Censurato Caio Mussolini (classe 1968), pronipote di Benito Mussolini, il quale ha scritto 3 libri, con un quarto in arrivo, sul nonno.
Libri con un taglio storico comprensibili a tutti, con un sacco di note a piè di pagina, per rimandare ai riferimenti storici e fonti certificate, con un grandissimo lavoro di ricerca, senza scadere nella faziosità.
Libri che alla fine non raccontano nulla di nuovo, ma danno una versione ed una idea, appunto con un taglio storico, senza scadere nella becera propaganda, di fatti accaduti prima e durante il governo fascista, spiegando in modo semplice il perché di alcune scelte e decisioni, avvenute in quegli anni dai principali “attori” del periodo.
Il partigiano Amazon
Il pronipote del Duce però si è trovato l’account di amazon bloccato, senza alcun preavviso, con la pagina del sito a lui dedicata chiusa ed i suoi libri censurati.
I suoi libri erano i primi in classifica per le vendite nella categoria libri storici, ed ora son stati rimossi dalla piattaforma.
Secondo l’azienda la ragione di tale rimozione deriva da una presunta violazione dei termini e delle condizioni d’uso.
Quindi, il buon Caio si è trovato a non poter più vendere i libri, non poterli stampare per portarli in giro per l’Italia nelle varie presentazioni già programmate, e chissa se riceverà i compensi pregressi per il venduto.
La censura online
Si tratta di una censura vera e propria di libri, che dovrebbe far indignare tutti, specialmente agli appassionati della libertà di espressione tanto sbandierata a sinistra, ma che vale solo per le loro idee ed i loro “amichetti”; e dovrebbe far sollevare un polverone mediatico tramite giornali e televisioni, ma si sa che la verità è solamente la percezione di ciò che il volgo vuol sentire e farsi dire ed indirizzare dal solito pensiero unico ed uniforme.
Piena solidarietà a Caio, che speriamo agirà per vie legali su amazon per far valere il diritto sacrosanto della libertà di poter pubblicare libri anche quando le idee contenute son difformi dal pensiero dominante della “mafia antifascista”.
Paolo Ornaghi
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