Il governo Meloni in continuità con il governo Draghi e con l’agenda 2030 se ne infischia dell’Italiani e ratifica accordo sul libero scambio tra i Paesi del Mercosur, assoggettandosi al volere del parlamento europeo ed a Ursula von der Leyen.
Con un voto a maggioranza qualificata, gli ambasciatori dei 27 hanno dato il via libera all’accordo di libero scambio tra l’Ue e i Paesi del Mercosur contrari a tale accordo Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria, si astiene il Belgio.
Così il commento sull’accordo della Meloni e di Tajani
“Non ho mai avuto una preclusione ideologica nei confronti dell’accordo del Mercosur. Noi abbiamo sempre detto che saremo favorevoli quando ci saranno garanzie sufficienti per i nostri agricoltori” commenta Giorgia, e ancora Tajani sull’ accordo, “L’intesa raggiunta dai Paesi Ue sul Mercosur è una buona notizia per l’Italia. L’accordo di libero scambio tra i Paesi della zona euro con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay rappresenta una grande opportunità per tutte le nostre imprese. Un accordo destinato a far crescere le nostre esportazioni, con l’obiettivo di raggiungere i 700 miliardi di export. È stata una trattativa lunga ma grazie al lavoro di tutto il sistema Paese abbiamo garantito le giuste tutele ai nostri agricoltori, soprattutto sugli standard produttivi”.
Che cosa è il Mercosur
Il Mercosur, o Mercado Común del Sur (acronimo dello spagnolo Mercado Común del Sur)) è un’organizzazione commerciale nata nel 1991 che unisce Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, allargato poi negli anni successivi tramite accordi d’associazione a Bolivia, Cile, Perù, Colombia Ecuador, mentre il Venezuela d’apprima approvato come membro e stato successivamente sospeso per irregolarità rispetto agli obblighi dell’organizzazione. Quindi un libero mercato, un libero scambio di beni e servizi che abbraccia 280 milioni di abitanti circa.
Cosa prevede l’accordo
L’accordo fa sì che, nel tempo, saranno cancellati i dazi sul 91% degli scambi commerciali che avvengono tra Ue e Mercosur. Oggi, per esempio, sono in vigore dazi del 14% su farmaci, del 20% sui prodotti industriali e addirittura del 35% sulle automobili.
In sostanza, per i Paesi Ue sarà più semplice esportare in America Latina questi prodotti mentre per gli Stati del Mercosur si tratterà soprattutto esportare e vendere alla UE carne, riso e altri prodotti agricoli. Proprio la questione agricola, però, è al centro delle proteste più accese contro l’accordo.
Insidie dell’accordo
La questione agricola è quella più al centro delle proteste in tutta Europa; infatti, si prevede che l’accordo porterà 99mila tonnellate di carne bovina sudamericana ad invadere l’Europa, saranno invece 180 mila le tonnellate di pollame che arriverà nel vecchio continente, senza alcun standard ambientale e con controlli sanitari dubbi e talvolta completamente inesistenti, quindi una totale sleale concorrenza con gli agricoltori europei.
“Alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi, standard di benessere animale, controlli sanitari continui le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”, ha commentato Confagricoltura.
Anche Coldiretti è contraria “Questo accordo finisce per favorire soprattutto l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci vietati severamente in Europa, che esporta anche nei paesi del Mercosur e senza reciprocità ce li rimanda nel piatto attraverso i cibi”.
In tutto ciò a perdere in tutto ciò sarà la nostra salute, la nostra produzione locale e la nostra sovranità alimentare. Insomma, dopo l’abomino del nuovo decreto flussi che consentirà 500mila nuovi arrivi di migranti regolari per il triennio 2026-2028, l’ennesimo schiaffo al popolo italiano, altro che tutela degli interessi nazionali, la coalizione di governo con a capo Fratelli d’Italia, sembra sempre più intenzionata a comportarsi da “colonia” compiacendo di volta in volta, gli alleati europei o i “vincitori” anglosassoni a discapito degli italiani che dovrebbe rappresentare e farne gli interessi.
Paolo Ornaghi
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