Ovvero, i 7 principali crimini politici italiani non sono più un mistero.
Dopo tanti anni, potremmo oggi dichiarare la fine dei sette principali misteri italiani anche se le verità non sono del tutto quelle processuali. Sappiamo comunque ormai tutto sulla strage di Piazza Fontana, sulla strage di Ustica, sulla strage di Bologna, sulle stragi di Palermo e persino sull’omicidio al Monte dei Paschi di Siena.
Chiunque si fosse interessato aveva già capito cosa era successo veramente, nonostante la cortina fumogena generata da un Conclave antifascista operante dal 1969 per nascondere la realtà degli eventi. Nel Conclave ci sono giudici del Csm, l’organo massimo di controllo della magistratura, alti gradi dei servizi segreti, membri della Corte costituzionale, membri della Corte dei conti, vertici dei vescovi italiani, rappresentanti della Casta dei 100.000 e ovviamente i giornalisti alimentati nelle notizie dai giudici del Conclave, ovvero quasi tutti.
Avete presente l’ovazione ricevuta recentemente da Ranucci davanti all’associazione dei magistrati riunita nell’aula magna della Cassazione? È un connubio del Conclave. Chi presiede il Conclave? Lo conosco bene ma non ve lo cito, lascio la posizione alla vostra immaginazione. Basta così? No, non basta così, quando qualche granello rischia di infastidire l’ingranaggio della memoria collettiva antifascista così come creata dal Conclave, allora entra inazione la Spectre rossa e lì si contano i cadaveri.
Insomma, c’è già la fine dei misteri e qui ne elencheremo i 7 più importanti.
Per ogni mistero, daremo tre livelli, partendo dalla disinformazione raggiunta, fino all’eventuale azione perpetrata dalla Spectre rossa, secondo lo schema seguente:
- Memoria collettiva antifascista conquistata
- Azione del Conclave ai limiti della legalità
- Azione della Spectre rossa spesso con morti che camminano
Iniziamo.
PIAZZA FONTANA È LA MADRE DI TUTTE LE STRAGI ED È FASCISTA
Azione del Conclave antifascista
La strage voleva rappresentare il tentativo anticomunista di condurre l’Italia a un golpe della Nato come quello dei colonnelli in Grecia, ipotesi favorita dalla condizione che veramente una buona parte della destra se lo augurava. Invece la Nato favorì l’arresto di valanghe di gruppi fascisti fuori dal sistema di potere ma questo fu solo un aspetto secondario degli obiettivi della sinistra, il vero obiettivo fu la rigenerazione di un sentimento antifascista utile a invadere le istituzioni: magistratura, Corte costituzionale, Corte dei conti, Presidenza della Repubblica, alti gradi dei servizi segreti e Casta. Questa era la strategia dettata da Gramsci per consentire di comandare un Paese anche senza vincere le elezioni.
Azione della Spectre rossa
Furono fatte sparire le indagini compiute dalle Brigate Rosse dalle quali risultava che l’attentato fu compiuto da un gruppo di anarchici dissidenti. Perché è fondamentale questa indagine perché fu operata tra compagni della stessa parte politica e da un’organizzazione autorevole come le Br. I brigatisti interrogarono il professor Paolucci (con un video) che aveva ricevuto la testimonianza del tassista Rolandi circa Valpreda portato davanti alla banca, avevano anche interrogato tutti i militanti anarchici del circolo Ponte della Ghisolfa e del circolo Scaldasole. Avevano poi accertato che il commissario Calabresi fosse realmente stato ammazzato da gente di sinistra, visto che iniziavano a circolare voci che anche quell’omicidio fosse stato commesso dai fascisti (Nardi e soci), avevano anche verificato un dissidio tra Valpreda e Pinelli di poco tempo precedente la strage (litigarono varie volte, una volta a Empoli davanti a tutti).
