C’è forse un filo incandescente che collega la strage di Bologna, l’omicidio di Pagliai in Bolivia, l’assemblea dei giudici di Palermo, l’omicidio del giudice Paolo Borsellino, le teorie fumose di Scarpinato (e Ranucci) e le potenti cooperative di Bologna???
Forse a Bologna non si vuole sapere o non si vuole ragionare su dei dubbi atroci?
Forse il sonno dei potenti bolognesi, inclusi il sindaco Lepore e il cardinale Zuppi, non va disturbato?
Adesso porremo una serie di domande-scenario alle quali andrebbe data una risposta dai potenti e sulle quali dovrebbe indagare questo governo. Dopo verrà delineato un unico sillogismo da Pagliai alle Coop rosse, che solo le risposte alle domande potrà modificare o confermare.
Le risposte alle domande sono tutte annidate, nei tribunali, negli uffici degli apparati dello Stato e nelle direzioni delle Coop. Ci sono tutte, basta che il governo se le procuri. Sollevi il coperchio sui segreti.
Perché fu assassinato Pagliai in Bolivia (e Palladino in Italia)?
Pierluigi Pagliai era un militante di Avanguardia Nazionale, la formazione politica facente capo a Stefano delle Chiaie e si trovava in Bolivia per tentare un’operazione sovranista a danno degli Usa. Volevano vendere i prodotti boliviani saltando gli intermediatori statunitensi. Contemporaneamente si crearono due condizioni, da una parte i giudici di Bologna accusarono Pagliai, e Delle Chiaie (più altri non presenti in Bolivia), della strage di Bologna e, dall’altra parte, la Cia vide il tentativo sovranista di Delle Chiaie e soci come un pericolo, non solo per la Bolivia ma anche per altre nazioni del Latino America che ne potevano essere contaminate.
L’accusa proveniente da Bologna era però molto fatiscente, tanto che per altri due militanti vicini al Delle Chiaie, il francese Olivier Danet e il tedesco Joachim Fiebelkorn, i giudici francesi e tedeschi avevano appena rigettato senza esitare le richieste di arresto ed estradizione. Di fronte al pericolo che anche la Bolivia potesse rigettare l’estradizione anche per Pagliai e Delle Chiaie, allora il Sisde (servizi segreti italiani) chiese alla Cia di organizzare la cattura con una sorta di sequestro, senza estradizione. Dalla debolezza delle accuse, sembrava quasi più conveniente che i ricercati venissero uccisi anziché catturati, così niente domande e niente processo.
Pagliai, da innocente, non immaginò la violenza dei suoi persecutori e fu ucciso alle spalle, disarmato, nell’ambito dell’operazione organizzata congiuntamente dalla Cia e dal Sisde. Da considerare che, in seguito, tutti gli accusati di Avanguardia Nazionale per la strage furono assolti nel ridicolo delle accuse e Avanguardia uscì al tempo completamente dal perimetro della strage di Bologna.
Perché il “maresciallo” Bellini fu poi condannato per la strage?
Dopo 39 anni, spunta un certo Paolo Bellini che dei nuovi indagatori dichiarano come appartenente ad Avanguardia Nazionale e viene identificato dalla ex moglie in una foto scattata nei momenti della strage. Peccato che in Avanguardia Nazionale nessuno lo aveva mai visto né mai conosciuto e lo dichiara Adriano Tilgher, ex presidente di Avanguardia Nazionale, con ampia documentazione spedita al tribunale di Bologna. Peccato che il tribunale di Bologna rifiuta l’audizione di Tilgher e respinge il plico di documenti senza neanche aprirlo, perché? Gli amici di Pagliai continuano da anni a chiedere giustizia per quell’omicidio in Bolivia avvenuto grazie a un’accusa falsa imbastita da Bologna. Allora perché Bellini deve essere per forza di Avanguardia? Semplice, il paradigma deve risultare così: “Pagliai era nella stessa organizzazione di Bellini il quale commette la strage e quindi non può essere poi così innocente”. Capito perché Bellini deve essere per forza di Avanguardia?
Perché il maresciallo Bellini non si smarca da Avanguardia Nazionale?
Il primo aspetto che risulta subito sensazionale è che Bellini tenta volutamente di accreditarsi come militante di Avanguardia, mentre dovrebbe succedere il contrario. Ma come, devi tentare di salvarti da un’accusa di stragismo e invece ti accrediti come militante di un’organizzazione che tutto il potere politico e giudiziario vuole come stragista? Dovresti scappare da Avanguardia, non fare di tutto per dimostrare di esserci stato. Ma Bellini lo fa talmente in modo maldestro che è facile sgretolare le sue menzogne, vedasi il plico di documenti inviato da Tilgher (giace col timbro RESPINTO dal tribunale di Bologna a casa di Tilgher).
Perché Bologna non vuole conoscere la vera identità di Bellini?
Come abbiamo visto, per Bellini si scoprirebbe facilmente che mai fu neanche vicino ad Avanguardia e allora ecco che di nuovo l’omicidio di Pagliai in Bolivia ritorna ad essere l’omicidio di un innocente perseguitato da un accordo tra la Cia e il Sisde, grazie alle false accuse di Bologna.
