Caso di cronaca quasi quotidiana.
Siriano intercettato durante un furto, reagisce, pugnala un carabiniere con un cacciavite, situazione caotica, un carabiniere spara per salvare il suo collega e il ladro muore.
Oggi il Carabiniere in primo grado viene condannato a 3 anni per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi, il PM aveva chiesto 2anni e sei mesi, non gli sono state concesse nemmeno le attenuanti generiche che i nostri tribunali riconoscono persino ai peggio criminali, con provvisionale immediatamente esecutiva pari a 125mila euro.
Con separato giudizio i molti familiari del morto hanno chiesto altri 850mila euro di risarcimento.
Il brg. ha moglie, due figli e unico stipendio di circa 1700 euro mensili.
Un giornale, La Verita’, ha aperto, meritoriamente, una sottoscrizione per aiutare economicamente la famiglia del Carabiniere.
Ricordo chela vita di un gioielliere rapinato vale €50.000, quella di un appartenente alle Forze dell’Ordine € 0,0, quella del rapinatore ucciso 600.000 euro, questa è la media dei valori attribuiti dai tribunali nei risarcimenti.
Vi chiederete perché per parlare di sicurezza cito uno dei tanti casi di cronaca.
Perché nelle poche righe iniziali, che comunque non restituiscono appieno il sentimento di ingiustizia che dovrebbe provarsi solo a leggerle e figuriamoci a viverle, sono ricomprese tutte o quasi le cause della insicurezza odierna per i cittadini italiani.
Ricordatevi questo quando qualche imbecille sostiene di risolvere l’insicurezza con l’assunzione di personale nelle Forze dell’Ordine, (o come recentemente è accaduto a Bologna dopo l’omicidio del capotreno dove qualche genio pensa di risolvere il problema con ..i tornelli ! ), vi sta prendendo per i fondelli , non è certamente il numero di queste l’elemento primario, ma la loro preparazione professionale, le motivazioni certamente non economiche che sostengono le professionalità e non ultima la protezione che lo Stato deve fornire alle F.O.
Non tanto per la sua qualità di datore di lavoro, ma sopratutto perché siamo in presenza di una categoria speciale di lavoratori, essi non solo devono garantire la sicurezza dei cittadini ma contemporaneamente garantiscono la sicurezza dello stesso Stato.
La professionalità e le motivazioni nelle F.O. Sono fuori discussione, e lo dimostrano quotidianamente continuando, nonostante tutto, a fornire il loro apporto a volte le loro vite.
Cioè che manca da decenni e cosa più grave con una progressione assurda verso il basso è la considerazione e la protezione dello Stato verso i suoi più importanti e necessari collaboratori, anzi si assiste oggi, a fronte di ipocrite affermazioni di sostegno nei confronti di poliziotti e carabinieri, invece, ad una sfiducia, ad un reale disinteresse se non ad una inconfessata ed inconfessabile “preoccupazione” che impedisce alle istituzioni di fornire coperture e tutele “ extra ordinem” , al pari peraltro di altre categorie lavorative, alle Forze dell’Ordine.
Pertanto l’assunzione di 10.000/30.000 agenti ( in pratica poi le sostituzioni tardive dei pensionati) non vuol dire più sicurezza;
Non è vero che Decreti contenenti norme fantasiose, inapplicabili o semplici doppioni di quelle già esistenti, sol perché si appellano alla sicurezza la raggiungano poi nella realtà.
Sciocco credere che una camionetta dell’esercito ( che nulla può fare) parcheggiata di fronte al solito angolo dello spaccio serva ad eliminarlo;
Non si può per essere ecumenici e per non scontentare, politicamente, le opposizioni ottenere il pessimo risultato di non accontentare nessuno, prima o poi il popolo riuscirà a distinguere la realtà dalla propaganda.
Ricordo, a proposito di categorie immuni penalmente e civilmente, che ve ne sono più d’una, senza contare il Presidente della Repubblica e i parlamentari.
