentati nello spirito da demoni dottrinari.
Maurice Garin
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