Grazie a Dio, c’è Roberto Vannacci. Prima ancora che i suoi elettori e i sempre più numerosi iscritti a Futuro Nazionale, a pensarlo sono i suoi avversari. Sennò, di cos’altro mai potrebbero parlare Centrosinistra e Centrodestra, in questo momento di crisi profonda delle rispettive politiche?
Ed è anche multitasking, il generale. L’orizzonte elettorale di Giorgia Meloni si staglia fosco all’orizzonte? Colpa di Vannacci, che aiuta Elly Schlein, indebolendo la trimurti al governo. Gli Stati Uniti attaccano la premier? Colpa di Vannacci, strepitano a Sinistra, propalando la fola di un Donald Trump intento, nella possibile caduta di Giorgia, a promuovere il futurista ai danni della Sinistra.
Dai partiti ai talk show
Poi ci sono le macchiette della commedia parlamentare, con in testa Carlo Calenda. L’onorevole nonnulla, fino a qualche settimana fa convintissimo che il suo instancabile corteggiamento della Presidente del Consiglio gli avrebbe spalancato le porte di Palazzo Chigi, ora vede i suoi sogni diradarsi alla luce delle percentuali imponenti che i sondaggisti attribuiscono a Futuro Nazionale. Ecco, allora, i toni aspri, gli insulti reiterati, le sceneggiate isteriche in ogni talk show.
Infine, la lunga schiera dei corifei della stampa: Vannacci? Una manovra di Repubblica, secondo una penna spuntata del Quotidiano Nazionale. Oppure un pericolo per la democrazia “nata dall’antifascismo”, secondo Corrado Augias; il capo di un movimento da fermare (assieme ad AfD e altri), a parere dei censori liberal-marxisti di Strasburgo.
Il bersaglio universale
Insomma, Vannacci sarà “nero”, ma più in senso sartoriale che politico. A dar retta ai suoi nemici, s’abbina a qualsiasi situazione, permettendo di non presentarsi proprio a mani vuote nel dibattito politico.
Non hai uno straccio d’idea, un programma anche solo basico, un valore o anche un mero principio caro agli elettori da promuovere o da difendere? Poco male: puoi sempre parlar male di Vannacci!
E, a forza d’insulti, a forza di accuse grottesche, a forza di allarmi insensati, saranno gli elettori, al momento opportuno, a mutuare lo slogan: per fortuna che c’è Vannacci.
Massimiliano Mazzanti
P.S.
Se il titolo e l’ultima frase vi hanno fatto venire in mente Giorgio Gaber, non è un caso. Il richiamo è alla sua celebre Ma per fortuna che c’è il Riccardo (1974), che potete riascoltare qui su YouTube.
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:








































































Ennesimo prodotto del sistema, dopo Onda Viola, Grillini e Movimenti Pro Vax e No Vax, il sistema crea Vannacci…io direi:”per fortuna che c’è chi non crede in Vannacci”.