Dopo tutte queste verifiche, le Br stabilirono che l’attentato fu casuale (la banca doveva essere chiusa) e compiuto dagli anarchici che Pinelli aveva cacciato dal circolo. Non chiarirono l’aspetto di come fosse arrivato l’esplosivo e si attennero alle voci che potesse anche essere arrivato da un gruppo fascista. Vero o meno che fosse, di sicuro i fascisti furono solo un fornitore ma l’organizzazione e la gestione dei quattro attentati fu direttamente eseguita da quel gruppo di anarchici dissidente. Questi verbali e quella registrazione video furono trovati nel covo brigatista di Robbiano di Mediglia e furono confermate dal capo Br Franceschini in una sua audizione successiva.
A quel punto entrò in azione la Spectre rossa che fece sparire tutti quei documenti. Poiché il giudice Caselli era riuscito a inviare la registrazione salvata del professor Paolucci al tribunale di Catanzaro dove si svolgeva il processo per la strage, la Spectre rossa entrò di nuovo in azione e fece sparire pure quella prova dal tribunale di Catanzaro. Così una strage involontaria degli anarchici diventò per sempre la madre delle stragi dei fascisti e tale è rimasta nella memoria collettiva, contribuendo sì a una svolta autoritaria, ma di sinistra.
L’AEREO FU ABBATTUTO AD USTICA A CAUSA DI UNA BOMBA NELLA TOILETTE
Azione del Conclave antifascista
I francesi, teoricamente alleati degli italiani, non sopportavano le ingerenze in Africa. L’Africa doveva essere una loro proprietà personale, così venivano mal visti gli accordi tra l’Italia e Gheddafi. Anche Israele vedeva malissimo quegli accordi perché Gheddafi appoggiava apertamente la lotta dei palestinesi. Fatta questa premessa, succedeva che l’Italia consentiva il passaggio dei mig libici che andavano a rifornirsi di ricambi in Cecoslovacchia (allora nel blocco sovietico) e, in alcuni casi si sospettava pure di trasporti per cure medicali, anche per lo stesso Gheddafi. I mig libici si mettevano sempre in coda agli aerei passeggeri italiani per non essere intercettati dai missili che seguivano le scie di calore, in quanto un missile lanciato poteva colpire l’aereo passeggeri anziché il mig.
I francesi minacciarono gli italiani di smetterla con quei favori, dissero: “O lo fate voi, o ci pensiamo noi”. Così ebbero la notizia che un mig libico era decollato per seguire la scia dell’aereo dell’Itavia partito da Bologna per Palermo e credettero anche che a bordo del mig ci fosse anche Gheddafi. Lanciarono due missili, uno colpì il mig e l’altro colpì l’aereo passeggeri, 81 morti. I media italiani, imbeccati dal Conclave, subito accusarono i fascisti (Marco Affatigato) di aver messo una bomba a bordo dell’aereo per un attentato. Iniziarono dei sospetti e allora, dopo ben 14 anni fu redatta una perizia (re. Misiti) che dichiarava di una bomba a bordo scoppiata nella toilette dell’aereo.
E questa verità rimase tale per 27 anni, fino a quando Cossiga e Amato si pentirono e dichiararono si essere stati subito avvertiti dall’ammiraglio Martini, capo del Sismi (servizi segreti), che gli aveva spiegato del missile. Amato ha recentemente dichiarato che Craxi aveva pure avvertito personalmente Gheddafi di non partire nel timore di quanto poteva accadere.
Azione della Spectre rossa
Alla sinistra faceva comunque comodo accusare i fasciti della strage e anche l’associazione dei famigliari delle vittime, controllata dal Conclave, si atteneva a quella linea. Fu quindi redatta una perizia favorevole alla bomba, ma restava il problema dei militari che avevano visto la scena dalle stazioni radar e dei piloti che erano in volo di ricognizione quella notte e videro la stessa scena. Il giudice Priore contò 12 morti sospette tra chi avrebbe dovuto testimoniare da lui: impiccagioni fasulle di uomini-radar o incidenti strani a piloti in ricognizione quella notte, poco prima delle audizioni, mai avvenute. La Spectre rossa non tollera le delazioni e, per di più, l’atteggiamento di favore con la Nato, una volta caduto il Muro di Berlino, aprì la strada a dei rapporti di grande amicizia con i vertici della sinistra.
