Ulrico Hoepli, nacque nel 1847 a Tuttwil, in Svizzera. All’età di 15 anni iniziò l’apprendistato librario, facendo esperienze in varie città europee, arrivando anche a il Cairo, per poi giungere nel 1870 a Milano, dove rilevò la libreria di Theodor Laenger, nel pieno centro cittadino. Parallelamente all’attività libraria, intraprese quella editoriale, pubblicando testi di natura tecnica, i celebri Manuali, che fecero la fortuna della neonata casa editrice.
Libreria e Casa editrice
Dall’amicizia con l’illustre ingegnere e imprenditore Cesare Colombo, nel 1877 nacque il celebre “Manuale dell’Ingegnere”, autentico pilastro della cultura ingegneristica italiana, oggi giunto all’84a edizione. Ulrico Hoepli morì nel 1935, lasciando ai nipoti l’eredità di una delle più importanti case editrici d’Italia. Durante la Seconda Guerra Mondiale sia il magazzino che la libreria subirono i bombardamenti degli Alleati e verranno in seguito spostati in via Matteotti. La libreria avrà poi l’attuale sede in via Hoepli, inaugurata nel 1958, ancora oggi uno dei punti di riferimento della cultura a Milano.
Mi sia concessa una piccola nota personale: ero un ragazzino quando, nel suo studio, mio padre mi mostrò, quasi con il rispetto che si deve ad una reliquia, il Manuale dell’Ingegnere di Colombo, dicendomi che, se un giorno avessi esercitato quella professione, lo avrei sicuramente utilizzato. Andò proprio così, dopo la laurea acquistai subito l’edizione aggiornata, che consulto tuttora regolarmente. Ho avuto pure l’onore di pubblicare con Hoepli un testo di argomento motoristico. L’Hoepli, insomma, è anche un pezzetto della mia vita.

La crisi della Hoepli
La nobile storia della casa editrice però, lo scorso 10 marzo, ha subito una battuta di arresto. In accoglimento della proposta del consiglio di amministrazione, infatti, l’assemblea dei soci di Hoepli S.p.A. ha deliberato lo scioglimento volontario della società e l’avvio della liquidazione. Nel comunicato si legge che le motivazioni risiedono nei “risultati di esercizio negativi” e in un “gravoso conflitto endosocietario”.
L’aspetto economico si spiega con le difficoltà generali del settore librario, a cui si somma il fenomeno crescente delle vendite on line, che ha penalizzato le entrate della libreria. In base al rendiconto del giugno 2025, i ricavi risultano in calo dell’8,5%, ma, considerata anche la situazione patrimoniale della società, non si tratta di un dato irrimediabile. Quello che purtroppo ha inciso è lo scontro tra i soci, che vede da una parte il ramo maggioritario, che fa capo a Ulrico Carlo Hoepli, e dall’altra Giovanni Nava, erede di Bianca Hoepli, detentore di una quota di circa il 33% del capitale, sufficiente a condizionare le scelte societarie.
Sono state avanzate proposte di acquisto sia da Mondadori che da Feltrinelli, ma non è stato trovato un accordo. La società conta 89 dipendenti, il cui futuro al momento è incerto. Si sono mobilitati i sindacati, qualche parola è stata spesa anche dal sindaco Sala, si è attivata una petizione (qui) che, al momento, sfiora le 40 mila firme.
È presto per dire come si concluderà questa crisi, ma, se la Hoepli dovesse scomparire dal panorama editoriale, perderemmo un’autentica istituzione, orgoglio per l’Italia.
Raffaele Amato
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:







































































