Onestamente ci aspettavamo di meglio da Conti, ma a quanto pare anche lui ha dovuto, o voluto, inchinarsi ad una retorica che ha stufato.
Da anni il Festival ha perso la sua funzione culturale, un concorso canoro con le migliori voci del panorama musicale italiano che tenevano incollati quasi tutti gli italiani, un evento pari alle competizioni della Nazionale azzurra.
Oggi diventa la vetrina con cui il progressista di turno deve dire la sua, scatenando ovvie polemiche e trasformando il Festival in una tribuna politica. La musica passa in secondo piano, anzi, viene dopo persino i vari momenti “trash” che vengono citati dai giornali e dai social più dei brani in gara.
Sentivamo la mancanza dell’ennesima cariatide antifascista
Questa volta è toccato alla signora chiavarese ultra centenaria che è diventata il simbolo della “resistenza”, dopo aver sottolineato che la sua famiglia fosse tutta si sinistra e di aver votato repubblica (anzi, repupplica, come scritto nella foto che passava sul maxischermo alle spalle del palco). Una sviolinata senza senso se non per rimarcare che siamo una repubblica antifascista, senza però mai citare i risultati di questa repubblica antifascista tanto decantata.
Nella scenetta che ha fatto scendere i lacrimoni ai social, nessuno ha colto i grandi errori comunicativi, frutto di luoghi comuni e qualunquismo spicciolo. Intanto il referendum tra monarchia e repubblica (su cui tanto ci sarebbe da dire) non fu come si crede la scelta tra libertà e dittatura.
E la repubblica, così come l’antifascismo, in teoria non dovrebbero essere cose “di sinistra”; questa convinzione ha portato ad una polarizzazione che vede la destra, persino quella moderata e liberale, parte del contenitore fascista.
Ciao, ciao
Pertanto la signora repubblicana che ha fatto ciao ciao ai fascisti è stata usata per questo giochetto, semplice propaganda sinistroide utile sia al referendum imminente, sia alle elezioni, sia a mantenere lo scontro politico che impedisce a questo Paese, repubblicano e antifascista, di progredire.
Chi scrive è monarchico e nazionalista, ma prima di tutto è un Patriota, un Patriota deluso da un sistema repubblicano e antifascista che non ha portato crescita e sviluppo, ma solo stagnazione, oicofobia, mancanza dei diritti sociali fondamentali. La signora è soddisfatta della situazione che il suo voto ha contribuito a creare? Questa è la domanda che dovremmo porre.
Lorenzo Gentile
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