La campanella è tornata a suonare, ma per troppi è stato solo l’apertura di un parcheggio sociale dove regnano paura, passività e violenza. Che sia tra i banchi di un liceo, in un’aula universitaria, al lavoro o per strada, il principio non oscilla: ogni luogo può diventare la tua scuola, così come ogni scuola rischia di ridursi a un posto qualunque se ti limiti a scaldare la sedia e ad abbassare la testa.
I fatti dell’Enaip di Conselve, nel Padovano, sono la prova spietata di cosa succede quando le aule si trasformano nel teatro dell’ennesima resa. Un ragazzo di quindici anni bloccato e pestato nei bagni da un compagno; intorno a lui una dozzina di spettatori con i cellulari spianati, intenti a riprendere la scena per dare in pasto alla rete lo “spettacolo” dell’umiliazione. È la scuola dei pavidi nel tempo di TikTok, che non educa al Carattere ma coltiva la complicità del branco. Ragazzi che invece di difendere un coetaneo si trasformano in cameraman dell’infamia, barattando la vita reale con un perverso incubo digitale.
Ancora più indecente è la risposta dell’istituzione. Il ragazzo è tornato in classe tremante e pestato, ed è stato lasciato al suo banco per tutta la mattina senza avvertire la famiglia, con il cellulare persino ritirato. Che una scuola si arroghi il diritto di impedire a un giovane di chiamare casa, senza garantire la sicurezza minima e il vivere civile tra le sue mura, è il sintomo di un sistema malato. Un sistema forte con i deboli e terrorizzato dalle responsabilità, lo stesso che assiste inerme alle continue aggressioni ai danni dei cittadini di ogni età reprimendo chi si difende.
Non possiamo adeguarci a questa deriva. Per spezzare la spirale servono anni di tempra e coerenza, servono intelligenza e coraggio. Ma queste qualità non nascono dal nulla: richiedono il ritorno ai fondamentali. Richiedono di ritrovare la dimensione del sacro e dello spirito contro il materialismo che ci riduce a meri consumatori; il senso della Patria e dell’identità per non essere massa sradicata; la centralità della Famiglia come primo nucleo inespugnabile di tutela e di valori che nessuna burocrazia scolastica o meno può permettersi di isolare o scavalcare.
Su questa base ideale si fonda la nostra chiamata alla riconquista: riprendiamoci le scuole, le città, la Nazione. I social tornino a essere semplici strumenti per amplificare ciò che si costruisce nel mondo reale, non la gabbia dorata in cui consumare la propria giovinezza. Il futuro appartiene a chi lo costruisce con le proprie mani e non lo delega a una società che invecchia nella noia e nella paura.
Il futuro è tuo. Scendi in campo e mostra Carattere.
Redazione
Il 2diPicche lo puoi raggiungere
Attraverso la Community WhatsApp per commentare le notizie del giorno:
Unendoti al canale WhatsApp per non perdere neanche un articolo:
Preferisci Telegram? Nessun problema:






































