I FASCISTI PREPARANO LA STRAGE DI BOLOGNA PER UN ANELITO SUPREMATISTA
Azione del Conclave antifascista
La strage di Ustica poteva compromettere i rapporti tra gli elettori italiani e la Nato, 81 morti causati dall’arroganza di un presunto alleato dimostravano più un atteggiamento di occupazione coloniale. Diventò quindi necessario mascherare la strage di Ustica con un evento altrettanto traumatico e una nuova strage, questa volta da attribuire inequivocabilmente ai fascisti, avrebbe spostato l’attenzione di tutti e la spostò.
Azione della Spectre rossa
Fu così che, pochi giorni prima della strage alla stazione, il Sismi cominciò ad apparecchiare la scena in modo da incolpare subito i fascisti. Un maresciallo dei carabinieri, Francesco Sanapo, fu incaricato dal Sismi di costruire delle prove attorno a una valigia contenente lo stesso tipo di esplosivo utilizzato per il botto alla stazione. Tutto il depistaggio finì in fumo perché Sanapo, dopo la strage, si pentì e raccontò dell’incarico ricevuto.
I capi di Sanapo, Belmonte e Musumeci alti gradi del Sismi, furono condannati a 9 anni di galera (mai fatta ovviamente) ma qui entrò una seconda volta in azione la Spectre rossa. Si doveva assolutamente evitare il collegamento tra il depistaggio di fine luglio 1980, con la bomba di inizio agosto 1980, altrimenti sembrava che la bomba l’avesse messa il Sismi, invece dei fascisti. Fu impedito il collegamento tra l’indagine sul Sismi e il processo di Bologna, benché la sentenza di Cassazione sull’accaduto parli di “continuità” dell’evento. Se qualcuno provava a insistere finiva impiccato o volava dalla finestra, e nessuno ci provò mai.
LA STRAGE DI BOLOGNA VIENE COMPIUTA DAI FASCISTI
Azione del Conclave antifascista
Ormai molte stragi erano in odore di servizi segreti e, di fatto, oggi non vengono più celebrate alla kermesse antifascista di Bologna con il sindaco Lepore e dell’associazione dei famigliari delle vittime, controllata come al solito dal Conclave. Non si parla più dell’Italicus, di Ustica, del rapido 904, dei crimini della Uno Bianca, non più attribuibili ai fascisti. Allora si deve costruire una prova certa di un “fascista” che mette la bomba alla stazione, così anche il compagno cardinale Zuppi può festeggiare con il Conclave ogni 2 agosto e si può corroborare il fronte antifascista che domina in tutte le istituzioni: Csm, Sismi, Sisde, Corte costituzionale, Corte dei conti, Casta, Ranucci vari e presidenza della Repubblica.
Azione della Spectre rossa
Il maresciallo del Sismi, Paolo Bellini, si incarica dell’esecuzione della strage e gli viene costruita addosso l’immagine del fascista. Serve tutto ciò perché le accuse montate contro la Mambro, Fioravanti, Ciavardini e Cavallini sembrano tutte debolissime e pretestuose. Già ci furono le accuse contro Delle Chiaie e altri poi crollate nel ridicolo e nell’accusa in Svizzera per corruzione (200 milioni) verso un finto pentito pescato dai giudici di Bologna. Accuse finite anche con gli omicidi di due avanguardisti risultati innocenti, Palladino e Pagliai.
Questa volta, il depistaggio sembrava ben congegnato ma purtroppo oggi si scopre come Bellini è un maresciallo del Sismi dai verbali presso i tribunali di Firenze, Roma e Palermo. Bellini nel tempo venne incaricato di varie missioni sia delicate sia criminose: presa in carico di dissidenti in Africa, tre omicidi per conto della ‘ndrangheta, trattativa tra la mafia e lo Stato per la liberazione di cinque mafiosi pesanti (Brusca, Liggio, Gambino, Pullarà e Calò).