Pensiamo ai magistrati per i quali ogni commento è inutile o ai medici vaccinatori in epoca covid, e anche qui ci sarebbe tanto, troppo da dire.
Per cui non sarebbe poi un tipo di “immunità “ atipica o unica quella attribuita alle F.O. La situazione odierna, alla luce della legislazione attuale prevede che:
Anche se assolto per legittima difesa o uso legittimo delle armi in ambito penale in sede civile puoi essere condannato a rilevanti risarcimenti a favore del criminale o della sua famiglia, una vera mostruosità etico/giuridica.
Ancor più certa è la condanna in sede civile ex 2043cc nel caso di condanna penale per “eccesso” della condotta in ipotesi generale scriminata.
È una aberrazione tutta italiana quella che vede il criminale, che volontariamente si colloca in una posizione di illegalità, es. commettere una rapina, che a fronte della giusta e legittima reazione di difesa della vittima, sia pure sproporzionata per comprensibili motivi emotivi, trasformarsi in vittima tanto da vantare un diritto al risarcimento del danno eventualmente subito.
Insomma da una fattispecie di lesione di un diritto assoluto, da un crimine nasce un diritto per il criminale.
Ciò accade purtroppo sia per i semplici cittadini che per le Forze dell’Ordine, complice una magistratura ormai non solo politicizzata ma che si ritiene assolutamente sciolta da quel “comune sentire del popolo” fondamento di ogni democrazia.
È assolutamente necessario, per ristabilire una gerarchia dei valori protetti dall’ordinamento procedere ad una riforma nella parte penale e sopratutto nella parte civile ove ancora più grande è la discrezionalità del giudice, in mancanza parlare di sicurezza può sembrare molto spesso una offesa per la vera vittima e per il diritto.
Riconosco che non è semplicissima la soluzione tecnicamente giuridica, forse intervenire sul concetto di “danno ingiusto” che tale non è se lo si riceve nel contesto di illegalità della condotta aggressiva, anche nei casi di “eccesso” della reazione, potrebbe essere una idea.
Si cominci da questo, e se veramente si vuole perseguire “ sicurezza” si passi poi a:
1) abrogazione della riforma dell’89 che ha attribuito al PM l’iniziativa e la totale direzione non solo delle indagini ma di tutta la polizia giudiziaria sottraendola ai questori. ( questa riforma è meglio della separazione delle carriere !)
2) cambio delle “ regole di ingaggio “ per tutte le F.O. E sopratutto per i Reparti Mobili in Ordine Pubblico.
3) scudo penale per tutte le operatività di servizio e armamento non letale in dotazione personale.
4) cambio di strategie nel contrasto alla violazione dei confini nazionali nell’ingresso dei clandestini.
5) nessun ricongiungimento familiare per 5/10 anni.
6) espulsione reale ed immediata sulla base della “Sicurezza Nazionale”
( Almasri docet )per il “maranza”, e tutta la sua famiglia, che commette reato.
7) costituzione di CPR nelle isole ove gia’ vi sono strutture un tempo carcerarie, ad es. isola di Pianosa, con costi irrisori e deterrenza esponenziale rispetto all’Albania.
8) revisione dei criteri dei “ flussi “ e degli enti preposti alle certificazioni
relative, perché oggi i flussi sono nella realtà solo sanatorie.
9) chiusura e sequestro finalizzato alla confisca di tutte le moschee abusive, il 99%.
10) rimodulazione delle regole sulla responsabilità dei magistrati, che paghino anche loro di tasca propria i loro errori, senza alcuna partecipazione dello Stato ai risarcimenti, in fondo con i nostri soldi.
Si potrebbero aggiungere un’altra dozzina di piccoli interventi settoriali o riforme per ripristinare, senza costi, quella “catena” della sicurezza in cui ogni anello è chiamato a svolgere in coerenza con quello precedente e quello successivo il proprio compito.
Giovanni Preziosa







































































