Le reazioni del sistema e il “ruolo” della sinistra
Abbiamo lasciato depositare il polverone dei commenti degli sconfitti, della stampa internazionale e di quella italiana. Abbiamo anche raffreddato la gioia quasi orgasmica che abbiamo provato (e non ce ne vergogniamo per nulla) non solo per la vittoria di quel partito, ma soprattutto per l’impotente, scomposta e isterica rabbia manifestata dai politici tutti, di falsa destra, di centro e di sinistra, italiani ed europei, dal giornalismo di regime bugiardo e in mala fede, dalla ormai scismatica Chiesa cattolica tedesca, dagli intellettuali cocchieri del decostruzionismo, dell’anti-civiltà, della perversione morale, dell’odio per l’identità etnica, civile e morale dei popoli europei. Inoltre, alcuni commentatori hanno già correttamente ed efficacemente denunciato e stigmatizzato, anche su questo sito, le menzogne, gli attacchi, gli insulti dei progressisti e le falsificanti etichette appiccicate all’AfD: “nazisti”, “ultradestra”, “estrema destra”. Bugiarda e calunniatrice seriale, questa sinistra, da sempre in mala fede.
Ma è tuttavia opportuno, crediamo, aggiungere qualche nota a margine di quel che è successo e delle conseguenti reazioni, per fare più luce su alcuni punti non adeguatamente illuminati dai media mainstream e dal potere dominante che stanno cercando di inquinare e alterare qualsiasi possibile limpida lettura dello straordinario successo dell’AfD.
Innanzi tutto, è in corso un penoso depistaggio sulle cause, sulle motivazioni, sulle ragioni di quel voto che certamente verrà replicato nelle prossime elezioni nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, ove l’AfD sarà comunque il primo partito, e a Berlino. Certo non raggiungerà la strabiliante percentuale del 44% e allora è facile prevedere che i media di regime blatereranno di “sconfitta”, o di “arretramento”.
Immigrazione, criminalità e declino del welfare
In sostanza, perché quasi un elettore su due ha votato per un partito demonizzato da tutti, oggetto di attacchi, calunnie, diffamazioni, menzogne, perseguitato dalla magistratura e dai servizi segreti? Poiché non abbiamo visto, salvo poche eccezioni, un chiaro elenco ragionato delle cause, proviamo a riassumerle.
Innanzi tutto, un’immigrazione selvaggia, massiva, incontrollata (ricordate? Solo la Merkel fece entrare più di un milione di siriani e di altri arabi). Una situazione persino peggiore di quella italiana. Incremento esponenziale della criminalità: assassini, rapine, stupri, insicurezza generale. Collasso del welfare, un tempo additato ad esempio, che non può più sostenere un costosissimo assistenzialismo a beneficio dei migranti (anche di quelli clandestini): siamo a una sorta di parassitismo sociale. Interi quartieri in mano ai musulmani con il conseguente degrado ambientale e delle abitazioni. Crollo dei valori dell’apprendimento nelle scuole, ove spesso la maggioranza degli alunni non parla tedesco (sta capitando anche da noi).
Le politiche dell’Unione Europea e il Green Deal
Poi le conseguenze della feroce dittatura di quella sciagura che è l’Unione Europea: il Green Deal, che ha distrutto il settore automotive tedesco, messo in crisi industrie eccellenti, causato centinaia di migliaia di licenziamenti, imposto una mobilità elettrica costosissima, inefficiente e pericolosa (quelle auto hanno la brutta abitudine di incendiarsi da sole), aumentato a dismisura le auto importate dalla Cina. In Bassa Sassonia, Land che confina con la Sassonia-Anhalt, una fabbrica della Volkswagen ha chiuso grazie alle politiche di Bruxelles ed è stata acquistata dagli israeliani che produrranno armi (ma guarda un po’) e 500/600 persone perderanno il posto. Come pensiamo che voteranno questi neo-disoccupati?
E poi c’è il settore agricolo-alimentare, storicamente avversato dagli autocrati dell’Unione Europea, colpito, in nome dell’ecologia, di una indimostrata e indimostrabile crisi climatica di origine antropica, di una nuova religione, quella verde, mentitrice, intollerante e fanatica; un settore messo in pericolo dalle imposizioni di Bruxelles, dalla chiusura forzata degli allevamenti, dalla concorrenza sleale di paesi extra-europei grazie ad accordi suicidi voluti dalla baronessa von der Leyen, come quello con il Mercosur.
