Al di là della criminalità degli assassini antifascisti e della ipocrisia dei media del Sistema, che hanno cercato di ignorare o minimizzare l’accaduto, la morte in azione del militante cattolico e nazionalista Quentin, in Francia, porta con sé una serie di implicazioni storiche, spirituali e politiche pericolosamente destabilizzanti per il Sistema attuale ma ancor più per le gerarchie clericali della Chiesa Cattolica.
Vediamo sinteticamente alcune di queste implicazioni.
- Quentin era cattolico credente e praticante. Questo è emerso fin dal primo momento quando i suoi camerati hanno annunciato che era in agonia e che aveva ricevuto l’Estrema Unzione. Una volta sarebbe stato quasi banale specificarlo, tanto era usuale dare i sacramenti ai morenti. Oggi, dopo generazioni diseducate da modernismo, ecumenismo e laicismo massonico, avere attorno a te amici fidati che hanno cura di garantirti gli ultimi sacramenti appare emblematico del giovane militante e del suo ambiente umano.
- Quentin era politicamente schierato: non un cattolico “generico”, non uno impegnato solo in modo politicamente “corretto”. Anche se pare non mancasse di portare da mangiare ai bisognosi – attività peraltro praticata spesso da diversi movimenti della Destra Radicale in Europa – Quentin non si limitava a questo, come dimostrato dalla sua presenza in piazza il giorno della sua uccisione: è stato politicamente scorretto, estremo, scomodo, rivoluzionario, schierato in prima linea nella militanza.
- Quentin è stato un vero nazionalista sul campo di battaglia, un degno figlio spirituale di Santa Giovanna D’Arco. Ha incarnato la vera tradizione cattolica francese fatta di Fede e coraggio guerriero: la vera Militia predicata da San Bernardo. Quello che oggi appare “estremista”, radicale e fa paura ai cattolici moderni o modernisti, per generazioni è apparso doveroso, una coerente applicazione del Quarto Comandamento. Quando la Legione dei Volontari Francesi partiva per il fronte dell’Est, i legionari venivano definiti “i Crociati del Ventesimo Secolo”. Quentin è stato un Crociato del ventunesimo.
- Quentin ha incarnato il vero eroismo cristiano: ha pagato con la vita perché stava difendendo ragazze impegnate nella militanza, nella opposizione alla sinistra marxista e alla islamizzazione della società francese. Ha fisicamente difeso una ragazza che rischiava di essere strangolata. Il cavaliere che interviene e salva la donna in pericolo è un modello ricorrente nell’epica tradizionale cavalleresca. Lui ha incarnato quel mito antico e sempre attuale. Proprio questo ha scatenato l’odio dei suoi nemici che – a scontro apparentemente concluso e mentre si stava allontanando insieme a un altro camerata – lo hanno intercettato, circondato e linciato in un rapporto di circa 20 a 2. “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” ha detto Cristo. Quentin ha incarnato questo spirito del Vangelo.
- Quentin è morto da martire e da eroe, e come tale sarebbe stato considerato in una società tradizionale. Accanto al “Presente!” dei suoi camerati, si dovrebbe sentire un “Quentin santo subito!” di tutti i veri europei. Abbiamo atteso invano in questi giorni che qualche voce si levasse alta dalle gerarchie ecclesiastiche non solo per consolare i suoi familiari e amici, ma per denunciare come anche nella Europa moderna, sia possibile morire da martiri per mano di nemici della Cristianità. Ma dobbiamo rassegnarci a gerarchie che dialogano con tutti: musulmani, atei, massoni, lgbt, sionisti e chi più ne abbia più ne metta, ma non con i cattolici tradizionali e nazionali. Del resto, da gerarchie che tollerano di fatto le derive eretiche ma si infastidiscono al pensiero che vengano ordinati nuovi vescovi veramente cattolici non avremmo dovuto aspettarci altro. (Un silenzio assordante che ricorda quello riguardante il nostro Sergio Ramelli, cattolico praticante e impegnato: quanti sacerdoti o vescovi avete sentito ricordarlo come tale? Se vi è capitato, fatecelo sapere).
Ma il tempo è galantuomo. Giovanna D’Arco è stata condannata al rogo ma a distanza di tempo è stata riconosciuta come santa e similmente, Quentin oggi viene ignorato e disprezzato dai potenti ma sappiamo che un giorno verrà riconosciuto come martire.
Rivoluzionario, estremo, radicale, integralista in vita, Quentin lo sarà ancora di più dopo la morte. Il suo sacrificio eroico, il suo martirio in difesa dell’Europa o di ciò che ne resta, grida forte alle coscienze dei cattolici di oggi.
Grida che con gli antifascisti, i marxisti, gli islamisti, con tutti i nemici della Cristianità e dell’Europa, non si può e non si deve dialogare. Ma grida anche ai cattolici che seppur non di sinistra, amano la “moderazione”, il quieto vivere, il politicamente corretto.
Quante volte abbiamo sentito cattolici che di fronte alla opposizione fisica e spesso violenta dei nemici non vanno oltre all’appello alla “libertà di parola”, al diritto a esprimersi, che vorrebbero dialogare alla pari! Quentin ora grida forte di svegliarsi, di mobilitarsi, di marciare, di schierarsi in prima linea.
E proprio nel momento storico in cui il Sistema liberale democratico appare più controllato, corrotto, ricattato ai massimi vertici da pedofili e satanisti, l’urlo di Quentin per la crociata in difesa dell’Europa si sente più forte e imperioso. Sta a noi rispondere alla chiamata.
Marzio Gozzoli
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