Il livore, ossia quell’aspetto livido del volto di chi è tormentato dall’invidia astiosa che genera un rancore velenoso.
Dante tratteggia un esauriente quanto attuale ritratto dello spirito levogiro che tanto si agita nelle piazze in questi giorni, e che è ben rappresentato non solo dalle frange violente ma anche dalla più pacata ma ripetitiva, assoggettante e intellettualmente disonesta tiritera dei rappresentanti politici di quelle proteste, che non riescono proprio a staccarsi da quell’infimo sentimento ben identificato con l’attributo ‘livoroso’ che esclude a priori la pietas e che incolla i violenti alle loro terga:
Fu il sangue mio d’invidia sì rïarso,
Che se veduto avesse uom farsi lieto,
Visto m’avresti di livore sparso
(Purg XVI).
Nell’uso comune il livore è la plateale manifestazione del sentimento d’invidia astiosa e maligna che genera un rancore velenoso. Leopardi nella canzone «Ad Angelo Mai» parla de
l’odio e l’immondo
Livor privato e de’ tiranni
Livore, una parola in via di estinzione ma ferinamente presente nel pensiero e nella prassi dei movimenti di sinistra, nonché aspetto antropologico qualificante le proteste promosse, specie nei giorni scorsi, da questa opposizione. Proteste che si aprono truffaldinamente con gente strumentalmente quanto forzosamente pacata e si chiudono immancabilmente con una scia di violenze verbali e materiali il cui scopo è marare il territorio,rimandando alla storica propensione della sinistra alla sanguinosa resa dei conti: il terrore giacobino, i massacri dei cristeros messicani e l’obbrobrio nostrano di Piazzale Loreto; ma anche il rogo di Primavalle (in cui nel 1973 trovarono la morte i poveri fratelli Mattei) e lo slogan «Dieci, cento, mille Nassiriya» (dove, nel 2003, un camion bomba fece 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni).
E la si finisca di chiamare “fascisti rossi” la marmaglia agitata dalla sinistra! Una maniera disonesta e fuorviante, adottata anche da alcuni esponenti del centro-destra oggi al governo, che ha come effetto quello di tutelare la falsa superiorità morale di cui la sinistra si ammanta anche grazie all’evidente soggezione culturale che è stata capace di inoculare nelle menti dei cosiddetti “moderati”.
Osserviamole attentamente le piazze levogire, perché,in fondo, parlano chiaro: sappiano tutti che quando prevarranno il loro livore sarà spietato.
* Levogiro è sinonimo di sinistrorso o antiorario
Corrado Corradi
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Ma quale invidia!? Disgusto, ripugnanza, semmai. Di fronte ad un comitato ‘governativo” di marionette che si fanno complici del più orrendo crimine della Storia, un popolo decente dovrebbe insorgere e prendere Giustizia….E voi, riecheggiando instancabilmente i mantra degli pseudo sovranisti, siete deludenti. Andate a Gaza, a schiarirvi le idee
Bravo Corrado!!! Bellissimo e quantomai centrato articolo. Avrei suggerito come copertina il volto di Landini: plastica rappresentazione del livore sinistro.