Il capitalismo per dominare il mondo ha dovuto eliminare l’avversario più pericoloso, la famiglia unico ente della società non basato sul profitto, ma sul dono.
La più antica forma di aggregazione umana dove i sentimenti legano le persone e permettono la prosecuzione della specie è stata un ostacolo per la diffusione del nuovo modello sociale fatto di produzione e consumo.
Per distruggere la famiglia e isolare i suoi membri rendendoli schiavi degli acquisti, dei farmaci e delle droghe, si doveva colpire l’architrave su cui l’istituto primario si reggeva: il padre.
Una società individualista, atomizzata, fatta di singoli soli si poteva realizzare annientando la figura ordinatrice e protettrice.
Senza padri si colpisce direttamente la comunità smembrandola, annullando l’identità fatta di tradizioni, cultura e folklore.
Un modo subdolo per annichilire le menti sciogliendo legami naturali per sostituirli con sovrastrutture artificiose e vuote, nuclei monofamiliari fatti di solitudine e alienazione.
Simbolo di isolamento
Una famiglia di un solo membro non è una vera famiglia, ma il simbolo dell’isolamento affettivo e sociale, la negazione dei legami naturali su cui si è sviluppata la civiltà.
Il frutto avvelenato della solitudine è l’inverno demografico, il crollo delle nascite e la fine della stirpe, con la perdita della memoria familiare e storica del popolo.
Strappare gli uomini dai campi e farne schiavi delle macchine industriali è stata la prima fase dell’attacco alla famiglia, rimasta indifesa e priva di guida spirituale.
Appropriatosi della forza maschile il grande capitale ha sfruttato le donne e i bimbi legati ai telai come schiavi per paghe da fame, arricchendo smisuratamente i padroni delle filande.
L’egoismo movente psichico del capitalismo ha creato grande accumulo di denaro per pochi a scapito di tutti, sentimento dovuto all’invidia dei mercanti borghesi che volevano prendere il posto di una nobiltà decaduta e senza più valori.
Il nemico da eliminare
Il padre era il nemico da eliminare per creare il nuovo mondo senza patrie, senza sentimenti, senza famiglie, la società dove gli amici non si abbracciano, non si conoscono nemmeno fantasmi dei social network.
Il padre oltre ad essere presenza fisica fondamentale nella famiglia e nella società è un archetipo dell’Inconscio Collettivo, figura simbolica incarnazione dell’autorità e della legge.
Nello sviluppo del bambino scioglie il rapporto simbiotico con la madre facendone un individuo a se stante, dinamica essenziale per la formazione del futuro adulto.
Il padre protegge, dà la disciplina, punisce stabilendo le regole da rispettare, sorregge e guida i figli nell’avventura della vita.
La scomparsa del padre provoca il narcisismo dei figli iperprotetti dalle madri, maschi deboli e succubi delle figure femminili che inconsciamente temono.
L’assenza dei divieti paterni genera la mancanza di regole morali e del senso di colpa causa del disturbo antisociale di personalità.
Società caotica
La società contemporanea è caotica per l’assenza dei confini tracciati dai padri, dei valori virili da loro trasmessi, fondamentali per la formazione della personalità maschile, ma anche per lo sviluppo dell’Animus, l’inconscio femminile.
L’archetipo paterno è come quello del Guerriero, rappresenta il coraggio, la forza interiore, la disciplina e difende dalla paura.
E a quello del Senex, il vecchio, che rappresenta la saggezza, la stabilità e l’esperienza fonte di equilibrio.
Come ogni archetipo anche quello del padre ha una doppia polarità, in quella negativa all’autorità si sostituisce la coercizione, la violenza dispotica dell’autoritarismo.
Padri svalutati figli di uomini senza regole educano una prole fragile, l’assenza totale della figura paterna provoca il danno maggiore in giovani maschi che non diventeranno mai uomini.
Non basta la festa commerciale del papà, fatta di regali e smancerie sdolcinate, va rivalutata la figura paterna nella sua totalità.
Si deve riportare il padre al centro della famiglia, dalla quale è stato espulso ed esautorato, per la strategia demoniaca di scioglimento di questo istituto e del processo di colpevolizzazione dell’uomo bianco.
Una famiglia forte permette il ritorno ai valori dello Spirito, la difesa della civiltà contro il disfacimento della perversione contemporanea.
Salviamo i papà sminuiti, buttati fuori di casa e dimenticati, salveremo la famiglia e la comunità.
Roberto Giacomelli
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