Ma sembra esserci molto di più perché la carta “Bellini” giocata da Bologna sta per diventare un autogol clamoroso. Tutto nasce dalla domanda: “Perché Bellini, scaricato da Avanguardia e da tutta la galassia neofascista, si è difeso così male al processo per la strage? Forse perché ha un accordo che gli consentirà di non fare la galera e vivere con un lauto stipendio dello Stato?”.
Le abbiamo viste le carceri dei pentiti con le uscite secondarie dove i pentiti posso uscire e rientrare solo quando serve per i giornalisti o gli onorevoli. Da allora sono partiti gli approfondimenti su questo Bellini e sono spuntate notizie dai tribunali di Firenze e di Palermo, dove un “maresciallo Oronzi” del Sismi era in realtà Paolo Bellini. Anzi, questo maresciallo Bellini proponeva addirittura nuove azioni, tipo far trovare siringhe infette per i bambini sulle spiagge o far saltare la torre di Pisa. Capito Bellini? Insomma, su questo Bellini indagano i tribunali di Firenze, di Roma e di Palermo, ma a Bologna stranamente tutto tace.
Perché Scarpinato e Ranucci non parlano delle Coop rosse in Sicilia?
Vediamo adesso come le finte trame nere slittano da Bologna a Palermo e perché. A Palermo troviamo di nuovo Delle Chiaie e questa volta come il presunto organizzatore della strage di Capaci, quella del giudice Falcone. Perché serve Delle Chiaie in Sicilia? Perché così si può tentare di sostenere che gli omicidi di Falcone e di Borsellino sarebbero da attribuire a una congiura della mafia per impadronirsi del potere totale con l’aiuto dei neofascisti. D’accordo, direte: fa ridere già così, ma è quello che sostengono gli amiconi Ranucci e Scarpinato con tutte le loro forze.
Peccato che tutta la loro fantasiosa teoria si basa sulle dichiarazioni di un finto pentito, tale Alberto Lo Cicero, smentito dalla sentenza del tribunale di Palermo (434/1995) e dalle indagini del tribunale di Caltanisetta. Il procuratore di Caltanisetta, De Luca, dice oggi che quelle accuse valgono come “uno zero tagliato”. Poco importa se la Cassazione prolunga lo stillicidio delle indagini in modo da rianimare i fantasmi evocati da Scarpinato, di fatto quel Lo Cicero fu scaricato dalla mafia sei anni prima dell’omicidio di Falcone, quindi non sapeva niente da sei anni prima, ammesso che avesse saputo qualcosa anche prima.
Ma allora perché è così importante per Ranucci e Scarpinato sostenere il movente della congiura per gli omicidi di Falcone e di Borsellino? Forse perché Falcone e Borsellino stavano indagando su qualcosa di molto più concreto e quell’indagine non piaceva a Ranucci e a Scarpinato? Forse perché può venire fuori che le indagini di Borsellino riguardavano la presenza di coop di Bologna in Sicilia?
Perché si tenta di bloccare le indagini di Borsellino?
E’ emerso che il 14 Luglio 1992, cinque giorni prima dell’omicidio di Borsellino, ci fu un’assemblea di giudici a Palermo dove si bloccavano in buona parte le indagini di Borsellino su mafia-appalti. Non si capisce ancora se il blocco fu comunicato o meno a Borsellino e sarebbe un’ulteriore aggravante del blocco, si dice che Ingroia sentì la frase di Borsellino “voi non me la raccontate giusta” all’uscita dall’assemblea. Borsellino continuò le indagini fregandosene del blocco e proprio il giorno prima di morire, il 18 Luglio, prelevò un fascicolo pesante su un caso di omicidio del filone mafia-appalti.
Dopo che saltò in aria non furono trovati né il fascicolo né la sua agenda rossa. Altro che trame nere, ecco il vero motivo degli omicidi di Falcone e di Borsellino. A ulteriore prova, dopo Falcone e Borsellino gli omicidi si fermarono, quello che interessava alla mafia era fermare l’indagine mafia-appalti. Domanda: Tra quegli appalti, c’erano anche la Cmc di Ravenna, la Coop di Comiso e il Consorzio Cooperative di Bologna? Tutti muti sull’argomento.
La coscienza di Bologna
Come si può notare, tutto tace a Bologna. Nessuno si interessa del maresciallo Bellini, mica che si scopre che i neofascisti non c’entrano niente con la strage, come farebbero a giustificarsi dopo aver ucciso l’innocente Pagliai a seguito delle false accuse di Bologna? Tutto tace sul dossier mafia-appalti quale vero movente dell’omicidio di Borsellino, mica si scopre che il giudice-eroe fu ucciso perché indagava sulle coop di Bologna in trasferta in Sicilia? La cosiddetta società civile bolognese sembra volutamente voltarsi da un’altra parte, compresi il sindaco Lepore e il cardinale Zuppi. Che strani silenzi.
Allora intervenga chi oggi può, intervenga il governo attuale e tolga il segreto del Sisde sull’omicidio di Pagliai, tolga il segreto del Sismi sul maresciallo Oronzi-Bellini, tolga il segreto del Csm sulla misteriosa riunione dei giudici di Palermo cinque giorni prima dell’omicidio di Paolo Borsellino.
Carlo Maria Persano
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