L’esercizio della carità cristiana di fronte alla scomparsa
Farò lo sforzo, scrivendo questo articolo, di ricordarmi di essere cattolica, ma è uno sforzo grosso e prego Dio me ne renda merito, perché parlare di Emma Bonino senza esultare per la sua dipartita è un atto di carità che le mie povere forze spirituali sostengono a malapena. Di lei ricordo le migliaia di aborti procurati, la soddisfazione nel procurarli e il lavoro costante perché ne venissero procurati sempre più, con quella leggerezza beffarda e strafottente che arreca grandi soddisfazioni, ma solo ai perversi. Una soddisfazione bestiale, luciferina, la sua, che ha espresso per una vita intera mentre propagava morte e scannamenti, morte e droga libera, morte e immigrazione selvaggia.
Le battaglie politiche e l’attacco ai più deboli
C’è chi scrive che la Bonino ha scelto di esporsi, di stare dentro battaglie difficili. Non è vero: sono tutte fregnacce. La Bonino ha scelto le battaglie più facili, le più vigliacche, quelle contro i deboli. Si è schierata contro i bimbi in utero, contro i giovani fragili mediante la liberalizzazione della droga, contro i lavoratori attraverso l’abolizione dei contratti collettivi e la liberalizzazione del collocamento privato, contro i malati proponendo assicurazioni private per lo smantellamento del servizio sanitario, contro la salute sostenendo la legittimità del green pass, contro i popoli oppressi rivelandosi filosionista fino al midollo e contro la libertà facendosi fautrice dell’obbligatorietà del vaccino Covid. Scrisse perfino una lettera a La Stampa per sollecitare ulteriori vaccinazioni quando dubbi ed ombre funeste si addensavano sulle conseguenze che queste stavano scatenando su un numero già allora elevatissimo di inoculati.
Il giudizio della storia e le reazioni della Chiesa
Un solo vero merito credo abbia la Bonino davanti a Dio, seppure un merito indiretto: ci ha fatto intendere chi fosse Bergoglio, il quale, in una dichiarazione che avrebbe dovuto causare uno scisma non sanabile in meno di un millennio, la qualificò con l’appellativo di “grande italiana”. Oggi che il suo corpo giace nella tomba la piangono le femministe e gli ebrei. Lascio a loro, con gran sollievo, lacrime, necrologi balordi e assurdi attestati di stima. Noi cristiani supplichiamo Dio di non permetterci di cadere in nessuna delle trappole che ella ci ha teso e di non consentire che mai, in nessuna circostanza, in qualsivoglia modo, le si assomigli.
La speranza nella misericordia divina
Consci che è possibile, ma difficile, il pentimento finale per chi ha condotto una vita intera contro Dio, sappiamo che sarebbe imperdonabile non sperare che quel pentimento ci sia stato. Ricordando a fatica, ma doverosamente, che la battezzata Emma Bonino è nostra sorella, preghiamo che la grazia abbia sfiorato la sua anima che tanto errò. I bimbi che non ha fatto nascere, i giovani uccisi dalla droga, le vittime dell’immigrazione selvaggia e dei vaccini avranno la loro giustizia, ed Emma Bonino la sua. Che questa giustizia sia edulcorata dalla Misericordia infinita e che Questa le abbia aperto le porte del Purgatorio e serrate quelle dell’Inferno è una flebile, ma doverosa speranza. Lei uccidendo i bimbi in utero rideva, noi alla sua morte preghiamo: a lei che non ha avuto pietà, pietà venga concessa; a lei che non ha permesso che migliaia di bambini vedessero la luce, Dio la mostri:
Réquiem ætérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis.
Requiéscant in pace.
Amen.
Irma Trombetta
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Articolo molto bello ed esplicativo