Non sembra che i residenti a Dubai siano tutti aristocratici di antica data.
Molte delle signore lì residenti ammettono di svolgere un’attività, questa sì, antica, ma poco onorevole; tra gli uomini molti video denunciano un livello di stile e di modi degno delle loro compagne, mogli, amiche.
Il luogo è perfetto per loro: senza storia, senza anima, senza cultura che non sia quella del quattrino a tutti i costi; il gusto è americano, la fatica è dei poveri del mondo, ultrasfruttati, i guadagni sono quasi esentasse.
La peripatetica siliconata non è in grado di porsi altri problemi se non quello della ricrescita sul finto biondo, il suo compagno vende e compra appartamenti di pessima fattura e di grande apparenza…se la sera si occupa di rispondere ai gusti particolari di arabi annoiati, è una possibilità da prendere in seria considerazione, ma non essenziale…per capire chi sia è sufficiente vedere con chi si accompagna o a chi aspira!
Tutti sono lì con l’intento, comprensibile e perfino giusto, di evadere una tassazione italiana così alta da essere indegna di un Paese civile.
Se i fatti e le scelte personali delle donne e degli uomini poco virtuosi d’Italia volati a Dubai, ci possono interessare solo per analisi sociologiche, le loro richieste, bombardamenti in corso, ci riguardano personalmente.
Questi “signori” non sono in grado di fare valutazioni di tipo etico e morale, me ne rendo conto, ma è necessario comunque far loro notare che scegliere di evadere la pur iniqua tassazione italiana esclude poi dal diritto di servirsi dei denari di coloro che a quella tassazione sono sottoposti.
Invocare gli aerei che la Farnesina dovrebbe mettere a loro disposizione significa chiedere che venga messa mano nelle tasche dei contribuenti, ma il contribuente italiano non ha alcun dovere verso colui che ha scelto di non esserlo più.
Le canzonature, gli sfottò con i quali hanno per anni preso in giro i “provinciali”, i “cretini” che rimanevano in patria hanno rotto quel residuo legame con l’Italia che, pure, avremmo potuto considerare in caso di necessità gravissime.
Le risposte taglienti indirizzate a costoro da parte degli utenti della rete sono state impietose, ma non scorrette.
Si può ovviamente scegliere di cercar fortuna altrove, ma a nessuno piace che lo si faccia (l’espatriato è un ambasciatore potente anche se spesso inconsapevole!) esportando il più antico mestiere del mondo o attività, penso ai “fuffaguru”, ai limiti del delinquenziale; men che mai è tollerabile che si denigri costantemente il proprio Paese.
La liason si può spezzare, ma, spezzatala, non è lecito cercare di ricostruirla quando se ne ha bisogno e a spese altrui.
In caso di necessità, magari promettendo servizietti speciali, chiedere aiuto ai clienti che hanno finora lautamente finanziato …Coraggio, è materia vostra, siete del settore…ce la potete fare!
Irma Trombetta
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