All’indomani della presentazione del Comitato Remigrazione e Riconquista a Genova, con tanto di sceneggiata del presidente del municipio e del giornalista provocatore (che contrariamente a quanto dicono non sono stati aggrediti, ma allontanati anche con una certa ironia), palazzo Tursi torna alla carica contro il pericolo “fascismo”.
La Salis colleziona uno strafalcione dietro l’altro
Non sono bastate le figuracce in campagna elettorale con la finta aggressione squadrista al sindacalista o il raid nazista alla scuola che si è scoperto poi perpetuato da “maranza”. Ora che Genova ha di nuovo un sindaco di sinistra, ha fatto il passaggio di livello: esponenti di Genova Antifascista sono stati invitati in comune per discutere della sede di Casapound che a detta loro deve chiudere. Genova Antifascista è, per intenderci, quella che rivendica con orgoglio sui social i danneggiamenti alla targa dedicata a Norma Cossetto, che pubblica volantini raffiguranti Sergio Ramelli circondato da chiavi inglesi e che vandalizza interi quartieri creando disagi e danni a proprietà pubblica e privata.
La denuncia di CPI Genova
Il quartiere Foce, dove è ubicata la sede di Casapound, ha deciso però di alzare la voce e presentare denuncia contro Genova Antifascista, a causa di un clima sempre più teso con scontri con le forze dell’ordine e pericolo per i residenti. Quegli stessi antifascisti che si sono sempre autoniminati portavoce dei quartieri, punti di riferimento per i quartieri, detentori di spazi sociali dedicati ai quartieri (un’ossessione patologica per i quartieri) sono stati denunciati proprio da quello stesso quartiere che sostenevano di rappresentare.
Imbarazzo quindi per la Salis, alle prese con una gestione del comune che lascia molto a desiderare. Tra rincari previsti e progetti annullati, tra traffico che tiene in ostaggio i cittadini e giovani che scappano da una metropoli, l’antifascismo diventava il polmone per prendere tempo, ma stavolta si è ritorto contro.
Un incontro con certi delinquenti non giova certo al curriculum, già discutibile, del sindaco genovese, che ha dedicato intere giornate a Casapound e non a mostrarci un programma politico e gestionale per il quinquennio.
Solo i sostenitori isterici della Salis ancora difendono il suo operato, cercando colpevoli nelle amministrazioni precedenti (che hanno ereditato a loro volta altri problemi lasciati da sindaci quali Vincenzi e Doria) e alimentando I fantasmi del passato.
Ormai “bella ciao” è diventata “bella addio”, poiché l’antifascismo continua inesorabilmente la sua parabola decadente, diventando quindi più aggressivo.
Un solo invito al sindaco: venga a parlare con noi, venga a conoscerci, scoprirà che non siamo i mostri che si pensa pur essendo, con una interpretazione errata e faziosa, fuori dalla tanto decantata Costituzione.
Lorenzo Gentile
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