Adesso, venuto fuori il pasticcio, la Spectre rossa deve far sparire Bellini prima che si scopra ancora qualcosa su di lui o prima che se la canti. Sarebbe un disastro per Ranucci, Lepore, Zuppi, la Gruber e via dicendo, vedersi dichiarare che neanche la strage di Bologna era stata una strage fascista. Ma Bellini ha già fatto sapere di aver richiesto l’eutanasia, così lo fanno sparire in stile Narducci (da Foligno) e gli creeranno una quinta identità, dopo quelle di Bellini, Da Silva, Oronzi e Aquila selvaggia.
LE STRAGI DI PALERMO SONO IN CONNUBIO TRA FASCISTI E MAFIA PER LA PRESA DEL POTERE
Azione del Conclave antifascista
La massima del giudice Falcone per indagare sulla mafia era: “Segui i soldi”. Ovvero, era inutile costruirsi voli pindarici su complotti della mafia col fine di conquistare il potere politico, alla mafia interessano prima i soldi. Di conseguenza, le indagini di Giovanni Falcone non erano sulle fantasiose alleanze tra mafia e fascisti che, con gli omicidi dei giudici punterebbero a conquistare il potere a Roma, Falcone indagava sui ricchi appalti di cui si voleva impadronire la mafia. Non stava indagando sui fascisti e non ne aveva l’intenzione ed è stato ammazzato per le indagini sugli appalti in Sicilia.
Dopo il suo omicidio, l’amico e collega Paolo Borsellino con estremo coraggio raccolse la pista degli appalti ma un gruppo di giudici di sinistra, tra i quali Lo Forte e Scarpinato, si riunì in assemblea per bloccare le indagini di Borsellino. Tutto ciò, 5 giorni prima che venisse ammazzato. Borsellino se ne fregò del blocco e, il giorno prima di saltare in aria, prelevò in tribunale un fascicolo su un omicidio per gli appalti. C’è anche il dubbio che tra gli appalti indagati da Borsellino ci fossero anche quelli di alcune cooperative rosse di Bologna forse già presenti in Sicilia.
Azione della Spectre rossa
Dopo la bomba contro Falcone, una seconda bomba fu massa contro Borsellino dalla Spectre rossa, ormai, lei sì, in combutta con la mafia da vario tempo. Da questo secondo omicidio, fu chiaro il segnale per tutti i giudici se qualcun altro avesse avuto l’intenzione di fare l’eroe e così non fu necessario continuare ad ammazzarne. Se il Csm non teme le azioni della Spectre rossa, dovrebbe oggi far sapere pubblicamente cosa dissero i giudici interrogati dopo l’omicidio di Borsellino, visto che avevano tentato di bloccarne le indagini sugli appalti e visto che furono interrogati. Paura della Spectre rossa? Ad ogni modo, la Spectre rossa, presente durante il botto di via d’Amelio, fece subito sparire dalla scena della strage l’agenda di Borsellino e il fascicolo prelevato dal tribunale di Palermo il giorno prima. Invece non fu necessario far sparire niente del fantomatico complotto fascio-mafioso, a Borsellino sembrava ridicolo.
IL GIUDICE SCARPINATO VIENE PERSEGUITATO DAI FASCISTI
Azione del Conclave antifascista
Roberto Scarpinato da Sciacca, è oggi un senatore del M5S, ma al tempo delle stragi di Palermo era il procuratore generale ed era già manifestamente un giudice di sinistra. Ovviamente Scarpinato è uno dei sostenitori delle trame fascio-mafiose e, a suo tempo, era tra i massimi promotori del blocco delle indagini di Borsellino sugli appalti. Scarpinato è anche uno dei membri della commissione antimafia ma si è da poco lamentato perché la procura di Caltanissetta lo starebbe intercettando da tempo.
