A cosa si fa riferimento quando si utilizza questo termine?
Il Bushido è l’antico codice etico del Giappone che prevede l’elevazione dell’anima secondo 7 virtù cardine:
Gi (義): Onestà e giustizia.
Yū (勇): Coraggio eroico.
Jin (仁): Compassione e benevolenza.
Rei (礼): Rispetto e cortesia.
Makoto (誠): Sincerità assoluta.
Meiyo (名誉): Onore.
Chūgi (忠義): Dovere e lealtà.
Il nome trae le sue radici dalla casta guerriera Giapponese, che non prevedeva solo una certa disciplina nel militarismo, ma come si evince dalle 7 virtù citate, prevedeva una disciplina appunto anche morale.
Per un Samurai, che doveva mantenersi in costante elevazione spirituale secondo l’adottamento maniacale e millimetrico a queste virtù, venire meno ad esse, trascurarle o addirittura trasgredirle, significava sintomo di forte disonore, lo stesso disonore che in seguito, lo portava ad espiare le sue colpe praticando il suicidio rituale (seppuku).
Il Bushido oltre ad essere un codice etico che getta le sue radici nell’antichità, è anche in tempi moderni considerato come uno dei punti cardine del Nazionalismo Giapponese, una delle sue virtù, a nostro parere la più valorosa, è il disprezzo per la resa e la loro ostilità etica verso essa.
Il samurai tuttavia, oltre a disprezzare la resa, è profondamente segnato da una conduzione del proprio percorso vitale che vada alla ricerca di una morte onorevole in combattimento, e si contraddistingue da altri combattenti proprio per la sua moralità nel dare atto a questo codice etico.
In un mondo sempre più monopolizzato, dovremmo prendere esempio dai Giapponesi, essere quindi meno tendenti al bon ton, e fare del Bushido il nostro esempio di vita.
Manuel Zavaglia
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