Caro energia, politica estera e la spaccatura Est-Ovest
Tra le cause della crisi industriale, e dei maggiori costi sostenuti dalle famiglie, c’è il caro energia, causato dalle “inique sanzioni” alla Russia e dalla rinuncia al suo gas a buon mercato, dall’inerzia del governo tedesco di fronte al terroristico attentato, operato dai servizi ucraini probabilmente su ispirazione e con il supporto degli USA, ai gasdotti Nord Stream. L’opinione pubblica tedesca, in generale e non solo quella dell’est, non apprezza per nulla la guerra non dichiarata alla Russia, l’isterismo russofobo, il costosissimo e impossibile riarmo, i massicci finanziamenti al dittatore – presidente illegittimo – Zelensky.
Ancora, una ragione squisitamente locale, ma ormai storica: le promesse non mantenute sull’integrazione dei territori ex DDR nella Repubblica Federale. I Länder dell’est sono stati colonizzati, spolpati e quindi spopolati a causa di una immigrazione interna verso ovest.
La cecità della CDU e la deriva liberticida dei media
Invece di analizzare le vere cause della sconfitta e ammetterla con una sincera autocritica, come hanno reagito i vertici della democristiana CDU? Buttandola sul sentimentale, sull’irrazionale: Merz ha sottolineato come i cristiano-democratici non siano riusciti a “stabilire un contatto emotivo con la gente”. Capite? Una mera questione di “contatto emotivo”. Che poi Merz, avvocato multimilionario, ex presidente del consiglio di sorveglianza di BlackRock Germany, sia un pessimo comunicatore, questo è ben noto a tutti. La Merkel, corresponsabile, con il suo favoreggiamento dell’immigrazione di massa, della rovinosa sconfitta della CDU, ha frignato: “Mi sanguina il cuore”. Patetica.
In compenso, incomincia a serpeggiare, soprattutto in questo partito, la tentazione di sconfiggere AfD non nelle urne, ma nei tribunali: in sostanza, metterla fuori legge. Tipico, da Locke a Popper, dell’intolleranza dei liberali. E non solo dei liberali: Nicola Fratoianni ha detto che per fermare gli estremisti, occorre stabilire che in Europa “certe cose non si possono più dire”. In sostanza, rafforzare ancor di più quella censura che già opera in Europa e in Italia contro chi non è allineato al sistema. Ma è possibile mettere fuorilegge un partito che è ormai il primo partito in Germania?
Degna di nota la reazione della stampa mainstream nostrana, dal Corriere a Repubblica, da Avvenire al Manifesto, dal Messaggero alla Stampa: è un coro unanime ben ispirato dai deliri insultanti di un Bonaccini: il votante per AfD è povero, periferico, operaio, giovane (la CDU ha retto solo nel segmento degli ultrasettantenni), ovviamente incolto e ignorante. È straordinario constatare come i raffinati intellettuali liberal-progressisti che monopolizzano i nostri media non si rendano conto (o forse sì) della rozzezza di questa analisi e della pochezza della spiegazione politica. Se ne accorgeranno i loro lettori e gli elettori in generale?
Il giornalismo d’allineamento e il ruolo della Chiesa cattolica tedesca
Ovviamente, ça va sans dire, la reazione della stampa italiana riflette quella tedesca, massicciamente schierata contro l’AfD, ultra-progressista, a favore di una guerra aperta alla Russia. Quanto “equilibrata” possa essere questa stampa lo ha dimostrato qualche giorno fa un giornalista, tale Michael Marten, della Frankfurter Allgemeine Zeitung, la FAZ, testata presunta “autorevole”, che, tra l’altro in casa d’altri, a Belgrado, in una conferenza stampa dell’onnipresente burattino Zelensky, gli ha chiesto: “Cosa possiamo fare noi europei per aiutarvi a uccidere più russi?”. Domanda che rivela, prima ancora che una profonda malvagità, una totale, sesquipedale stupidità.
