Le immagini del cavallo crollato a terra a Roma rappresentano l’ennesimo episodio che impone una riflessione seria e non più rinviabile. Al di là di ciò che accerteranno le autorità sulle cause specifiche dell’accaduto, resta una domanda che non può più essere ignorata: è ancora accettabile utilizzare cavalli per trainare carrozze nel traffico cittadino, sull’asfalto e sui sampietrini, tra il caldo estivo, il rumore e lo smog?
Le botticelle vengono spesso difese in nome della tradizione. Tuttavia, la storia dimostra che non tutto ciò che appartiene al passato merita di essere conservato. Molte pratiche sono state superate proprio perché incompatibili con l’evoluzione della sensibilità collettiva e con il rispetto dei diritti, compresi quelli degli animali.
Non è più epoca
L’immagine romantica della carrozza trainata da un cavallo che attraversa il centro storico di Roma contrasta profondamente con la realtà vissuta dagli animali impiegati in questo servizio. Dietro quella rappresentazione si nascondono fatica, stress, esposizione a temperature elevate, al traffico, ai rumori e a condizioni che, a nostro avviso, costituiscono una forma di sfruttamento e di maltrattamento animale.
Non è necessario attendere l’ennesimo episodio drammatico per comprendere che un cavallo non è un mezzo di trasporto, ma un essere senziente, con esigenze etologiche incompatibili con un impiego quotidiano in un contesto urbano come quello della Capitale.
Trappole per turisti
Chiedere la fine delle botticelle non è una battaglia che riguarda soltanto una parte della società. È una richiesta che dovrebbe appartenere a chiunque abbia una coscienza e ritenga che il progresso di una comunità si misuri anche dal modo in cui tratta gli animali.
Le tradizioni hanno valore quando rispettano la dignità di tutti gli esseri viventi. Quando una tradizione si fonda sull’utilizzo di un animale come strumento di lavoro, costretto a sopportare condizioni incompatibili con il suo benessere, è il momento di avere il coraggio di superarla.
Una città davvero moderna non si riconosce nelle immagini da cartolina, ma nella capacità di scegliere la civiltà, il rispetto e la tutela degli esseri più vulnerabili.
Valerio Arenare
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