Vi è notizia che nel nostro mondo sia stato manifestato apprezzamento per il contributo dato dalla massoneria al “Risorgimento”. Su tanti altri argomenti non sarebbe valsa la pena intervenire, anche perché si tratta di una dichiarazione isolata che, ad oggi, non ha avuto seguito. Ma la questione in oggetto è troppo grave per non
fare doverose precisazioni offrendo un contributo per meglio comprendere una materia labirintica.
L’Italia non è entrata nella Storia col Risorgimento.
Un’ovvietà che occorre ricordare, di fronte all’idea che si possa concedere credito alle logge massoniche, per il ruolo che esse hanno avuto nelle guerre risorgimentali.
L’Italia non aveva bisogno di Porta Pia per entrare nella Storia, e la sua unità si era realizzata nella fede cristiana duemila anni prima che i massoni Vittorio Emanuele II e Garibaldi, che fu pubblicamente acclamato “primo massone d’Italia” (1) si prendessero cura del nostro Paese.
L’ identità cristiana del popolo italiano è stata totalizzante, in due millenni di storia, prima che liberali e massoni portassero in dote l’anticristianesimo, ed è un’identità che non si è espressa in una dimensione solo spirituale. All’occorrenza i cristiani italiani seppero difendere la Croce con la forza, da uomini, diversamente dagli umanoidi
che oggi miagolano dialogo e inclusione anche verso chi vorrebbe distruggere la vita del nostro popolo.
Un esempio valga per tutti. Nella battaglia di Lepanto il ruolo degli italiani fu cruciale: furono al centro di
quell’evento-chiave della storia europea. Italiano era papa Ghislieri – S.Pio V – che ideò e radunò la “Lega santa”.
Italiani erano lo Stato Pontificio e la Repubblica di Venezia, che con l’Impero spagnolo per primi dettero forma alla Lega che sconfisse l’impero ottomano.
Italiane erano le altre potenze che fornirono galee e armati: Repubblica di Genova, Ducato di Savoia, Ducato di Urbino, Ducato di Ferrara, Modena e Reggio, Ducato di Parma e Piacenza, Repubblica di Lucca, Ducato di Mantova e Granducato di Toscana.
A questo si aggiunga che l’Impero degli Asburgo – cui spettò il comando supremo- comprendeva allora i regni di Napoli, Sicilia e Sardegna, dunque schierò anche soldati italiani, a fianco degli spagnoli, e doveva averne una certa stima, il comandante della flotta Don Giovanni d’Austria, posto che furono fanti sardi, imbarcati sull’ammiraglia cristiana, ad arrembare per primi l’ammiraglia turca, che fu infine conquistata.
A Lepanto, gli italiani fornirono la metà degli armati.
Tra fanti, archibugieri e balestrieri, presero il mare 11.000 italiani, 8.000 spagnoli e 3.000 tedeschi, imbarcati su 207 galee, di cui 105 erano veneziane. (2)
Un ruolo determinante, nella battaglia, ebbero poi quelli che oggi chiameremmo i “sistemi d’arma”, interamente gestiti da Venezia.
La Serenissima appaltò, oltre alla metà della flotta cristiana, 6 galeazze, vere fortezze galleggianti con una potenza di fuoco mai vista e neppure concepita prima di allora e che, da sole, scompaginarono i piani del nemico. Lo stesso comandante della flotta cristiana, Don Giovanni d’Austria, dichiarò “ Le galeazze furono la causa prima della vittoria” (3)
L’Italia non aveva dunque bisogno di Casa Savoia per “trovarsi un posto tra le nazioni civili” ed anche considerando l’unità nazionale ciò che essa è in teoria – un bene- in pratica essa non poteva e non doveva essere affidata alla massoneria, che è un male.
Altre strade non v’erano, per unificare il Paese, che aprire le porte a massoni e affini?
Certo Cavour altre strade non ha cercato, e non per un caso una loggia di Torino porta il suo nome (4)
Informa Giuliano di Bernardo, massone di rango, che Cavour utilizzò le logge ovunque presenti nel territorio, come elementi di raccordo e di controllo dei movimenti insurrezionali (5)
Una scelta che faceva strame della più profonda identità delle popolazioni italiane: la fede cristiana, che le logge osteggiavano ovunque. Che patrioti sono, coloro che calpestano l’identità stessa del popolo che essi intendono “redimere”? Patrioti al contrario.