Una menzione particolare va riservata alle posizioni della Chiesa cattolica tedesca. Questa chiesa è ormai avviata, con il cosiddetto “cammino sinodale”, su posizioni scismatiche ed eretiche: esaltazione della sodomia e dei suoi relativi “matrimoni”, preti sposati, ordinazione delle donne e di individui omosessuali, distruzione della liturgia, anche di quella postconciliare, già distrutta di suo, sovvertimento totale della morale cristiana.
Il Vaticano
Ovviamente il Vaticano, che pure ha scomunicato la Fraternità San Pio X e addirittura i suoi fedeli perché, anche denunciando gli errori del concilio, sono rimasti difensori della Fede, della Dottrina e della Tradizione, della Santa Messa così come è stata celebrata per secoli – la consacrazione dei Vescovi a Ecône è solo un esecrabile pretesto per questa iniqua sanzione – non ha mai neppure alzato la voce contro questa sacrilega “chiesa sinodale”. Ebbene, la chiesa cattolica tedesca ha avuto, prima e dopo le elezioni, parole durissime contro l’AfD e i suoi votanti, arrivando addirittura ad accusarli di avere posizioni incompatibili con il cattolicesimo.
Questa chiesa di Germania, ammesso che sia ancora chiesa, è oggi su posizioni di ultra-sinistra e, ovviamente, rappresenta la punta di lancia di un immigrazionismo urlato ed estremistico. Addirittura, finanzia una delle ONG che trasbordano clandestini dalla Libia alle nostre coste. E ciò nonostante molti intellettuali cattolici abbiano negato, con argomenti anche teologici e alla luce della sana dottrina, che l’accoglienza indiscriminata sia una forma di esercizio della virtù della Carità. Giovanni Paolo II si espresse con parole chiarissime contro un’immigrazione incontrollata. Persino il Catechismo postconciliare pone limiti alla legittimazione dell’invasione.
Piattaforma programmatica ed elettorato cattolico
Sul blog anti-modernista, Duc in Altum, del giornalista vaticanista Aldo Maria Valli, così si esprime un suo abituale contributore, Fabio Battiston: “Ho letto con attenzione la piattaforma politica di AfD. Non vedo alcuna ragione per la quale un cattolico non dovrebbe essere d’accordo con tutti i punti chiaramente esplicitati nei documenti programmatici: no ad aborto ed eugenetica; pieno recupero e sostegno della natalità; controllo dell’immigrazione e lotta alla clandestinità; classi differenziate per disabili; abolizione della tassa statale alla chiesa; lotta senza quartiere a micro e grande criminalità; revisione/ribaltamento totali di assetti, organizzazione, politiche e governance dell’Unione europea; lotta serrata a woke, transgenderismo e lgbtq”.
Non abbiamo nulla da aggiungere se non che, pur in una Sassonia prevalentemente protestante, Ulrich Siegmund, il politico trentacinquenne che ha trionfato alle elezioni in Sassonia-Anhalt con Alternative für Deutschland ed è ora candidato alla presidenza del Land, è stato battezzato e cresciuto nella Chiesa cattolica. Nel 2017 ha smesso di pagare la tassa ecclesiastica (Kirchensteuer) che i fedeli sono tenuti a versare per usufruire dei servizi religiosi, per protestare contro questo miserabile ricatto (o paghi questa tassa o non puoi accostarti ai Sacramenti) che esiste solo in Germania. Ma il vincitore delle elezioni ed esponente, anche nazionale, della AfD è tuttora nella Fede cattolica. Qualcosa vorrà pur dire.
Il fenomeno BSW e le prospettive future
Un’ultima nota: anche a destra, va guardato con attenzione il successo del partito di Sahra Wagenknecht, BSW, che è riuscito a entrare nel parlamento del Land, superando la soglia/tagliola del 5%. Il BSW si è dichiarato disponibile a votare, con i suoi 5 deputati, Ulrich Siegmund alla presidenza del Landtag, il parlamento del Land. Vedremo i possibili sviluppi.
Il BSW è un’interessante realtà politica, non affetta da russofobia, che gli avversari si sono affrettati a definire astiosamente rosso-bruna perché unisce un programma assai avanzato da un punto di vista sociale ed economico, decisamente anticapitalista, se non socialista, a una visione conservatrice e nazionalista, fortemente contraria al wokismo e all’immigrazionismo. Nella nostra storia politica, lo definiremmo un partito di destra sociale “spinta” o di sinistra nazionale. Vi ricorda nulla?
Antonio de Felip
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