Lo Stato arretra, la magistratura assolve, le forze dell’ordine vengono aggredite: chi difende l’italia perbene oggi è solo.
In queste ore, gira sul web un incredibile filmato, in cui si vede un’orda di immigrati che tenta di linciare un ragazzo, davanti a una pattuglia di carabinieri inerme e a sua volta minacciata.
Un branco di extracomunitari assalta una pattuglia dei carabinieri.
Succede in Italia, non in una zona di guerra, ma in uno Stato che dovrebbe garantire ordine e sicurezza. Invece, chi indossa una divisa viene lasciato solo, aggredito, umiliato. E peggio: chi lo aggredisce trova ancora chi lo giustifica, chi invoca il “contesto”, chi parla di “fragilità sociale”. Un’ipocrisia criminale, che sta demolendo ogni certezza.
Questo video, diventato virale e visibile qui, non è solo una notizia: è un campanello d’allarme per ogni città, Bologna compresa, sempre più travolta da episodi di criminalità crescente e impunità diffusa.
La magistratura non è innocente in tutto questo. Troppi processi senza pene reali troppi rilasci immediati troppe assoluzioni per “fatti lievi”.
Ma aggredire un carabiniere non è mai un fatto lieve. È un attacco allo Stato. E chi lo compie deve scontare ogni giorno della condanna.
Altro che rieducazione: qui serve esempio, severità, reazione. Altrimenti la giustizia diventa farsa, e chi difende la legge finisce per sentirsi più esposto dei delinquenti.
Viviamo in un paradosso nauseante: chi rispetta le regole viene lasciato indietro, mentre chi le calpesta viene protetto da uno Stato che ha paura di punire.
E tutto in nome di una falsa inclusione, che non distingue più tra chi chiede aiuto e chi invece si impone con la violenza.
Ma la criminalità non è una cultura, è una minaccia. E chi la porta, dovunque sia nato, va fermato. Punto.
Ogni aggressione a una forza dell’ordine è un fallimento collettivo. Ma soprattutto è un prezzo altissimo che stiamo facendo pagare ai cittadini onesti: italiani, stranieri integrati, giovani che credono ancora nella
legalità.
Il conto è sociale, economico, psicologico. E la verità è che non ce lo possiamo più permettere.
Chi mena, distrugge, disprezza le nostre regole non ha più spazio qui.
La giustizia deve tornare ad avere un significato concreto. E la magistratura, se vuole essere credibile, deve smetterla di fare filosofia e tornare a difendere lo Stato. Chi aggredisce un carabiniere va condannato in fretta e in modo esemplare. Perché un’Italia dove chi serve lo Stato viene pestato e chi lo pesta esce dopo due giorni, non è un Paese civile. È una resa.
Qui puoi visionare il video e ne puoi trovare altri su youtube







































































