Ultimamente ho realizzato che, mentre nell’ambiente politico cattolico e tradizionale, è ben chiara e radicata l’opposizione spirituale e politica verso il Comunismo e la necessità di quest’ultima, la stessa cosa non accade o accade assai meno nei confronti dell’Anarchismo, ideologia non meno violenta e ferocemente Anti-Cristiana.
Perché questo accade? Certamente il Comunismo si è mosso in modo assai più mostruoso e impattante sul corso della Storia, mentre invece il suo deforme fratello minore è sempre rimasto relegato ai margini del corso storico, apparentemente ininfluente, innocuo…forse persino simpatico.
È bene invece ricordare che l’Anarchismo è un’ideologia profondamente Anti-Cristiana, pervasa da vene di violenza che toccano picchi di inaudita ferocia e ha le sembianze mostruose di un morbo adolescenziale dove tutto è trascinato dalla rabbia, dal ribellismo e dalla distruzione mai seguita da una nuova costruzione.
Questa irragionevole, aggressiva immaturità si vede spesso nelle convulse sanguinose azioni che gli sgherri dell’Anarchia hanno perpetrato nel corso dei secoli.
Oggi parliamo per l’appunto del lato più violento e grottesco di questa ideologia: della “Propaganda attraverso i fatti”, ovvero del Terrorismo Anarchico.
Innanzitutto, cosa si intende nel linguaggio anarchista per “Propaganda attraverso i fatti”?
Viene definita “azione politica diretta e attiva, spesso violenta o comunque danneggiante”.
E i più grandi anarchici della Storia sono spesso stati concordi con questo approccio.
La negazione delle idee che diventano azione
Il feroce rivoluzionario Carlo Pisacane già nel 1857 sosteneva:”Le idee nascono dalle azioni e non viceversa”
Sebbene inizialmente questa dimensione attiva della propaganda anarchica si limitasse ad azioni certo radicali ma pacifiche come proteste, scioperi e sabotaggi, col tempo questa prospettiva attivistica dell’anarchismo cominciò ad assumere caratteristiche sempre più violente e guerrafondaie, assumendo la prospettiva di una vera e propria guerra allo Stato.
La trasformazione avviene negli anni ’80 dell’800, dove il movimento anarchista, ancora scottato e sconvolto, dal fallimento dell’esperienza parigina della Comune e dalla sua sanguinosa repressione nel 1871, iniziò a considerare la violenza come un mezzo non solo lecito, ma auspicabile.
Inizialmente il Congresso Sociale Anarchico Rivoluzionario di Londra 1881 inserisce nella “propaganda attraverso i fatti” violenta “solo” gli omicidi politici, condannando le stragi contro il popolo.
Vedremo poi come anche questo limite verrà sanguinosamente infranto.
Infatti dalla fine del XIX° secolo comincerà una lunga e tremenda serie di assassinii e stragi politiche anarchiche che colpiranno non solo gli uomini di potere, ma anche tante persone comuni.
La lista dei crimini anarchici
Cominciamo questa dolorosa lista, commentando alcuni degli episodi più singolari per ferocia o per cecità.
-7 Novembre 1893: Attentato con 2 bombe “all’Orsini” al Teatro Liceu di Barcellona: 20 morti e 30 feriti. Il responsabile si chiamava Santiago Salvador.
Si noti appunto come già il primo caso di questa lista colpisca persone comuni e non solo uomini politici o monarchi.
-12 Febbraio 1894: Bomba di Emile Henry al Caffé Terminus di Parigi: 1 morto e 20 feriti.
Interrogato dai giudici sul perché avesse deciso di colpire persone innocenti, Henry risponderà in modo molto eloquente:”Non esistono borghesi innocenti”.
-24 Giugno 1894: Sante Caserio, anarchico italiano emigrato in Francia, pugnala a morte il presidente Carnot.
Questo fatto genererà gravi discriminazioni e persino aggressioni italofobe in tutto il paese.
-8 Agosto 1897: Michele Angiolillo spara a morte al primo ministro spagnolo Antonio Canovas del Castillo.