In realtà il motore dell’impresa risorgimentale, per i massoni, non fu lo spirito patriottico ma l’odio anti-religioso. Nella sua enciclica “Humanum genus” contro la massoneria del 1884, Papa Leone XIII scriveva in termini inequivocabili:
“Dalle non dubbie prove che abbiamo testé ricordate, appare il supremo intendimento dei Framassoni esser questo: distruggere da capo a fondo tutto l’ordine religioso e sociale, qual fu creato dal Cristianesimo”
Il massone e socialista francese Jean Macè, 1849: “Noi socialisti non abbiamo che un solo nemico, e questo è il Cattolicesimo” (6)
Nel 1864, tre anni dopo la proclamazione del Regno d’Italia, un famoso massone del tempo, Lodovico Frapolli, non pensava tanto al risultato “tattico” raggiunto, quanto a quello, “strategico” da raggiungere, lo scopo finale della massoneria che con l’unità d’Italia spartiva assai poco.
“Nostro scopo è quello di Voltaire, ridurre a nulla il cattolicesimo e l’idea cristiana che lo perpetuerebbe”(7)
Il massone Glatigny, Liegi, 1876: (8) “Il Cristianesimo deve scomparire dal mondo civile” Capito? Cancellare non la “teocrazia romana” dal quadro politico italiano, ma cancellare Cristo stesso nella coscienza collettiva.
Il massonologo Gustave Bord: (9) “Il primo effetto dell’iniziazione massonica è di purificare l’apprendista da ogni mentalità cristiana, se ne ha una”
Nel 1872, due anni dopo Porta Pia, si leggeva su una circolare della massoneria italiana:
“Il nostro insediamento a Roma ha dischiuso una nuova era per l’umanità, per l’Italia, per la massoneria (…) La massoneria ha segnato un’altra vittoria dei principi che propugna, Però né la massoneria né l’Italia hanno compiuto ancora la loro missione e l’umanità attende da noi l’estremo colpo ad una religione rapace e sanguinaria”(10)
Con la premessa che la massoneria belga è, da sempre, la massoneria più anticristiana d’Europa (non per un caso le centrali dell’Unione Europea sono a Bruxelles), da “La Gazzetta di Liegi”, 1876:
“ Le fortezze della superstizione, del fanatismo, si chiamano conventi, monasteri, seminari, presbiteri, cappelle santuari, chiese e cattedrali (…) Noi non dobbiamo sopportare, noi nemici del cattolicesimo, che una delle sue basiliche si innalzi per minacciare le nostre credenze filosofiche. Bruciamo gli emblemi dell’idolatria romana: croci… immagini… reliquie, distruggiamo da capo a fondo conventi, monasteri, seminari, presbiteri, cappelle santuari, chiese e cattedrali (11)
Sorprende che questo pattume abbia per base “credenze filosofiche”.
Le “credenze filosofiche”
Domina la scena del massonismo il rassicurante Grande Architetto dell’Universo, a garanzia, presso l’opinione pubblica, di una religiosità non dogmatica, ariosa, con un Dio buono per tutti i gusti e che ciascuno concepisce come meglio gli aggrada. In realtà il Grande Architetto sembra Dio, ma non lo è.
Da un testo fondamentale della letteratura massonica:
“La massoneria non crede né può credere (…) a un Dio spirito infinito, superiore ed estraneo alla Natura, creatore della Natura”(12) “La massoneria non crede né può credere ad un Essere soprannaturale” (13)
“La massoneria crede (…) nell’esistenza di una legge immanente nella Natura, Legge che denomina ‘Grande Architetto dell’Universo” (14)
Il Grande Architetto dell’Universo che nel rituale massonico si non è indipendente dalla natura, esso è immanente nella invoca natura” (15)
Un Dio senza un nome per pregarlo e senza una teologia per comprenderlo, un Dio che non comunica con gli uomini che ha creato, che non si adora in un Tempio perché la natura è il suo tempio, non è Dio ma un’astrazione filosofica che nasconde un ateismo sostanziale.
