Intervenga con forza la Chiesa
Il Libano, in merito al quale San Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica a tutti i vescovi della Chiesa Cattolica sulla situazione nel Libano, nel 1989 sollecitava la “fraterna solidarietà per i nostri fratelli del Libano che continuano ad essere vittime di una impietosa violenza, da nessuna causa giustificata […]. Noi prendiamo coscienza dell’estremo pericolo che minaccia l’esistenza stessa del Paese: il Libano non può essere abbandonato nella sua solitudine […].
Ho soprattutto parlato come Pastore della Chiesa Universale in favore dei cristiani e, naturalmente dei cattolici in particolare, i quali, a fianco dei fratelli musulmani, vivono e testimoniano in Libano la loro fede […]. Per loro, oggi assediati dalla violenza delle armi e della parola, la Chiesa tutta intera ha il dovere di “mobilitarsi” […]. Il Libano è qualcosa di più di un Paese: è un messaggio di libertà e un esempio di pluralismo per l’Oriente come per l’Occidente. La scomparsa del Libano diverrebbe senza alcun dubbio uno dei più grandi rimorsi del mondo. La sua salvaguardia è uno dei compiti più urgenti e più nobili che il mondo contemporaneo deve assumersi”.
Il modello Libano
Allora come oggi, il Libano, modello di convivenza civile e di 17 confessioni religiose, subisce una guerra di altri sul suo territorio. Quotidiani e indiscriminati bombardamenti israeliani su Beirut e sud del Libano stanno causando migliaia di morti civili, ed il Paese dei Cedri, ben presto, diventerà un’altra Gaza. Lo Stato ebraico, con la complicità storica degli Stati Uniti, sta commettendo crimini contro l’umanità senza mai nessuna condanna o sanzione da parte delle comunità internazionali, dei governi e delle forze politiche europee ed italiane, anzi, le stesse, supportano il governo israeliano con armi, componenti e tecnologia.
Non lasciamo massacrare i nostri fratelli libanesi con l’indifferenza e il silenzio!
È necessario fare proprio il messaggio dell’allora Papa Giovanni Paolo II e che da Roma, centro della spiritualità mondiale, la Chiesa Cattolica, insieme ai rappresentanti delle altre religioni, alzi con fermezza la voce di condanna contro i crimini di Israele, e dei suoi alleati, per porre fine ai bombardamenti ed all’aggressione militare.
Vittorio Gigliotti
Presidente di Cantiere Laboratorio
e Osservatorio sulle Comunità Cristiane in Medio Oriente







































































