La deriva dell’astensionismo
È ormai un dato strutturale: di elezione in elezione, l’affluenza alle urne continua a crollare. Per comprendere le ragioni di questo fenomeno non ci si può limitare a constatarne i numeri, ma occorre analizzare la progressiva disillusione del cittadino. Disorientato da stagioni politiche contradittorie e da partiti privi di un’identità precisa, l’elettore medio ha finito per smarrire la propria bussola ideologica.
Il circolo vizioso della delusione
La scelta elettorale si è trasformata in un pendolo emotivo. Si entra al seggio con aspettative puntualmente smentite a fine mandato, quando il governo di turno tradisce quanto promesso in campagna elettorale. Questo sistematico tradimento non genera solo astensione, ma una vera e propria apatia sociale: il cittadino si rassegna al sistema, ritirandosi in una forma di distacco dalla vita pubblica.
L’illusione dell’isolamento
Rinchiudersi nel proprio orticello — secondo il logico ma limitato schema del «pensiamo solo a lavorare» — è la diretta conseguenza di una narrazione mediatica che anestetizza la partecipazione. Quando la politica si riduce a spettacolo e gestione del potere, il cittadino percepisce il voto come un atto inutile.
Orientare la politica con l’azione sul campo
La Patria non è una lotteria, né le sue sorti possono essere affidate alla sola scheda elettorale. Per chi crede in una politica di popolo, la sfida non è subire il gioco democratico, ma costringere le istituzioni a occuparsi delle difficoltà reali degli italiani. Solo quando la politica tornerà a essere servizio e coerenza, il cittadino potrà riacquistare fiducia e tornare alle urne con una scelta consapevole.
Manuel Zavaglia
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:






































