La spiritualità postula infatti un’apertura, un’ascesa verso il divino, ma il Grande Architetto non appare più divino della legge di gravità.
Dunque? In realtà una “religiosità” siffatta è funzionale al suo contrario, perché alimenta incessantemente quella che in democrazia è chiamata con stile mieloso “fede nell’uomo”.
Nell’ottica massonica, infatti, Dio è “Legge”, intelligenza universale e impersonale che, questo è il punto, si fa persona nell’uomo, che assurge così ad autocoscienza dell’universo, prendendo il posto di Dio.
Bollettino del Grande Oriente, giugno 1952 (16)
“È tempo ormai che l’uomo cominci a comprendere che la Divinità dalla quale si sente attratto non è una persona ma è dentro il proprio cuore. È tempo ormai che l’uomo cerchi Iddio in tutta la Natura ma entro la natura e non fuori di essa (…)
“Da questa grandiosa visione della presenza del Divino, in tutta la Natura come nella coscienza dell’uomo, sorge appunto il concetto di quella religione umana che colloca Iddio nel cuore dell’uomo; la religione dell’uomo … »
Il massone Giovanni Caprile, “Orientamenti fondamentali della Massoneria”, 1957:
“Mentre la religione umanizza Dio la massoneria divinizza l’uomo” (17)
Kabalah ebraica ed altro
La massoneria (fondata a Londra il 24 giugno 1717) prevede tre gradi di iniziazione:
Apprendista, Compagno e Maestro. La piramide organizzativa massonica non si ferma però qui, perché ai cosiddetti” Riti di perfezionamento” , strutturati in gradi iniziatici, è affidato il compito di approfondire gli insegnamenti impartiti nei tre gradi di base.
Nei Riti si delinea, ed anzi si mostra apertamente, l’orizzonte della spiritualità massonica. Queste le dottrine di riferimento del più praticato nella massoneria occidentale, il “Rito Scozzese Antico e Accettato” (18)
“Lo Scozzesismo rappresenta la sintesi felice d’un processo di formazione nel quale confluirono Kabbalah, Ermetismo, Mitraismo, Manicheimo, Gnosticismo”
È fuori luogo asfissiare il lettore con una disamina – anche solo sintetica- di tali scuole di pensiero. Per questo basta un qualsiasi manuale di occultismo perché di scienze occulte stiamo parlando, e questo già in prima istanza mal si accorda con la “Luce” – di conoscenza e di sapienza- che i massoni promettono ai loro adepti.
Simili dottrine non sono mai state solo “filosofiche”, nel pensiero degli occultisti che lungo la storia europea, a partire dal Rinascimento, hanno fatto proprie, riesumandole dall’antichità pagana in alternativa al Vangelo.
Una religione al contrario.
Dottrine che si compendiano tutte nella Kaballah, pensiero non ortodosso ebraico, che concepisce la possibilità, per l’uomo di conoscere per esperienza diretta le cose divine, compenetrandosi in esse già in questa vita, senza mediatori e senza redentori.
Una “volontà di potenza” spirituale ove uomo diventa redentore e maestro di sé stesso lungo gradi ascendenti di sapienza fino alla sapienza divina, “Principio primo” che queste dottrine chiamano in modi diversi, e che in massoneria si chiama Grande Architetto.
Siamo molto lontani dai cinguettii massonici, nelle comunicazioni ufficiali, farcite di ansie umanitarie e di fraternità universale. La massoneria si propone né più e né meno come una via di “deificazione” dell’uomo, e considera se stessa l’approdo finale di una storia sotterranea (e luciferina) di sodalizi segreti, depositari della vera sapienza.
Questo è il nocciolo del massonismo. Non lo diciamo noi, lo dicono “loro” (19)
“Storicamente si può osservare il risorgere dei pitagorici, dei platonici, dei cabalisti, degli gnostici, degli alchimisti in epoche diverse (…) E’ comune a tutte queste associazioni più o meno segrete ed iniziatiche, una concezione anti-dogmatica della religione (…) e una concezione deistica e gnostica dell’uomo”
La Chiesa cattolica, per la massoneria, avrebbe colpevolmente sostituito la sapienza vera con “favole” – così i massoni chiamano il Vangelo- dando forma ad una religione tirannica che mantiene l’uomo nell’ignoranza della sua potenziale divinità.
