Il ministro Crosetto pensa al ripristino della leva, abolita nel luglio del 2004 e con l’ultimo scaglione chiamato nel 30 giugno 2005.
Il progetto prevede non la reintroduzione dell’obbligatorietà o con un arruolamento forzato di giovani inesperti e renitenti alla cosa, ma una formula su base volontaria che affianchi le Forze armate nei contesti più delicati.
Va detto che dalla sua abolizione ciclicamente qualcuno del governo riportava in auge la cosa, ma va anche detto che secondo il Censis gli italiani non solo non sono favorevoli alla reintroduzione di una leva obbligatoria, ma, nel caso dovesse scoppiare un conflitto che ci riguardi le persone tra i 18 e 45 anni sarebbero in gran parte restii ad una chiamata alle armi.
Solo il 16% si dichiara pronto a combattere (gli uomini al 21% e le donne al 12%). Il 39% invece disapproverebbe, in quanto antimilitarista. Il 26% degli intervistati preferirebbe che a difendere i confini del suol patrio siano soldati di professione o mercenari stranieri, da reclutare e stipendiare.
Popolo di pacifisti?
Il dato allarmante che il 19% diserterebbe ed il 59% si trasferirebbe in una località lontana dalle zone dei combattimenti.
Insomma, per il 65% degli italiani non siamo un popolo di guerrieri, e dovremmo contare solo sull’aiuto dei nostri alleati USA in primis, anche se cresce sempre di più la diffidenza verso gli alleati Anglo- Americani.
Quindi in caso fossimo coinvolti in un conflitto saremmo già sconfitti in partenza, non siamo come popolo neanche lontanamente parenti dei nostri avi che hanno dato la vita per la patria, negli ultimi decenni siamo, come italiani, stati plagiati ed addomesticati tanto da non esser più in grado di fare o pensare liberamente ma demandiamo tutte le nostre decisioni ad altri come degli animali cresciuti in cattività, ed abbiamo perso lo spirito patriottico di chi ci ha preceduto.
Paolo Ornaghi
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