Oggi, in occasione della giornata “Una Rosa per Norma”, il nostro pensiero corre inevitabilmente a una delle pagine più dolorose, dimenticate e complesse della storia d’Italia del confine orientale: la tragica vicenda di Norma Cossetto.
Studentessa ventitreenne dell’Università di Padova, originaria dell’Istria, Norma fu sequestrata, seviziata e barbaramente infoibata tra la notte del 4 e del 5 ottobre 1943. La sua colpa, agli occhi dei carnefici, non fu quella di aver commesso crimini, ma di essere fieramente italiana, di amare la sua terra e di difendere un’identità che si voleva a tutti i costi cancellare. La sua tesi di laurea, intitolata non a caso “L’Istria rossa” dal colore della bauxite della sua terra d’origine, raccontava un legame profondo, fatto di radici, cultura e passione.
Per decenni questa storia è stata avvolta da un colpevole silenzio, confinata ai margini del dibattito pubblico o peggio, distorta da un revisionismo ideologico che ha spesso cercato di invertire le parti, riducendo le responsabilità di una vera e propria pulizia etnica consumata ai danni della comunità italiana di Istria, Fiume e Dalmazia. Ricordare Norma oggi non è un esercizio di retorica nostalgica, ma un atto di giustizia morale e civile fondamentale. Una nazione che non rispetta i propri padri e la propria storia difficilmente saprà rispettare i propri figli.
Un invito alla lettura
Per comprendere a fondo la grandezza e la tragedia di questa giovane donna, e per tramandare la memoria di questi eventi anche alle generazioni più giovani, un canale di straordinaria efficacia è offerto dal graphic novel “Foiba Rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana“, scritto da Emanuele Merlino e illustrato da Beniamino Delvecchio (edizioni Ferrogallico).
Attraverso tavole intense, nitide ed essenziali, il fumetto riesce a rompere il muro dell’indifferenza e a restituire dignità e volto a una storia che appartiene per intero al patrimonio della nostra comunità nazionale. Un invito aperto alla lettura e all’approfondimento, perché la memoria non resti una formula astratta, ma diventi strumento vivo di consapevolezza, giustizia e futuro.
Redazione
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