È difficile non ravvisare in questo ordine di idee un’assonanza con la promessa di Lucifero ad Adamo ed Eva: “Sarete come Dei”.
Per questo abbiamo definito “luciferina” la storia sotterranea dei sodalizi segreti confluiti nella massoneria. Una assonanza così forte che uno dei massimi esoteristi del secolo scorso, il massone Oswald Wirth, non ha saputo fare a meno di dichiarare.
Scrive Oswald Wirth (1860-1943): (20)
“Il serpente seduttore, che incita a mordere l’albero della conoscenza del bene e del male, simboleggia un particolare istinto, non quello di conservazione, ma un impulso più nobile e più sottile, che fa sentire all’individuo il bisogno di innalzarsi sulla scala degli esseri. Questo pungolo segreto è il promotore di ogni progresso e di tutte le conquiste che allargano la sfera d’azione degli individui e della collettività.
Ciò spiega perché il Serpente ispiratore di disobbedienza, di insubordinazione e di rivolta fu maledetto dagli antichi teocrati mentre era venerato dagli iniziati. Questi, infatti, ritenevano che non possa esserci nulla di più sacro delle aspirazioni che ci permettono di accostarci progressivamente agli dei”
Questo è il nocciolo del massonismo, del quale ovviamente non vi sarà mai traccia nelle comunicazioni ufficiali, ma che emerge dalla letteratura massonica, appena un passo dietro la storia ufficiale piena di “meriti massonici” in questo o in quell’altro Risorgimento.
Scriveva uno dei più famosi massoni di Francia del 900:
“La Massoneria è un’associazione, una istituzione… Non è così! È più di così. Solleviamo tutti i veli anche a costo di provocare proteste. La Massoneria è una Chiesa: la anti-Chiesa, l’Anticattolicesimo, l’altra Chiesa (21)
Una Chiesa al contrario.
Del resto, un generico anticlericalismo, anche in grado estremo, non avrebbe mai indotto la Chiesa ad emanare tra Encicliche, Lettere Pastorali, Bolle, Brevi, Esortazioni, Avvisi e Circolari, centinaia di documenti di condanna (ne sono stati contati 586 dal 1738, anno della prima scomunica).
Un laicismo di maniera non avrebbe mai portato Papa Leone XIII a definire la massoneria “peste immonda”, (22)
Padre Pio da Pietrelcina , “setta infame” (23) e Pio IX, “Sinagoga di Satana”(24)
La massoneria si considera investita – supponiamo dal Grande Architetto dell’Universo, ad una mission: portare “Luce” all’umanità, liberandola dalla Chiesa. In questa logica, noi troviamo la massoneria alle spalle di guerre e rivoluzioni utili a portare distruzione ai poteri cristiani.
Nella stessa ottica, la massoneria è stata dal 1945 la regista segreta di tutti fenomeni culturali e di costume utili a cancellare la legge naturale, fondamento dell’etica cristiana, perché cancellando la legge nella coscienza collettiva, si cancella il Legislatore, cioè Dio.
Al Suo posto, l’uomo, sovranamente libero di stabilire il Bene e il Male.
Scrive Albert Lantoine, uno dei più noti massoni francesi del dopoguerra:
“Questo regno dello Spirito voi cattolici lo ponete in una sfera soprannaturale dove le anime saranno pesate sulla bilancia del vostro Dio; noi lo collochiamo nella ragione dell’uomo che non deve sperare altro giudice che gli imperativi della propria coscienza. (25)
Una coscienza illuminata, che ha suggerito ai massoni di regalare all’umanità due veri gioielli: aborto e omosessualismo, sempre a gloria del Grande Architetto dell’Universo.
Squadra, compasso e genocidi
L’8 aprile 2016, la massoneria ha assegnato il premio “Marianne Jacques France” a Simone Veil, promotrice della legge che legalizzò l’aborto in Francia nel 1975, e che porta il suo nome. (Legge Veil).