-10 Settembre 1898: Luigi Lucheni pugnala a morte l’Imperatrice Sissi.
Quando gli verrà chiesto il motivo della sua azione Lucheni dirà:”Perché sono anarchico. Perché sono povero. Perché amo gli operai e voglio la morte dei ricchi”.
Quando gli si farà notare che aveva ucciso una povera donna ormai ai margini delle decisioni politiche e resa miserabile dal dolore per il suicidio del figlio, Lucheni risponderà perplesso che non lo sapeva e che pensava che l’imperatrice fosse felice e realizzata.
Una risposta che denota quando Lucheni fosse accecato dai suoi sentimenti ideologici e ignorante sulla realtà dei fatti.
-29 Luglio 1900: Gaetano Bresci uccide Umberto I con 3 colpi di pistola.
L’anarchico uccise il re per vendicare i morti causati dalla repressione dei moti di Milano del 1898 ad opera del generale Fiorenzo Bava Beccaris e per accelerare il rovesciamento del regime monarchico.
Ma la realtà, ancora una volta era molto diversa: Umberto I era un sovrano assai amato dal popolo per il suo patriottismo favorevole alle istanze irredentiste e per il suo impegno nelle catastrofi che avevano colpito il popolo negli anni del suo regno.
Il gesto di Bresci fu condannato dalla stragrande maggior parte dell’opinione politica, persino quella Repubblicana e Socialista.
Persino Filippo Turati si rifiutò di difendere il regicida in tribunale e il repubblicano Bovio, con una notevole lungimiranza, affermò che “questo assassinio aveva allungato la vita alla monarchia di parecchi decenni.”
-21 Luglio 1905: Attentato di anarchici armeni al sultano Abdul Hamid II.
Il monarca restò illeso, ma ci furono 26 morti e 58 feriti.
-31 Maggio 1896: Attentato dinamitardo di Mateu Morral al re Alfonso XIII di Spagna.
Anche qui, re illeso ma risultano 24 morti e ben 100 feriti.
-1 Febbraio 1908: Carlo I di Portogallo e suo figlio Luis Filipe vengono assassinati da Manuel Buiça e Alfredo Costa.
-14 Settembre 1911: Dimitri Bogrov uccide il ministro riformista del regime zarista russo, Piotr Stolypin
-12 Novembre 1912: Manuel Pardiñas uccide il ministro spagnolo José Canalejas
-18 Marzo 1913: Alexandros Schinas uccide re Giorgio I di Grecia
-4 Luglio 1914: Ordigno male innescato uccide i 3 attentatori anarchici e 1 civile.
Il Vangelo direbbe “Chi vive per la spada, perirà di spada”.
-16 Settembre 1920: Strage dinamitarda a Wall Street.
38 morti e addirittura 400 feriti.
-23 Marzo 1921: Strage dinamitarda al Teatro Diana di Milano.
21 morti e 80 feriti.
La realtà oltre la propaganda
Queste sequenza di fatti serve non solo a informare e a ricordare una delle stagioni terroristiche più sanguinose d’Europa, seconda forse solo a quella Comunista degli Anni ’70 e la recente ondata Islamista.
Ma è anche per sottolineare come spesso il fanatismo infantile dell’anarchismo scagliato ciecamente e generalmente contro “i ricchi e i potenti” abbia portato spesso non solo a uccisioni e stragi di innocenti, ma anche a risvolti esattamente contrari agli obiettivi di coloro che avevano commesso quelle azioni.
Notare le ingiustizie della società, indignarsi con la giusta rabbia e decidere di agire per il bene comune sono tutte azioni nobili che dovrebbero essere proprie di ogni buon essere umano.
Ma se la rabbia per l’ingiustizia muta in ideologia fanatica e acceca occhi, mente e cuore, ciò che scaturirà da essa non sarà mai giustizia vera, ma solo distruzione infantile e incontrollata che mai nulla costruirà.
Non cediamo all’illusione affascinante, ma mortale dell’Anarchia.
Battiamoci per il connubio santo di Ordine e Libertà.
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