Chi fosse turbato dalla tentazione di avanzare angosciose riserve sul tasso di democraticità ormai acquisito dalla destra, dovrebbe sentirsi indotto a salutari e realistiche resipiscenze, a fronte delle querule esternazioni con cui i suoi rappresentanti protestano accoratamente a più riprese la loro fedeltà ai sedicenti “valori” resistenziali e costituzionali.
Ogni ansia per il riaffioramento di temuti “oscurantismi”, ogni preoccupazione per la
reviviscienza di paventate ambizioni retrive, che si credevano disperse dai lumi sfolgoranti del progresso, è comunque votata a dissolversi dinanzi alla non sorprendente decisione governativa di indire pubbliche e laiche onoranze alla salma di Emma Bonino.
Anche in questa occasione, gli esaltatori del male radicale non hanno lesinato la loro consuetudine di sovrapporre alla realtà dei fatti una coltre di accattivanti e pietose menzogne; e si sono cimentati, di comune e trasversale accordo, in una grottesca rappresentazione del generoso altruismo che avrebbe animato le scelte e le decisioni della nota esponente progressista.
Tra gli argomenti capziosi adotti dai responsabili del disastro che ha sconvolto la logica e la morale, figurano i pretesti di un umanitarismo antitetico all’amore e racchiudente nei suoi estenuati languori i germi della sopraffazione e dell’arbitrio.
Non è dunque irragionevole pensare che il governo vindice di una confusa e contraddittoria identità di cui farebbero parte (non è dato sapere come) i “valori cristiani”, decantando la virtù repubblicana della suddetta Bonino giudichi positivamente la perversa campagna condotta a suo tempo dai radicali e sostenuta dal mondo della sovversione, al fine di patrocinare e perpetrare la strage d’innumerevoli innocenti, soppressi in nome dei deliri ideologici della disgregazione e della degradazione.
Lo scempio del Diritto naturale
È certo che nel deliberato scempio commesso a danno del diritto naturale, i radicali si sono grandemente giovati degli effetti corruttori ascrivibili alla prolungata egemonia culturale del marxismo; del pari, non sussistono dubbi sulla coerenza-rispondenza fra la loro tetra passione mortifera e l’esplicito appoggio alle strategie del mondialismo capital-massonico.
Il turbo-capitalismo, che assorbe la società nei circuiti asfittici del parassitismo usurario, oltraggia la sacralità dell’unione matrimoniale, perverte il fine della sessualità e favorisce la selvaggia dissipatezza del pensiero chimicamente modificato.
Il destinatario del mostruoso progetto perseguito dai cascami dell’azionismo e dagli agenti di Soros, è un uomo atomizzato, privo di mete trascendenti e avvolto nel bozzolo di convinzioni prefabbricate, utili a rassicurarlo del singolare privilegio di appartenere al migliore dei mondi possibili.
In occasione del concorso di pubblico, compreso di riconoscente ammirazione per la statura morale della femminista e abortista Bonino (una cronista della Rai non si è peritata a tale riguardo di ricorrere alla parola “pellegrinaggio”!), il regime ha unitariamente confermato e ribadito la sua essenza anti-Cattolica.
Potranno bastare gli omaggi resi a chi ha fatto dell’odio per la legge divina una ragione di vita, a persuadere finalmente i cattolici fiduciosi nel qualunquismo destrorso che la liberal-democrazia assume la natura umana decaduta come criterio giustificativo della libertà?
Paolo Rizza
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