Ha dichiarato in quell’occasione Daniel Keller, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia:
“Simone Veil incarna l’impegno repubblicano tanto caro alla frammassoneria”. (…) La legge sull’aborto è diventata il simbolo del miglioramento dell’Uomo e della società a cui lavorano i massoni; questa legge resta un pilastro della nostra società”. (26)
Lo storico Francoise Fejto dalle pagine del “ il Giornale”, 14 dicembre 1982:
“Sotto Giscard, il Gran Maestro della Gran Loggia di Francia, Pierre Simon, svolse un ruolo preponderante nella preparazione della legge sulla contraccezione e l’aborto”
Padre Schooyans, osservatore all’ONU:
“La massoneria ha avuto un ruolo di primo piano in quanto è stato fatto, a livello internazionale, a favore della contraccezione e dell’aborto”(27)
La dott.ssa Therese Amiot, membro della “Ligue pour la vie”:
“Così si è compiuta la rivoluzione contraccettiva, frutto del lavoro di logge massoniche, veri laboratori di pensiero, con metodi d’azione sociale e politica efficacissimi” (28)
Squadra, compasso e arcobaleni ( con la benedizione e la compartecipazione della ex Santa Sede)
21 giugno 2000
Note
1) https://www.gallura1060.it/massoneria-olbia-massoneria-sardegna-1/massoneria-olbia-loggia-gallura-1060/massoneria-personaggi-storici/massoneria-sarda-
2) Cfr. Arrigo Petacco “ La Croce e la mezzaluna” , Oscar Mondadori, Milano 2005, p.152
3) Ivi., p.169
4) https://www.grandeoriente.it/tag/loggia-camillo-cavour/
5) http://recuperanti.it/risorgimento_st.php?ar=3
6) Cfr. “Massoneria, Socialismo,Ebraismo” – Note storiche contemporanee di un italiano” Arnaldo Forni Editore, Sala bolognese 1979, p.20. Ristampa anastatica ediz. 1888, Chiasso.
7) Ivi, p.17
8) Ivi, p.22
9) Cfr. Gustave Bord, “La Franc-maçonnerie en France”, Paris, Nouv. libr.nat. 1909. Dalla prefazione, p.17 .
10) Cfr. “Massoneria, Socialismo,Ebraismo” op.cit. p.19
11) Ivi. pp.22-23
12) Cfr. Tommaso Ventura “La massoneria alla sbarra”, Editrice Atanor, Roma 1981, pp.81-82
13) Ivi p.82
14) Ibid.
15) Ibid.
16) Il massone Lorenzo Fusi, cit. in F.Giantulli, op.cit p.39
17) Ibid.
18) Cfr. F.Giantulli, op.cit. , p.49 La citazione è tratta da “Lumen vitae”, rivista del Grande Oriente, 1954.19) Cfr. Bisogni,Bonvicini ed altri “La Libera Muratoria” SugarCo Edizioni, Solaro (Milano) 1978, pp. 157-158
20) Cfr. Oswald Wirth, “ La Massoneria resa comprensibile ai suoi adepti” – Volume sec.” il Compagno”, Atanor, Roma 1985, p.64
21) Cfr. F.Giantulli, op.cit. pp. 77-78
22) Enciclica “Humanum genus”, 20 aprile 1884
23) Dalla lettera del 7 aprile 1913 al suo confessore Padre Agostino. Cfr. “Epistolario”, vol.I, Edizioni “Padre Pio da Pietrelcina”, Convento S.Maria delle Grazie, San Giovanni Rotondo 1973, p.350.
24) Enciclica “ Etsi multa luctuosa”, 21 novembre 1873
25) Cfr. F.Giantulli, op.cit p.32
26) http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/aborto-per-la-massoneria-francese-e-un-pilastro-della-societa/
27) Cfr. Michel Schooyans, “Nuovo disordine mondiale”, Edizioni San Paolo, Milano 2000, p.33
28) Cfr. Autori vari “ Aborto- Il genocidio del XX secolo”, Effedieffe Edizioni, Milano 2000, p.57.
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Complimenti! Splendido articolo – condivido ogni singola parola – che spiega e illustra chiaramente il pericolo che rappresenta la massoneria e che fa capire meglio la realtà odierna.