E la Spectre rossa che fa ora, entra di nuovo in azione?
Non sappiamo se davvero la procura di Caltanissetta stia intercettando Scarpinato, per paradosso, attuale membro dell’Antimafia, ma, di sicuro, riteniamo che Scarpinato dovrebbe rispondere su alcuni dubbi riguardanti la sua persona, secondo quanto segue:
È vero che la famiglia Fauci è da considerarsi in odore di mafia?
È vero che Angelo Siino era considerato il ministro dei Lavori pubblici di Cosa Nostra?
È vero che Salvatore Fauci era in rapporti con Angelo Siino?
È vero che Rosaria di Grado amministrava la società Cesa?
È vero che Rosaria di Grado è la moglie di Salvatore Fauci?
È vero che la società Cesa ha acquistato un immobile di proprietà della famiglia Scarpinato?
È vero che l’immobile fu pagato 690 milioni a fronte di un valore effettivo di 300 milioni?
Come si giustificherebbe questo sovrapprezzo di 390 milioni?
È possibile che Salvatore Fauci facesse parte delle indagini di Paolo Borsellino?
È possibile che Salvatore Fauci sia tra i beneficiari del blocco delle indagini di Borsellino?
È possibile che tra le società indagate da Borsellino per gli appalti ci fossero anche il Consorzio delle Coop di Bologna, la Cmn di Ravenna e la Coop di Comiso?
È eticamente possibile per Scarpinato rimanere nella Commissione antimafia se prima non vengono chiariti questi gravi dubbi di fronte alla Commissione stessa?
L’ALTO DIRIGENTE DI MPS SI È SUICIDATO PER FRAGILITA’ PERSONALI
Azione del Conclave antifascista
David Rossi era un alto dirigente del Monte dei Paschi di Siena. La banca aveva accumulato perdite per 22 miliardi che sono state ripianate costantemente dallo Stato coi soldi dei cittadini. Se non ci fosse stata quella continua immissione di miliardi, tutti gli amministratori di Mps e molti dei principali direttori avrebbero rischiato un processo per bancarotta fraudolenta, aggravata da un’associazione a delinquere. Prestare soldi con il capitale perso, si configurerebbe come una distrazione di fondi, tipica della bancarotta. Roba da 15 anni di galera e non è detto che i rischi siano ancora tutti scongiurati. Resterebbe comunque da capire chi sono i beneficiari di quel buco da 22 miliardi, perché a qualcuno è pur finito tutto quel fiume di soldi. Per esempio, gli insoluti potrebbero essere dei prestiti mai restituiti e scarsamente garantiti, e sarebbe bello vedere a quanti amici di sinistra saranno stati erogati tutti quei miliardi.
Azione della Spectre rossa
Non risulta mai avviata un’indagine per bancarotta fraudolenta, stranamente. Qualcuno l’ha bloccata con la forza? Si possono avere i nomi dei percettori dei prestiti più grossi mai restituiti? Si è anche molto parlato di strane feste (o festini?) tra i top manager della banca e dei giudici che avrebbero dovuto indagarli, ci sono state indagini archiviate (a Genova)? Come sono state archiviate? Il 6 giugno 2013 il manager David Rossi vola giù dalla finestra del suo ufficio e per quasi 10 anni si parla di un suicidio dovuto a delle sue presunte fragilità ma poi, finalmente, una perizia chiarisce che è stato buttato giù con la forza. Un omicidio. Si è anche appreso che Rossi stava andando a parlare con dei giudici di Milano esperti di bancarotta. Ci sarebbe andato due giorni dopo il suo volo dalla finestra. La Spectre rossa si occupa delle crisi di coscienza.
Carlo Maria Persano
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:






































































